DA LUNEDÌ 6 LUGLIO IN ESPOSIZIONE PERMANENTE

Le “Macchine del tempo” atterrano a Matera

Dopo Roma e Torino, la grande mostra interattiva e immersiva dell'Istituto nazionale di astrofisica – “Macchine del tempo. Il viaggio nell’universo inizia da te” – arriva negli spazi della Sparkme Space Academy di Matera per un viaggio spazio-temporale senza precedenti. A partire da oggi, sarà visitabile in maniera permanente tutti i giorni, dal lunedì al venerdì

     06/07/2026

La locandina della mostra

La mostra Macchine del tempo. Il viaggio nell’universo inizia da te atterra presso lo Sparkme Space Academy di Matera per offrire un viaggio interattivo alla scoperta di stelle, galassie, pianeti extrasolari, asteroidi e buchi neri. Dopo il successo delle prime due edizioni presso il Palazzo Esposizioni Roma e le Ogr Torino, l’esposizione si inserisce organicamente nell’ambito del museo dello spazio e della scienza della Space Academy, arricchendone il percorso permanente con un’offerta didattica e divulgativa d’eccellenza dedicata alla conoscenza del cosmo.

Ideata dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), dal progetto originale della Pleiadi Benefit Corporation, e realizzata in collaborazione con Sparkme, la mostra sarà visitabile in maniera permanente tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, a partire da oggi, 6 luglio.

Cosa sono le “Macchine del tempo”? Si tratta di strumenti dell’ingegno italiano: i telescopi, frutto della ricerca condotta negli osservatori dell’Inaf, utilizzati dalle donne e dagli uomini che ogni giorno mettono impegno e passione per ampliare la nostra conoscenza del cosmo. La mostra vuole parlare di scienza e astrofisica, spiegando proprio questi strumenti e facendo parlare chi c’è “dietro l’oculare”. Un’esperienza che comincia innanzitutto da noi stessi, dai visitatori, passando poi a Galileo, l’italiano che, posando l’occhio sul cannocchiale, utilizzò la prima “macchina del tempo”.

Il percorso espositivo si snoda su quattro sale tematiche: si parte con un momento immersivo lasciandosi alle spalle il pianeta Terra per volare tra i pianeti del Sistema solare, ricreati in scala rispetto alla città, e verso gli esopianeti; il viaggio prosegue esplorando le immense distanze cosmiche tra stelle e galassie fino agli albori dell’universo, completandosi con una sala giochi ludica in stile anni Ottanta e una suggestiva “galleria d’arte” multimediale che celebra la bellezza del cosmo catturata dai telescopi. I contenuti della mostra sono proposti in doppia lingua (italiano/inglese) e con una forte impronta inclusiva, grazie a rappresentazioni tattili, sonificazioni dei dati astronomici e a un planetario multisensoriale nell’area didattica.

Inserita nella programmazione culturale e scientifica di Sparkme, l’esposizione conferma l’impegno dell’istituzione nella promozione della ricerca e della divulgazione scientifiche, consolidando il suo ruolo di polo d’eccellenza per l’innovazione e la cultura contemporanea.

«La mostra Macchine del tempo rappresenta la visione con cui abbiamo immaginato e sviluppato lo Sparkme: un hub di idee, possibilità ed eventi per il territorio, un luogo di incontro e contaminazione tra mondi diversi», dice il Ceo di Openet, Vito Gaudiano. «Questa iniziativa mette a sistema e crea sinergie profonde tra i più importanti soggetti dell’ecosistema scientifico, dando vita a una vera e propria ‘galassia’ di collaborazioni. Siamo da sempre al fianco di questi enti, sostenendo e promuovendo la divulgazione scientifica come leva fondamentale di crescita e innovazione».

«Con questa mostra offriamo al pubblico un’esperienza che unisce arte, scienza e tecnologia in un viaggio affascinante attraverso l’universo», continua Gaudiano. «La nostra Academy si conferma un laboratorio di sperimentazione e innovazione, un luogo in cui il sapere si traduce in esperienze immersive e coinvolgenti. Ospitare Macchine del tempo significa non solo dare spazio alla divulgazione scientifica, ma anche contribuire a rendere la conoscenza accessibile e stimolante per un pubblico sempre più ampio e diversificato. Questo è dimostrato dall’adesione di oltre cento scuole con oltre settemila visitatori, un vero e proprio segnale di risposta alla necessità urgente di insegnare attraverso esperienze immersive e di qualità. Il nostro obiettivo con questa mostra è ispirare curiosità e meraviglia, offrendo nuove prospettive sul cosmo e sul nostro ruolo al suo interno».

Un momento dell’inaugurazione. Da sinistra: Vito Gaudiano (ceo di Openet), on. Edmondo Cirielli (viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale), Antonio Nicoletti (sindaco di Matera), Cosimo Latronico (assessore con delega Pnrr Regione Basilicata) e Roberto Ragazzoni (presidente dell’Inaf). Crediti: Inaf

La mostra non si rivolge solo agli appassionati di scienza, ma coinvolge chiunque desideri lasciarsi affascinare dalla storia e dai misteri dell’universo.

«Il titolo della mostra – Macchine del tempo – richiama l’idea che costruire strumenti capaci di vedere lontano, lontanissimo, a distanze astronomiche, permette di vedere l’universo in epoche remote», dice Roberto Ragazzoni, presidente dell’Inaf. «Ma “guardare lontano” in questo caso significa utilizzare con lungimiranza le risorse della comunità per affrontare nuove sfide, sviluppare nuove idee e tecnologie innovative, creando sul territorio opportunità di crescita che guardino al futuro. È quindi con grande piacere che, dopo le esposizioni di Roma e Torino, la mostra diventa permanente a Matera, in una fase in cui l’Inaf pone molta attenzione al sostegno di grandi infrastrutture tecnologiche come l’Einstein Telescope in Sardegna, il prototipo di telescopi Cherenkov in Sicilia, o la costruzione di radiotelescopi per studiare l’effetto del Sole sul nostro pianeta presso l’Università della Calabria».

La mostra è stata inaugurata oggi alla presenza di autorità politiche locali, dell’onorevole Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, e di Mario Cospito, ambasciatore e consigliere per le Politiche aerospaziali dell’autorità delegata.

«La ricerca e l’innovazione», ha commentato il viceministro Cirielli a valle del tour guidato, «sono strumenti di progresso e motori di sviluppo non solo per il territorio, ma per l’intero Paese. Sono convinto che iniziative come la mostra Macchine del tempo, che inauguriamo oggi, dimostrino come ricerca, impresa e istituzioni possano e debbano lavorare insieme per costruire un futuro più innovativo, competitivo e aperto al mondo».

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