È firmata Inaf l’immagine della settimana dell’Eso. Protagonista, la galassia M33 – o galassia del Triangolo – immortalata in uno sfavillante primo piano che ci porta direttamente in uno dei luoghi in cui nascono le stelle, a circa tre milioni di anni luce da noi. L’immagine, ottenuta con il Very Large Telescope in Cile, rivela la varietà e la complessità del gas nello spazio interstellare.
Tutt’altro che oggetti isolati, le stelle vivono immerse in ambienti dinamici e complessi, che modellano attivamente attraverso la loro radiazione. Studiare questa interazione è fondamentale per capire non solo come nascono le stelle, ma anche come si evolvono le galassie nel loro insieme. Grazie a queste nuove osservazioni, M33 viene esplorata con un livello di dettaglio mai raggiunto prima per una galassia al di fuori della Via Lattea. Il risultato è una visione ricca di particolari dell’interazione tra stelle giovani e gas circostante, descritta non attraverso modelli teorici ma direttamente in un ambiente galattico complesso.

M33, o galassia del Triangolo, immortalata dal Very Large Telescope con lo strumento Muse. Crediti: Eso/A. Feltre, F. Belfiore, G. Cresci et al.
L’immagine fa parte di uno studio pubblicato il mese scorso su Astronomy & Astrophysics e guidato da Anna Feltre, ricercatrice postdoc all’Inaf di Arcetri. Fondamentale è stato il contributo dello strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer), installato al Vlt, capace di scomporre la luce nei suoi diversi colori e ricostruire, punto per punto, la composizione chimica del mezzo interstellare.
Muse è uno spettrografo 3D in grado di fornire uno spettro per ogni pixel dell’immagine: una vera miniera di informazioni che combina imaging e spettroscopia. La sua capacità di unire ampio campo di vista e alta risoluzione spaziale ha permesso di mappare una vasta porzione della galassia mantenendo un dettaglio straordinario, fino a circa cinque parsec, un regime finora inesplorato oltre la Via Lattea. A questo si aggiunge la possibilità di studiare il moto del gas, elemento chiave per comprendere il legame tra stelle e ambiente circostante. Il risultato è una vera e propria mappa tridimensionale dei “cantieri stellari”, in cui emergono strutture complesse e sorprendenti.
«Con queste osservazioni siamo riusciti a entrare nel “cuore” delle regioni dove nascono le stelle nella galassia M33. Ne emerge un paesaggio sorprendentemente vario: le regioni H II non sono tutte uguali, ma mostrano strutture nebulari molto diverse tra loro», sottolinea Feltre. «Questa complessità ci dice che il legame tra stelle giovani e gas circostante è molto più articolato di quanto immaginassimo, e rappresenta un tassello fondamentale per la storia evolutiva di una galassia».
I colori dell’immagine non sono quelli reali, ma tracciano la presenza di diversi elementi: il blu indica l’ossigeno, il verde l’idrogeno e il rosso lo zolfo. Grazie a Muse, il gruppo di ricerca ha potuto mappare anche molti altri elementi e il loro movimento, ottenendo una visione senza precedenti della struttura e della dinamica del mezzo interstellare. «Questa interazione cosmica produce un paesaggio spettacolare e dinamico», conclude Feltre, «rivelando che i luoghi di nascita delle stelle sono molto più belli e complessi di quanto avessimo mai immaginato».
Per saperne di più:
- Leggi su Astronomy & Astrophysics l’articolo “M3D: Mosaicking M33 with MUSE datacubes” di , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , e
- Leggi la news Eso “The Triangulum galaxy up close“






