Osservando una stella di nome Sole
Per sfruttare al meglio la tecnica della velocità radiale per l’individuazione di esopianeti è cruciale caratterizzare l’attività magnetica delle stelle. Ma questo è possibile, in dettaglio, per una stella soltanto: la nostra. Un team guidato da Jesus Maldonado dell’Inaf di Palermo ha dunque deciso di mettere il Sole sotto osservazione con due degli “occhi” del Telescopio nazionale Galileo: il telescopio solare di giorno e lo spettrografo Harps-N di notte
Quando Marte trema sulla Terra
Un gruppo di sismologi del Politecnico di Zurigo ha analizzato i dati sismici della sonda InSight della Nasa e ha riprodotto al simulatore le scosse che si avvertirebbero su Marte. I sismi marziani sono stati confrontati con quelli terrestri e lunari per poter comprendere meglio la natura geologica del Pianeta rosso
Un asteroide dedicato a Mario Rigutti
Il piacere di ragionare con Gabriele Ghisellini
L’idrogeno perduto, scovato da MeerKat
Un team internazionale guidato da Paolo Serra dell’Inaf di Cagliari chiarisce una contraddizione finora irrisolta: la sproporzione tra polveri e idrogeno nel mezzo interstellare della galassia Ngc 1316. Lo strumento utilizzato è MeerKat, uno dei radiotelescopi “precursori” di Ska, lo Square Kilometre Array
Gioviani, caldi e molto magnetici
Fondamentali per comprendere la struttura interna degli “Hot Jupiter” e l’interazione con la loro stella, sono le prime misure di campi magnetici ottenute per questa classe di pianeti, e le prime in assoluto basate sull’interazione stella-pianeta osservando spettroscopicamente le atmosfere stellari con telescopi da terra. Lo studio su Nature Astronomy






