A BORDO DELLA SONDA SOLAR ORBITER

Metis osserva un colpo di frusta magnetico sul Sole

Catturato per la prima volta dal coronografo Metis di Solar Orbiter uno “switchback” solare, un’inversione del campo magnetico locale nell’atmosfera della nostra stella che, come sotto l’effetto di una frusta, si propaga a grandissime distanze nello spazio interplanetario. Il lavoro che descrive la scoperta, pubblicato su Astrophysical Journal Letters, è a guida Inaf

SGANCIO AVVENUTO, SI PUNTA VERSO DIMORPHOS

Go LiciaCube, Go!

Si è separato questa notte dalla sonda madre Dart (alle 01:14, ora italiana) il cubesat italiano LiciaCube, testimone oculare dell’impatto con l’asteroide Dimorphos, previsto per il 26 settembre prossimo. Nell’attesa vi presentiamo alcuni studi a guida Inaf usciti in un’edizione speciale della rivista Planetary & Space Journal

ESPERIMENTO CONDOTTO USANDO VARI LIQUIDI, COMPRESO L’OLIO DI OLIVA

Magneti per generare ossigeno in microgravità

In uno studio pubblicato su npj Microgravity, un gruppo di ricercatori ha usato con successo la polarizzazione magnetica per separare l’ossigeno prodotto dall’elettrolisi dell’acqua in ambiente di microgravità. Questi sistemi saranno usati in futuro per le missioni a lungo termine di esplorazione spaziale dove non sarà possibile un rifornimento di acqua dalla Terra

LA DISTRIBUZIONE È TRIMODALE

Rocciosi, gassosi o liquidi: i mondi delle nane rosse

Dalla distribuzione per densità di 34 esopianeti di raggio inferiore a quattro volte quello della Terra osservati da Tess emergono tre gruppi ben distinti, associabili a mondi rocciosi, gassosi e – questa la novità – “liquidi”. È quanto riporta uno studio pubblicato oggi su Science da Rafael Luque dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía ed Enric Pallé dell’Instituto de Astrofísica de Canarias

A UN MILIARDO DI ANNI LUCE DA NOI

BL Lacertae, il blazar con il getto sinuoso

Il Whole Earth Blazar Telescope, una collaborazione di astronomi di cui fanno parte ricercatrici e ricercatori dell’Inaf, ha scoperto che la radiazione del getto del blazar mostra forti oscillazioni cicliche di luminosità nell’arco di alcune ore. Secondo il team, ciò è dovuto al fatto che il getto non è esattamente rettilineo: presenta una piega a una distanza di circa 16 anni luce dal buco nero che ha deviato ritmicamente il potentissimo flusso di radiazione verso di noi

QUANDO ESPLODERÀ? PRESTO MA NON PRESTISSIMO

Gialla come Betelgeuse

Passando al vaglio numerose testimonianze di studiosi dell’antichità, un team multidisciplinare guidato dall’università tedesca di Jena, e del quale fa parte anche lo storico Matteo Cosci della Ca’ Foscari di Venezia, ha scoperto che l’inquieta supergigante rossa della costellazione di Orione ha cambiato colore nel corso degli ultimi duemila anni. Pubblicato su Mnras, il risultato offre indizi utili anche per prevederne l’evoluzione

LO STUDIO PUBBLICATO SU GEOPHYSICAL RESEARCH LETTER

Aurore protoniche “a chiazze” nel cielo di Marte

La collaborazione fra la sonda Maven della Nasa e quella della Emirates Mars Mission (Emm) degli Emirati Arabi Uniti ha consentito di vedere, sull’atmosfera di Marte, un particolare tipo di aurore che si formano in condizioni di interazione caotica fra il vento solare e l’atmosfera superiore marziana