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SRT alla prova della leva gigante

48 trasporti eccezionali, 50 tir pesanti, centinaia di pattuglie ed elicotteri delle polizia stradale per trasportare in Sardegna la più grande gru d’Europa. Un mastodonte da 3.000 tonnellate che dovrà sollevare in aria il cesto di SRT, 64 metri di diametro e 500 tonnellate, a 35 metri di altezza.

48 trasporti eccezionali, 50 tir pesanti, centinaia di pattuglie ed elicotteri delle polizia stradale a coordinare la logistica internazionale via terra e via mare. È lo straordinario dispiegamento di mezzi che si stanno mobilitando dall’Olanda per trasportare in Sardegna la più grande gru d’Europa. Un mastodonte dal peso di tremila tonnellate (qualcosa come 100 pachidermi), alto come un grattacielo di 30 piani e con un braccio meccanico di 100 metri. Questo colosso, l’unico esistente in Europa, dovrà usare tutta la sua forza titanica per compiere un lavoro che nessun’altra macchina robotizzata sarebbe in grado di svolgere. Issare a 35 metri d’altezza il gigantesco cesto da 64 metri di diametro e 500 tonnellate di peso del radiotelescopio SRT in costruzione a San Basilio (in provincia di Cagliari). Questa struttura reticolare di acciaio alluminio costituisce lo “scheletro” su cui verranno appoggiati 1000 pannelli che andranno a costituire lo specchio della parabola del Sardinia Radio Telescope. Il sollevamento si annuncia come uno spettacolo da cardiopalmo. “È un’operazione decisiva, la più delicata da quando è stato avviato il cantiere. Siamo qui con il fiato sospeso come al lancio in orbita di uno Space Shuttle. Basta un filo di vento per mandare tutto a monte”, confessa Nichi D’Amico, direttore del SRT.

A San Basilio stanno arrivando i primi camion. Il via vai di mezzi pesanti andrà avanti ancora una settimana. Quando le operazioni di scarico saranno terminate, avranno inizio quelle di montaggio della maxi-gru. “Ci vorranno due settimane per assemblarla in loco con 60 operai che lavorano a tempo pieno al cantiere”, specifica D’Amico. “Dal 20 maggio si apre la finestra di ‘lancio’. Abbiamo un margine di tempo di due settimane per effettuare il sollevamento. La variabile più importante è il vento, non deve soffiare. Altrimenti, date le moli in gioco, il cesto rischierebbe di oscillare pericolosamente in aria e far ribaltare la gru”.

La suspense è altissima. Televisioni, radio e tv stanno accorrendo sul posto per seguire la diretta. Anche l’INAF ha predisposto una finestra web per monitorare l’avanzamento dei lavori. Quando sarà il momento, sul sito media inaf si potrà seguire, minuto per minuto, questa eccezionale manovra di installazione senza precedenti.

Il costo dell’operazione? “Un milione di euro, imputabili in gran parte al trasporto della grande gru in Sardegna , ai quali si aggiungono le spese noleggio pari a 50 mila euro a settimana”, risponde D’Amico. “Abbiamo ingaggiato l’unica ditta proprietaria della gru gigante, MT Mechatronics, che ha sede in Olanda, ma l’appalto dei lavori sul posto è stato affidato a una ditta locale, ICOM, con un importante indotto economico sul territorio”.

Ogni cosa è stata studiata nei minimi dettagli. “Inizialmente la gru, manovrata dalla cabina di comando da cinque operatori, solleverà il cesto a un metro da terra. Quindi, la gru dovrà indietreggiare di 17 metri lungo appositi binari di legno. Questa ‘retromarcia’ sarà estremamente lenta e richiederà alcune ore. Qualsiasi scatto o accelerazione impropria potrebbero indurre movimenti oscillatori rischiosissimi, è fondamentale che il paraboloide resti fermo sospeso in aria. Quando la gru avrà raggiunto l’estremità dei binari, solleverà il cesto in verticale per 35 metri, quindi lo appoggerà sulla struttura portante del radiotelescopio. A quel punto, potremo finalmente tirare un grande sospiro di sollievo!”. Poi, la strada per SRT sarà tutta in discesa. E finalmente entro la fine dell’anno SRT potrà tendere il suo grande orecchio per ascoltare l’Universo radio.