Spettrometro tascabile, dagli infrarossi agli Uv
Realizzato alla North Carolina State University, il prototipo di spettrometro miniaturizzato descritto la settimana scorsa sulla rivista Devcie è in grado di misurare con rapidità e accuratezza le componenti della luce da 400 a 1000 nanometri. E può essere ridotto alle dimensioni di un pixel. Le potenziali applicazioni vanno dalla diagnostica medica all’analisi dei materiali
Anatomia di un pianeta di lava
Grazie all’uso di simulazioni all’avanguardia, uno studio guidato da Charles-Édouard Boukaré della York University (Toronto, Canada) ha svelato i meccanismi evolutivi dei pianeti di lava, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere la formazione e l’evoluzione di questi mondi, fra i più estremi dell’universo. Il risultato è stato pubblicato ieri su Nature Astronomy
Realizzato al Cern un qubit d’antimateria
Ottenuta dalla collaborazione Base e riportata la scorsa settimana su Nature, la dimostrazione del primo bit quantistico di antimateria – lo spin di un antiprotone, mantenuto in uno stato di coerenza quantistica per circa un minuto – apre la strada a un notevole miglioramento nei test di verifica delle simmetrie fondamentali della natura
Stella di Wolf-Rayet dietro una fitta nube di polveri
L’analisi di una lunga osservazione ai raggi X rivela la natura della misteriosa stella Wd1-9: un sistema binario contenente una stella evoluta di recente nella fase di Wolf-Rayet, dopo aver espulso gli strati esterni della sua atmosfera, accresciuti sulla stella compagna. A guidare lo studio, in corso di pubblicazione su A&A, Konstantina Anastasopoulou dell’Inaf di Palermo
Quando un buco nero si sveglia… e mangia
Osservati per la prima volta con il James Webb Space Telescope quattro eventi di distruzione mareale in galassie polverose: buchi neri rimasti inattivi per milioni di anni si riattivano improvvisamente, divorando stelle che passano troppo vicino. Lo studio, guidato dal Massachussetts Institute of Technology, è pubblicato su The Astrophysical Journal Letters
C’è zolfo nel mezzo interstellare della Via Lattea
Un gruppo internazionale di ricercatori ha rivelato la presenza di zolfo nel mezzo interstellare della nostra galassia. È la prima volta che questo elemento viene rivelato simultaneamente allo stato solido e a quello gassoso. I dati che hanno consentito la scoperta sono stati ottenuti col telescopio Xrism, sfruttando l’emissione X del sistema binario Gx 340+0






