LA STELLA SAREBBE ANCORA PIÙ ATTIVA ALLE LUNGHEZZE D’ONDA DI ALMA

Proxima Centauri, la nostra scatenata dirimpettaia

Distante appena quattro anni luce da noi, è la stella più vicina al Sole. Una nana rossa tanto piccola quanto vivace: mostra infatti brillamenti estremi a lunghezze d’onda radio e millimetriche, che si estenderebbero fino a investire i suoi pianeti terrestri della zona abitabile. I dettagli su The Astrophysical Journal Letters

INCONTRI RAVVICINATI CON CORPI PROVENIENTI DALL’ESTERNO DEL SISTEMA SOLARE

Reti neurali per “catturare” oggetti interstellari

Si chiama Neural-Rendezvous ed è un sistema fondato sul deep learning, messo a punto da un team di ricercatori, in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory, per intercettare futuri oggetti interstellari avvalendosi di un veicolo spaziale autonomo – o meglio ancora di un intero sciame di piccole navicelle – così da poterli studiare da vicino

DALL’8 AL 13 APRILE ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

L’Inaf con Lapin al Festival delle scienze di Roma

Compie vent’anni il Festival delle scienze di Roma e li celebra con un’edizione dedicata ai “Corpi”: dai corpi celesti, lontani e misteriosi, a quelli umani, dai corpi artificiali a quelli ambientali. Tra gli eventi proposti dall’Istituto nazionale di astrofisica c’è anche la mostra “Dove la ricerca prende corpo”, un allestimento che racconta l’identità dell’Inaf attraverso tavole illustrate dell’artista francese Lapin

LA LUMINOSITÀ DEI GETTI AUMENTA CON LA DISTANZA

Getti dai buchi neri visti con Eht

Nuove osservazioni effettuate con il telescopio Event Horizon di sedici nuclei galattici attivi si sono spinte con un dettaglio senza precedenti vicino all’origine dei getti relativistici dei rispettivi buchi neri supermassicci. Confrontando i dati con osservazioni precedenti, è stato possibile analizzare l’evoluzione dei getti dallo spazio vicino al buco nero fino a grandi distanze. Tutti i dettagli su A&A

SCOPERTE DA CURIOSITY, SONO LE PIÙ GRANDI MAI RILEVATE SUL PIANETA ROSSO

Molecole organiche su Marte. È grasso che cola

Decano, undecano e dodecano. Composti organici rispettivamente con dieci, undici e dodici atomi di carbonio. Sono le più grandi molecole scoperte finora su Marte, probabilmente il prodotto della degradazione di acidi grassi. A individuarle, in un campione di roccia marziana risalente a circa 4 miliardi di anni fa, è stato il rover della Nasa Curiosity. Pubblicato su Pnas lo studio guidato dal Cnrs

SUGGERISCE UN FUTURO PREOCCUPANTE PER LA VIA LATTEA

Equilibrio di stranezze in una rara galassia a spirale

Le attuali teorie sull’evoluzione delle galassie potrebbero essere messe in discussione dalla scoperta di una massiccia galassia a spirale, a un miliardo di anni luce dalla Terra, che ospita un buco nero con una massa di miliardi di volte quella del Sole, con colossali getti radio che si estendono per sei milioni di anni luce. Caratteristiche, queste, più tipiche delle galassie ellittiche. Tutti i dettagli su Mnras

OSSERVAZIONI CONDOTTE ALLA MASSIMA RISOLUZIONE POSSIBILE: 0,030 SECONDI D’ARCO

Dischi protoplanetari più piccoli del previsto

Utilizzando le osservazioni del radiointerferometro Alma, un team di ricercatori della Leiden University (Paesi Bassi) ha censito 73 dischi protoplanetari nella costellazione del Lupo, a circa 400 anni di luce da noi, rivelando dischi molto più compatti di quanto immaginato: alcuni misurano solo 0,6 unità astronomiche. I risultati sono in corso di pubblicazione su Astronomy & Astrophyiscs