DALLA MECCANICA QUANTISTICA AI BUCHI NERI

Il piacere di ragionare con Gabriele Ghisellini

Nel suo agile “Astrofisica per curiosi” l’astrofisico dell’Inaf di Brera fa vivere ai lettori l’emozione di comprendere, conducendoli – passo passo, con rigore – lungo percorsi tanto affascinanti quanto vincolati quali la storia dell’universo e la vita delle stelle

     23/07/2019

Gabriele Ghisellini, “Astrofisica per curiosi. Breve storia dell’universo”, Hoepli, 2019, 162 pp.

Piccolo e denso come un buco nero, quello firmato da Gabriele Ghisellini – dirigente di ricerca alla sede di Merate dell’Inaf di Brera – è un volume che può risucchiarci. E lo fa con una promessa: se avrete pazienza, dice l’autore, posso promettervi “un piacere del primo tipo”. Nella scala dei piaceri che la ricerca scientifica può offrire, quello del primo tipo è la sensazione di “aver capito”, la leggera scarica elettrica e l’esaltazione che arrivano alla fine di un ragionamento costato fatica.

S’intitola Astrofisica per curiosi ed è un libro che vale la pena leggere non perché è facile, ma perché parla di cose difficili. E ci riesce con la chiarezza e con il rigore. Per raggiungere l’obiettivo in appena 150 pagine, l’autore fa giustamente alcune scelte. Non c’è tutta l’astronomia, non troverete asteroidi e comete. Ai pianeti sono dedicate due pagine, per dire, e il ruolo in cui la Luna dà il meglio di sé non è nelle vesti di satellite della Terra (due pagine anche qui), bensì come protagonista della scoperta del primo quasar, 3C 273. Persino due primedonne dei libri divulgativi d’astrofisica quali l’energia oscura e la materia oscura vengono qui liquidate nel secondo capitolo.

Insofferente verso tutto ciò che è nozionistico o fumoso, impaziente di ragionare insieme al lettore, l’autore non ci dice l’età dell’universo: ci guida a calcolarla insieme a lui. È un po’ difficile, ma la cifra infine arriva, e la leggera scarica elettrica pure. Dal quarto capitolo in avanti, poi, quando al ragionamento si intrecciano gli argomenti che più appassionano l’autore stesso, si arriva al cuore del libro. Ecco allora che anche la meccanica quantistica e il principio d’indeterminazione entrano in gioco con quello che è il loro vero fascino: non la vaghezza, ma al contrario l’inevitabilità.

Siamo al diario di una stella, alla concatenazione di eventi della sua esistenza, alle leggi che questi eventi governano. Alla nana bianca come conseguenza inesorabile delle condizioni di gravità presenti alla morte di una stella come il Sole da una parte e, dall’altra, dei vincoli posti dal principio di esclusione di Pauli e dall’indeterminazione di Heisenberg. Ed è da qui, dal capitolo sulla morte di una stella, che il libro decolla: supernove, stelle di neutroni, magnetar, buchi neri, gamma ray burst… Man mano che massa ed energia – non quelle oscure, quelle note e misurabili – aumentano, il racconto di Ghisellini si fa sempre più avvincente. I tasselli s’incastrano. E possiamo partecipare, almeno un poco, al pensiero più felice della vita di Einstein e alla scoperta del primo buco nero con Riccardo Giacconi.

Piacere del “primo tipo” assicurato, Astrofisica per curiosi si spinge un poco oltre: fa venire voglia di assaggiare anche i livelli di piacere successivi. Il secondo, quello di “scoprire noi qualcosa”. O magari il terzo, quello che “ho creduto di aver raggiunto una volta sola nella vita” – scrive Ghisellini, torturando il lettore curioso – “ma mi sbagliavo”. Del quarto livello nemmeno ne parliamo, è per pochi nella storia. E forse proprio una delle lettrici o uno dei lettori di questo libro – grazie a questo libro – arriverà, un giorno, a sperimentarlo.