SU MARTE, PRODURRE CARNE E LATTE SENZA ANIMALI SARÀ UNA NECESSITÀ

Agricoltura sostenibile dalle tecnologie marziane

Quando gli esseri umani realizzeranno la loro fantasia coloniale sul pianeta rosso, che cosa mangeranno? Le risposte presentate in "A cena su Marte", di Evan Fraser e Lenore Newman, potrebbero avere ricadute importantissime anche per il nostro pianeta. Con il consenso dell'autrice, Patrizia Caraveo, vi riproponiamo la recensione del libro apparsa sul Sole24Ore

     15/05/2026

Evan D.G. Fraser e Lenore Newman, “A cena su Marte. Le tecnologie che nutriranno il pianeta rosso e trasformeranno l’agricoltura sulla Terra”, Il SAggiatore, 2025, 264 pagine, 24 euro

A gennaio 2025 abbiamo sentito il presidente Trump affermare che astronauti americani pianteranno la bandiera su Marte. Era un ammiccamento all’allora amico Elon Musk, ma ora i piani dell’uomo più ricco del pianeta sono cambiati e la colonia marziana ha ceduto il posto a quella lunare. Un cambiamento che ha creato qualche problema, perché il lanciatore Starship era proprio stato pensato per il viaggio verso Marte, che non può durare meno di 6-7 mesi. Nel suo incontenibile entusiasmo, Musk aveva detto che il primo viaggio senza passeggeri sarebbe partito nel 2026, ma i guai di Starship, combinati alle pressanti richieste della Nasa per il programma Artemis, gli hanno fatto cambiare idea. Tuttavia, Marte rimane la sua meta del cuore e, una volta costruita la base lunare, potrà pianificare i primi viaggi con equipaggio, sapendo che non sarà una passeggiata, perché sopravvivere durante il lungo viaggio richiederà moltissimo lavoro preparatorio.

Ma una volta arrivati a Marte, come vivranno gli esploratori? Oltre a doversi costruire un riparo, molto probabilmente sottoterra, dove vivere in un’atmosfera respirabile necessariamente isolata dall’ambiente circostante, bisognerà trovare modo di coltivare il cibo, un compito che richiederà un completo ripensamento rispetto ai metodi utilizzati sul nostro pianeta. Sul brullo e arido Marte, che ha un’atmosfera pari a un centesimo di quella terrestre fatta solo da anidride carbonica, non ci potranno essere estese coltivazioni e neppure sarà possibile praticare l’allevamento del bestiame. Per questo pianificare la futura colonizzazione di Marte richiede di immaginare un’economia circolare che può rivelarsi utilissima per indicare nuove vie da seguire per diminuire l’impatto dell’agricoltura e dell’allevamento sul nostro pianeta.

È su questo doppio binario che si sviluppa A cena su Marte, che ha l’eloquente sottotitolo Le tecnologie che nutriranno il pianeta rosso e trasformeranno l’agricoltura sulla Terra. Gli autori, Evan Fraser e Lenore Newman, sono geografi specializzati in problemi legati all’agricoltura e si occupano di sviluppare soluzioni sostenibili. Il libro nasce durante il Covid, quando i due, chiusi in casa, cominciano a chiedersi cosa mangeranno gli astronauti/esploratori che andranno a colonizzare Marte. Confesso che anch’io durante i lockdown pensavo all’esplorazione di Marte, ma per me era una fuga dalla realtà, mentre per gli autori è un punto di partenza per affrontare in chiave marziana i problemi dell’agricoltura sulla Terra. Gli scambi avvengono via Zoom ed è Lenore a incalzare Evan, spiegandogli che il cibo è la chiave di volta dell’esplorazione marziana. A causa dei costi assolutamente proibitivi dei viaggi interplanetari, non si potrà fare affidamento sui rifornimenti dalla Terra ma tutto dovrà essere prodotto in loco con coltivazioni idroponiche, bioreattori, agricoltura molecolare e tecnologie ancora da inventare.

«Per vivere su Marte ci occorre sviluppare un tale intreccio di tecnologie che non appena lo faremo, diverrà inevitabile un nuovo modo di produrre cibo sulla Terra». Ma, soprattutto, Lenore è convinta che una missione a Marte potrebbe finanziare una nuova generazione di ricerche in campo agricolo che sono estremamente necessarie per cambiare l’approccio all’agricoltura terrestre. Quello che le interessa è dimostrare che per nutrire una comunità su Marte dovremo risolvere numerosi degli stessi problemi che affliggono il sistema alimentare terrestre, che non è più sostenibile. L’approccio attuale utilizza moltissimo suolo, inquina le acque e spreca parte di ciò che viene prodotto. «Abitare il pianeta rosso sarà non solo fattibile ma anche inevitabile. E così facendo, avremo sviluppato una quantità decisiva di tecnologie che avranno spinto quelli di noi rimasti sulla Terra verso un nuovo paradigma di agricoltura e produzione alimentare».

Produrre carne e latte senza animali su Marte sarà una necessità e, considerando l’impatto ambientale e il consumo del suolo dovuto all’allevamento, certo sarà un esempio da considerare con attenzione. Gli autori conoscono a fondo le realtà industriali che operano specialmente in Canada per produrre latte partendo da avena, soia, mandorle e hanno visto migliorare i prodotti che hanno aumentato le quote di mercato. Un passo che non è ancora avvenuto per la carne prodotta senza animali, anche se è possibile trovarla (e provarla) in alcuni ristoranti. La tecnologia per produrre carne bovina, ma anche pollo e pesce con bioreattori e stampanti 3D è già disponibile, ma certo non facile né economica. Più difficile sarà riuscire a produrre formaggi con un minimo di sapore, ma gli autori hanno grandi aspettative sulle possibilità di sviluppare lieviti ad hoc per dare vita a caseifici cellulari capaci di produrre formaggi senza mucche.

Immaginare una cena su Marte è un pretesto per parlare di agricoltura sostenibile e per ribadire che i finanziamenti necessari per fare sopravvivere gli esploratori su Marte avranno ricadute importantissime sul nostro pianeta, che ha disperatamente bisogno di una nuova rivoluzione agricola per permettere di nutrire un’umanità che cresce senza distruggere l’intero ecosistema.

Per eliminare ogni spreco e massimizzare l’efficienza della produzione terrestre, gli agricoltori del futuro dovranno sviluppare la mentalità del marziano. Per immaginare e realizzare nuove tecnologie occorre una nuova generazione di agricoltori abituati a pensare come astronauti, sulla Terra come su Marte.