CASSINI E LE LUNE DI SATURNO

Giganti nuvole di ghiaccio sopra Titano

Al polo sud della luna di Saturno imperversa il rigido inverno e la sonda di NASA/ESA/ASI sta osservando i fenomeni meteorologici tipici di questa stagione. Nuvole di metano ghiacciato si stanno formando a poche centinaia di chilometri dalla superficie

ROCCIOSO A SOLI 39 ANNI LUCE

Un intrigante pianeta Venere style

Non è il primo e sicuramente non sarà l’ultimo, ma tra gli esopianeti rocciosi mai trovati è tra quelli più intriganti. Questo “nuovo mondo” si trova ad appena 39 anni luce ed è caldo, caldissimo, ma non abbastanza da non avere un’atmosfera. GJ 1132b, questo il nome del pianeta, orbita attorno a una nana rossa di dimensioni appena solo un quinto del nostro Sole, oltre ad essere molto più fredda e debole della nostra stella.

NUOVI INDIZI SULL’UNIVERSO PRIMORDIALE

Le stelle più vecchie della Via Lattea

Gli astronomi hanno scoperto alcune tra le stelle più antiche della Via Lattea le cui proprietà cinematiche e di composizione chimica potrebbero fornirci preziosi indizi su quello che doveva essere lo stato fisico dell’Universo subito dopo il Big Bang. I risultati sono pubblicati su Nature

FORSE IL PERDUTO MODULO LUNARE DELL’APOLLO 10

Torna a casa, Snoopy!

Venerdì mattina 13 novembre l’oggetto WT1190F, un rottame spaziale di circa tre metri, è caduto sopra una zona molto ben individuata dell’Oceano Indiano. Gli astronomi dell’INAF che avevano tracciato WT1190F con il telescopio di Loiano, vicino Bologna, scommettono che si tratti di un relitto storico: il modulo lunare dell’Apollo 10, denominato “Snoopy”

SEGNI DI CEDIMENTO STRUTTURALE

Se Phobos va in briciole

Secondo uno studio del NASA Goddard la più grande e vicina delle lune marziane andrà lentamente in frantumi sotto la potente azione mareale del Pianeta Rosso. Ancora fra i 30 e i 50 milioni di anni e di Phobos non resteranno che briciole

LO SCIAME CAUSATO DALLA COMETA ENCKE

Pioggia di meteoriti su Mercurio

Uno studio recente ha mostrato che il comportamento dell’esosfera di Mercurio, così come è stato osservato dalla sonda MESSENGER, può essere spiegato da un bombardamento di grani di polvere di dimensioni millimetriche sulla sua superficie. La cometa responsabile di questo sciame sarebbe la Encke