
Locandina della mostra (cliccare per ingrandire), che si terrà al Museo della Specola dal 3 luglio al 14 settembre 2026
La mostra Costellazioni culturali: arti contemporanee, design e sapere scientifico per rileggere il cielo, prima tappa del percorso espositivo diffuso del progetto “Lezioni dallo spazio”, che intreccia ricerca scientifica e arti contemporanee lungo un itinerario tra Sicilia e Toscana, apre i battenti domani, venerdì 3 luglio, al Museo della Specola di Palermo. La mostra sarà visitabile fino al 14 settembre 2026 e si inserisce in un più ampio programma di eventi che, fino a gennaio 2027, animerà istituzioni e centri di ricerca tra Palermo e Firenze: dalle accademie di Belle Arti di Palermo e Firenze all’Inaf – Osservatorio astronomico di Palermo, dall’Osservatorio polifunzionale del Chianti alla Fondazione Gal Hassin di Isnello, fino alla Fondazione scienza e tecnica di Firenze. Mostre, laboratori, incontri e attività di divulgazione accompagneranno il pubblico in un viaggio condiviso tra scienza e immaginazione.
Il progetto “Lezioni dallo spazio” nasce da un’idea dell’astrofisico Ruggero Stanga e di Alfonso Fraia, docente dell’Accademia di Belle Arti, ed è curato insieme a Catia Kuo, docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. «L’obiettivo è mettere in relazione ambiti che tradizionalmente procedono su binari paralleli, come arte e scienza, trasformando la conoscenza in uno strumento di dialogo tra discipline, generazioni e contesti diversi», spiega Fraia. «Oggi, nell’epoca dei grandi archivi di dati e dell’intelligenza artificiale, vogliamo chiederci come arte e ricerca scientifica possano continuare ad ampliare la capacità dell’uomo di interpretare il cosmo e, attraverso il cielo, comprendere meglio il nostro posto nel mondo».
La tappa palermitana raccoglie una selezione delle opere realizzate dagli studenti delle accademie di Belle Arti di Palermo e Firenze al termine di un percorso di ricerca che li ha messi a confronto con astronomi, ricercatori e artisti. Il risultato è una rilettura del cielo e del patrimonio astronomico attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Il pubblico potrà osservare gioielli, incisioni, tessuti d’arte, cianotipie, applicazioni in realtà aumentata e virtuale e installazioni realizzate con tecniche e materiali differenti, mentre altre opere saranno esposte nelle successive tappe previste a Isnello, Firenze e nelle altre sedi partner. «Lavorare con i giovani significa dare loro l’occasione di confrontarsi con luoghi che custodiscono e producono conoscenza», prosegue Fraia. «L’obiettivo non è soltanto far conoscere questo patrimonio, ma riattivarlo attraverso il loro sguardo, perché possa continuare a generare nuove letture e nuovi significati».
Alla presentazione interverranno i rappresentanti delle istituzioni promotrici e dei partner del progetto, che illustreranno le attività previste nei prossimi mesi e il percorso di collaborazione tra il mondo della ricerca scientifica e quello della formazione artistica. «Abbiamo accolto questo progetto con interesse perché rappresentava, per noi, un vero e proprio esperimento», dice Angela Ciaravella, direttrice dell’Inaf – Osservatorio astronomico di Palermo. «L’idea di aprire la nostra ricerca e la storia del Museo della Specola allo sguardo di giovani artisti ci incuriosiva. Volevamo scoprire come avrebbero interpretato temi astronomici, strumenti antichi, documenti e mappe del passato. Mi ha sempre affascinato il fatto che immaginazione e creatività siano un filo conduttore comune tanto all’arte quanto alla scienza, ciò che permette di superare schemi consolidati e aprire nuove prospettive. I risultati di questo percorso ci hanno sorpreso per l’originalità delle interpretazioni, per la varietà dei linguaggi e dei materiali utilizzati e per la ricchezza delle narrazioni che sono nate da questa esperienza».
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