Cielo nuvoloso? Colpa anche delle supernove
Uno studio pubblicato su Nature Communications torna sulla dibattuta possibile relazione tra raggi cosmici e clima e lo fa analizzando sia in via teorica che sperimentale le interazioni tra ioni prodotti in alta atmosfera da particelle di origine cosmica, come le supernove, con gli aerosol, i mattoni dai quali si formano quei nuclei di condensazione del vapor d’acqua all’origine delle nubi
Marica Branchesi persona dell’anno
Per il suo contributo alla ricerca sulle onde gravitazionali, Marica Branchesi, ricercatrice del Gssi, è tra le dieci persone più influenti 2017 secondo la classifica “Ten people who mattered this year” di Nature. «Sono un’astronoma che lavora molto bene con i fisici delle onde gravitazionali», dice di sé in ques’intervista a Media Inaf
’Oumuamua: cuore di ghiaccio sotto la roccia
Un lungo periodo di esposizione ai raggi cosmici (per miliardi di anni) ha portato alla stratificazione superficiale di materiale organico e isolante sull’asteroide. Il team di esperti ha spiegato che questa crosta ha protetto il nucleo ghiacciato dall’inevitabile vaporizzazione che si verifica al passaggio ravvicinato con il Sole
Una forza oscura spinge Gliese 436b
L’anomalo pianeta Gliese 436b ha una coda che sembra una cometa e un’orbita eccentrica anziché circolare. Un nuovo studio su “Nature”, realizzato anche grazie al telescopio italiano Tng alle Canarie, ha ora stabilito che l’orbita è pure polare invece che equatoriale. La spiegazione, forse, in un invadente pianeta compagno che si nasconde nell’ombra
Viaggio tra le antenne Ska
Completata la prima stazione delle antenne a bassa frequenza del progetto Square Kilometre Array. Sono le prime 256 di 130mila e l’installazione verrà completata nei prossimi anni. L’Italia è uno dei partner principali del consorzio che si occupa di queste antenne, dalla simpatica forma ad albero di Natale
Una “bilancia” per pesare le stelle
Il metodo parte dalla misura della luce totale della stella e la sua parallasse per inferirne il diametro, e dall’analisi del tremolio per ottenere una misura della sua gravità superficiale. La combinazione dei due dati consente d’inferire la massa totale della stella. Fra gli autori, Enrico Corsaro dell’Inaf di Catania






