In quella stella, europio, oro e uranio à gogo
Materia oscura nelle galassie? C’è, dice la Sissa
Svelando Saturno con il deep learning
Istruire un algoritmo di intelligenza artificiale attraverso i dati ottenuti dallo strumento Vims della sonda Cassini per studiare l’atmosfera di Saturno e produrre mappe dettagliate delle sue tempeste. È quanto ha fatto un team di ricercatori con PlanetNet. I risultati sono pubblicati su Nature Astronomy
Getti impazziti dal buco nero a trottola
V404 Cygni, sistema binario formato da una stella e da un buco nero, è particolare a causa di un evidente disallineamento tra il disco di materiale e il buco nero al centro. Quest’ultimo emette lampi di luce improvvisi e intensi, ma è la prima volta, però, che vediamo un getto di materia accelerato da un buco nero cambiare direzione in poche ore. Allo studio pubblicato su Nature ha partecipato anche Tomaso Belloni dell’Inaf di Brera
Galassie con nuclei quieti, ma non troppo
Gli Agn radio quieti, fino a oggi un po’ trascurati, con Ska saranno sempre più al centro dell’attenzione e il loro studio sarà fondamentale per capire la fisica e l’evoluzione delle galassie. Ospitiamo un editoriale sull’argomento di Francesca Panessa (Inaf Iaps Roma), autrice insieme a Ranieri Baldi (University of Southampton) di una review pubblicata oggi su Nature Astronomy
Aumenta la tensione sulla costante di Hubble
L’annuncio arriva dal team del premio Nobel Adam Riess: l’ultima stima ottenuta con metodi astrofisici è pari a 74.03 ± 1.42 km/s/Mpc. Raggiunta grazie alla misura precisa della distanza di 70 cefeidi della Grande Nube di Magellano, rafforza sempre più la significatività della discrepanza con le stime cosmologiche






