Così s’infiamma il blazar Markarian 501
Uno studio condotto sulle osservazioni di Ixpe da un team internazionale che comprende numerosi ricercatori italiani ha consentito di appurare che dietro l’accelerazione – a velocità prossime a quelle della luce – delle particelle di cui sono composti i poderosi getti emessi dai blazar, oggetti appartenenti alla famiglia dei nuclei galattici attivi tra i più luminosi del cielo, potrebbero celarsi potenti onde d’urto
Pianeti ricchi di elio affacciati alla valle dei raggi
Per tentare di spiegare il divario noto come “valle dei raggi”, alcuni astronomi hanno studiato il fenomeno della fuga atmosferica usando 70mila pianeti simulati a partire da modelli basati su dati osservativi e leggi della fisica, al fine di comprendere come il calore e le radiazioni ne influenzino le atmosfere, trovando che l’elio potrebbe costituire almeno il 40 per cento della massa delle atmosfere
Qubic, un telescopio per captare l’eco del Big Bang
Inaugurato oggi in Argentina uno strumento innovativo, basato sull’interferometria bolometrica, che osserverà il fondo cosmico a microonde da un sito desertico di alta quota sulle Ande argentine, vicino alla località San Antonio de Los Cobres. Il progetto vede l’Italia protagonista grazie ai contributi scientifici e tecnologici dell’Infn e delle università degli Studi di Milano, di Milano-Bicocca, di Roma “Tor Vergata” e Sapienza di Roma
Prima luce per le ottiche adattive di Eris
Con successo, lo spettrografo Eris del Vlt dell’Eso ha completato le sue prime osservazioni. Questo nuovo spettrografo servirà per osservare il Sistema solare, gli esopianeti e le galassie lontane con un dettaglio senza precedenti grazie anche al suo modulo per l’ottica adattiva completamente a firma italiana. L’Inaf (in particolare le sedi di Firenze, Teramo e Padova) è impegnato nella progettazione e nella realizzazione del modulo di ottica adattiva e calibrazione e nell’architettura generale del software di gestione di tutto lo strumento
Un’insolita misura della costante di struttura fine
La costante di struttura fine è una delle costanti naturali più importanti nell’universo. Alla Tu Wien è stato trovato un modo straordinario per determinarla direttamente, attraverso la misura della rotazione del piano di polarizzazione di un raggio laser quando incide su un materiale particolare. Tutti i dettagli su Applied Physics Letters
Annusando con Webb il ricco bouquet di Wasp-39b
Sorprendente la varietà di sostanze nell’atmosfera del lontano esopianeta: oltre ad acqua e anidride carbonica, gli strumenti di Jwst hanno rilevato la presenza di monossido di carbonio, sodio, potassio e – per la prima volta in un’esoatmosfera – anidride solforosa, segno di reazioni fotochimiche in atto. Fra gli autori dei cinque studi che riportano la scoperta c’è anche Patricio E. Cubillos dell’Inaf di Torino






