Fino alla periferia di Centaurus A
I ricercatori si sono spinti con le loro osservazioni fino a 11 milioni di anni luce da noi per studiare l’alone della galassia ellittica NGC 5128, pieno di stelle cariche di elementi più pesanti dell’idrogeno e dell’elio. Su Media INAF il commento di Laura Greggio, ricercatrice dell’Osservatorio Astronomico di Padova, che ha partecipato allo studio
Rivoluzione da record per un esopianeta
Il liceale al ballo delle nane
Pulsar trasformista
A fine giugno dello scorso anno, un sistema binario peculiare di cui uno dei due oggetti celesti è una stella di neutroni in rapidissima rotazione, ha mostrato un repentino cambiamento nelle sue proprietà come mai era stato osservato. Il segnale radio emesso dalla pulsar è scomparso, ma contemporaneamente il sistema ha aumentato la sua luminosità nei raggi gamma di ben cinque volte, come registrato dal telescopio spaziale Fermi della NASA
E per pasto una mini-Terra
Nell’ammasso globulare NGC 6388, uno degli oltre 150 che popolano la Via Lattea, un pianeta della massa pari a circa un terzo della Terra è stato inesorabilmente attirato verso una stella nana bianca, che lo ha disintegrato e ‘fagocitato’, liberando nell’atto finale di questo pasto cosmico una notevole quantità di raggi X. Questo lo scenario ricostruito da uno studio guidato da Melania Del Santo (INAF-IASF di Palermo) in pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society






