Dall’Europa all’India, seimila km di telescopio
Condotta il 14 febbraio scorso, un’osservazione interferometrica di tipo Vlbi del quasar 3C454.3 ha coinvolto per la prima volta in modo coordinato cinque radiotelescopi della rete europea Vlbi – compresi quelli Inaf di Medicina e Noto – e le dieci antenne del Giant Metrewave Radio Telescope indiano, consentendo di ottenere immagini con una risoluzione di 3-10 millisecondi d’arco
Campo magnetico record, è di una pulsar Ulx
Il telescopio cinese per le alte energie Hxmt ha misurato attorno a J0243 – una sorgente ultraluminosa di raggi X – il campo magnetico più forte mai registrato a oggi nel cosmo: circa 1,6 miliardi di tesla. Fra gli autori dello studio, guidato da ricercatori dell’Institute of High Energy Physics dell’Accademia delle scienze cinese, c’è anche l’astrofisico Andrea Santangelo dell’Università di Tubinga. Lo abbiamo intervistato
Dove sono finiti gli anelli di Giove
Immersi nel bagliore del Sole
Survey telescopiche fatte al crepuscolo hanno permesso di scoprire diversi asteroidi in orbita stretta attorno al Sole, ma quasi invisibili perché – come i pianeti interni Venere e Mercurio – non si allontanano mai angolarmente molto dalla nostra stella. Hanno origine nelle regioni più interne del Sistema solare gli ultimi Neo di grande diametro che mancano all’appello? Potrebbero avere origine anche dalla ipotetica fascia dei Vulcanoidi? Facciamo il punto della situazione
Samantha Cristoforetti sette ore fra le stelle
Uscita dalla Stazione spaziale insieme al collega russo Oleg Artemyev alle 16:58 di ieri, giovedì 21 luglio, Cristoforetti è la prima europea ad aver compiuto un’attività extraveicolare. Nell’arco di quasi sette ore, i due astronauti hanno rilasciato manualmente in orbita dieci CubeSat e hanno predisposto la struttura destinata a ospitare in modo definitivo il Braccio robotico europeo sul modulo Nauka
Nella Luna, un “mare” di idrogeno
Utilizzando i dati raccolti oltre due decenni fa dal veicolo della Nasa Lunar Prospector, un team di scienziati della Johns Hopkins University ha prodotto la prima mappa globale delle abbondanze di idrogeno sulla superficie della Luna. I dati confermano il ruolo giocato dall’acqua nella formazione del nostro satellite. Tutti i dettagli su Journal of Geophysical Research Planets






