SIMULAZIONI E ALGORITMI PER CONOSCERNE I SEGRETI

Una stele di Rosetta per la formazione stellare

Il progetto Rosetta Stone – coordinato dall’Inaf e sostenuto dall’Erc – propone un confronto senza precedenti tra simulazioni numeriche e osservazioni astronomiche nello studio della formazione stellare. I primi tre articoli, pubblicati su A&A, mostrano come le simulazioni possano essere trattate come vere osservazioni per analizzare con maggiore precisione i processi che portano alla nascita delle stelle

LA PULSAR IN FUGA CHE SFIDA LE REGOLE DELLA VIA LATTEA

Calvera è esplosa dove non doveva

Un’esplosione stellare, una pulsar in fuga e un resto di supernova: è la storia di Calvera, un sistema scoperto a oltre 6500 anni luce sopra il piano galattico, che sta mettendo in discussione ciò che sappiamo sull’evoluzione delle stelle. A raccontarla è un team di ricerca guidato dall’Inaf in uno studio pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics

IL PRIMO MONDO IN UN DISCO PROTOPLANETARIO MULTI-ANELLO

Wispit 2b, un super-Giove in fasce

Per la prima volta è stato scoperto un pianeta che sta crescendo all’interno di un disco protoplanetario multi-anello. Si chiama Wispit 2b ed è un super-Giove, in orbita attorno a una stella simile al Sole, a 430 anni luce nella costellazione dell’Aquila. La scoperta, guidata da ricercatori delle università di Leida, Galway e Arizona, è descritta in due articoli pubblicati su The Astrophysical Journal Letters

TRASCRIZIONE DELLA DICIANNOVESIMA PUNTATA DI “HOUSTON”

Tethered, appesi a un filo

Due astronauti in orbita per la prima volta, un’idea presa da un libro di fantascienza e dalla visione di uno scienziato italiano, un accordo finalmente preso con la Nasa, e un satellite appeso come un aquilone allo Space Shuttle per otto giorni. È l’inizio di un’impresa storica o un disastro annunciato? Con i due astronauti Franco Malerba e Umberto Guidoni, che hanno volato assieme alle due missioni Tethered

RIVELATO A 130 MILIONI DI ANNI LUCE DALLA RETE DI RADIOTELESCOPI CHIME

Il lampo radio veloce più luminoso di tutti i tempi

È stato individuato lo scorso 16 marzo da un team internazionale di ricerca che comprende anche scienziati del Mit.
Il suo nome ufficiale è Frb 20250316A ma è stato ribattezzato Rbfloat, acronimo di radio brightest flash of all time, ovvero “il più luminoso lampo radio veloce di tutti i tempi”. Si tratta di uno dei lampi radio veloci più vicini mai registrati. Tutti i dettagli su The Astrophysical Journal Letters

TRASCRIZIONE DELLA DICIOTTESIMA PUNTATA DI “HOUSTON”

A un passo da perdere Voyager 2

Voyager 2 è in viaggio da oltre quarantasette anni ed è così lontano che un comando ci mette quasi 20 ore – andando alla velocità della luce – per raggiungerla. Circa otto mesi dopo il lancio, però, un mancato messaggio causò una catena di problemi che rischiarono di far perdere la sonda, per sempre. Un problema che se non fosse stato risolto ci avrebbe tolto un pezzo di storia. Un problema di comunicazione, ma innescato da cosa? Per scoprirlo ci è voluto l’aiuto di Paolo Ferri, che è riuscito a indagare fra report della Nasa e fonti meno ufficiali

LA RISPOSTA ARRIVA DALLE STELLE VARIABILI

Quanti anni hanno gli ammassi aperti?

Uno studio realizzato utilizzando dati Gaia ha investigato 35mila stelle variabili in 1200 ammassi aperti della nostra galassia, svelando che alcuni tipi di stelle variabili forniscono un indicatore dell’età degli ammassi stellari. Si tratta di un metodo innovativo di datazione degli ammassi che non necessita di modelli complicati. La lettera che riporta la scoperta è uscita questo mese su A&A