Il telescopio solare Espresso del Paranal (Poet, dall’inglese Paranal solar Espresso Telescope), installato presso il sito di Paranal dell’Osservatorio europeo australe (Eso) in Cile, ha effettuato le prime osservazioni. Il telescopio collaborerà con lo strumento Espresso dell’Eso per studiare il Sole in dettaglio. Descritto come un telescopio solare per la ricerca di pianeti, Poet si propone di comprendere come le variazioni della luce proveniente da stelle simili al Sole possano mascherare la presenza di pianeti in orbita attorno ad esse, aiutandoci nella ricerca di mondi al di fuori del Sistema solare.
«Una delle maggiori sfide per la scoperta di nuove Terre in orbita intorno ad altri Soli è il “rumore” astrofisico proveniente dalle stelle madri», spiega Nuno Santos, responsabile del progetto Poet presso l’Istituto di astrofisica e scienze spaziali (Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço) e la Facoltà di scienze dell’Università di Porto, in Portogallo. «Le osservazioni di Poet potrebbero essere fondamentali per la scoperta e la caratterizzazione di esopianeti, che potrebbero essere di fatto nascosti da questo rumore».
Gli esopianeti – mondi al di fuori del Sistema solare – vengono per lo più scoperti e studiati osservando la luce della loro stella madre, spesso analizzando piccole variazioni nello spettro stellare (la luce scomposta nei suoi colori o frequenze componenti). Tuttavia, l’attività stellare può produrre segnali che sovrastano, o addirittura simulano, quelli attesi da un pianeta in orbita. Proprio come le macchie solari alterano la luce del Sole, l’attività superficiale di altre stelle ne distorce lo spettro in un modo che può essere misurato, come “rumore”, con gli attuali strumenti per la ricerca di esopianeti. Tuttavia, rimuovere questo rumore dagli spettri delle stelle distanti è una vera sfida, perché non comprendiamo appieno come l’attività stellare modifichi la luce che osserviamo. La soluzione: imparare dalla stella più vicina a noi, il Sole.
La progettazione di Poet lo rende particolarmente adatto a sfruttare il Sole per comprendere gli spettri delle stelle distanti. È dotato di un telescopio, con uno specchio di 60 centimetri di diametro, che raccoglie la luce proveniente da aree specifiche del Sole, come per esempio le singole macchie solari, analizzando le tracce dell’attività stellare. Poet include anche un telescopio più piccolo che raccoglie la luce dall’intera superficie visibile del Sole (il disco solare).
«Saremo in grado di analizzare aree molto specifiche del Sole, con una risoluzione altissima, in un modo mai visto prima», dice Alexandre Cabral, co-responsabile del progetto Poet e ricercatore presso l’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço e la Facoltà di scienze dell’Università di Lisbona, in Portogallo. Osservando simultaneamente sia il disco solare che le singole strutture superficiali, gli astronomi possono determinare con precisione come l’attività stellare modifica lo spettro solare. Questo può poi essere utilizzato come guida per rimuovere con precisione il “rumore” da stelle distanti che potrebbero ospitare esopianeti.
Per garantire che il Sole possa essere confrontato con stelle di tipo solare distanti, al gruppo di lavoro serviva un preciso strumento, progettato per la ricerca di esopianeti. «Espresso è lo strumento migliore nel settore, quindi la scelta è stata ovvia», dice Santos. Essendo uno spettrografo molto preciso e ad alta risoluzione, Espresso è in grado di rivelare minime variazioni nello spettro delle stelle, tipicamente per individuare o caratterizzare i pianeti in orbita. Espresso, uno strumento per l’osservazione di esopianeti installato sul Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso e progettato per l’osservazione notturna di stelle distanti, verrà ora utilizzato anche di giorno con Poet per analizzare gli spettri solari.
«È un grande vantaggio poter utilizzare Espresso in questo modo. Passando dal Vlt di notte a Poet di giorno, massimizziamo l’utilizzo di questo strumento per aiutarci a trovare e caratterizzare gli esopianeti», aggiunge Alain Smette, astronomo responsabile delle operazioni del Vlt e referente Eso per Poet. «Grazie alla posizione eccezionale dell’Osservatorio di Paranal, si prevede che il numero di giorni con condizioni meteorologiche adatte alle osservazioni del Sole sarà molto simile a quello delle osservazioni notturne».
Poet ha completato con successo all’inizio di aprile le osservazioni di prova, un processo noto come “prima luce”, presso l’Osservatorio del Paranal dell’Eso, nel deserto di Atacama in Cile. Le prime osservazioni dimostrano che il sistema funziona secondo i requisiti ed è in grado di acquisire spettri sia dell’intero disco solare che di piccole aree specifiche. Nelle prossime settimane il gruppo verificherà e ottimizzerà il sistema, prima di iniziare le osservazioni scientifiche.
Fonte: press release Eso








