Primi risultati per CUORE
Lo studio, centrato sui decadimenti rarissimi dei nuclei di tellurio, indica con precisione mai raggiunta prima per questi nuclei la regione in cui cercare un fenomeno che coinvolge i neutrini e che, secondo i fisici, potrebbe fornire informazioni chiave sull’asimmetria tra materia e antimateria nel nostro universo
Il Dna della Terra è lo stesso della Luna
Da uno studio sulla composizione isotopica delle rocce lunari, un gruppo di ricercatori dell’Università del Maryland ritiene di aver trovato il tassello mancante che potrebbe spiegare l’origine della formazione della Luna. L’analisi dei dati supporta l’ipotesi secondo cui il materiale creatosi dall’impatto si deve essere mescolato prima che iniziasse il processo di aggregazione e di raffreddamento della Luna, il che spiegherebbe le molte similitudini isotopiche tra la Terra e la Luna. I risultati su Nature
I mattoni della vita nel disco protoplanetario
Per la prima volta gli astronomi hanno scoperto la presenza di molecole organiche complesse, i mattoni della vita, in un disco protoplanetario che circonda una giovane stella. La scoperta, realizzata con ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), riconferma che le condizioni in cui hanno avuto origine la Terra e il Sole non sono uniche nell’Universo. I risultati vengono pubblicati nel numero del 9 aprile 2015 della rivista Nature
Gli astronauti si danno al giardinaggio
I ricercatori cercano di studiare come i vegetali reagiscono alla crescita in microgravità e sembra proprio che riescano a crescere verso l’alto come accade sulla Terra. Lo studio Plant Gravity Sensing è ancora in corso, quindi è presto per dare dei veri e proprio risultati certi, ma in futuro potrebbe essere possibile coltivare piante durante missioni spaziali di lunga durata o, chissà, su altri pianeti
Addio a Giorgio Salvini
Smentita la scoperta di materia oscura dal Sole
Una ricerca pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society smentisce il recente annuncio della scoperta degli assioni, particelle proposte come possibili candidati della materia oscura, emessi dalla nostra stella. Il nuovo studio è stato condotto congiuntamente da due ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica






