È L’IMMAGINE DELLA SETTIMANA DELL’ESO

Teleobiettivo puntato sulla galassia del Triangolo

La galassia M33 – o galassia del Triangolo – è stata immortalata con lo strumento Muse del Very Large Telescope, in Cile. In quest’immagine – parte di uno studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics guidato da Anna Feltre, ricercatrice postdoc all’Inaf di Arcetri – M33 viene esplorata con un livello di dettaglio mai raggiunto prima per una galassia al di fuori della Via Lattea

     23/03/2026

È firmata Inaf l’immagine della settimana dell’Eso. Protagonista, la galassia M33 – o galassia del Triangolo – immortalata in uno sfavillante primo piano che ci porta direttamente in uno dei luoghi in cui nascono le stelle, a circa tre milioni di anni luce da noi. L’immagine, ottenuta con il Very Large Telescope in Cile, rivela la varietà e la complessità del gas nello spazio interstellare.

Tutt’altro che oggetti isolati, le stelle vivono immerse in ambienti dinamici e complessi, che modellano attivamente attraverso la loro radiazione. Studiare questa interazione è fondamentale per capire non solo come nascono le stelle, ma anche come si evolvono le galassie nel loro insieme. Grazie a queste nuove osservazioni, M33 viene esplorata con un livello di dettaglio mai raggiunto prima per una galassia al di fuori della Via Lattea. Il risultato è una visione ricca di particolari dell’interazione tra stelle giovani e gas circostante, descritta non attraverso modelli teorici ma direttamente in un ambiente galattico complesso. 

M33, o galassia del Triangolo, immortalata dal Very Large Telescope con lo strumento Muse. Crediti: Eso/A. Feltre, F. Belfiore, G. Cresci et al.

L’immagine fa parte di uno studio pubblicato il mese scorso su Astronomy & Astrophysics e guidato da Anna Feltre, ricercatrice postdoc all’Inaf di Arcetri. Fondamentale è stato il contributo dello strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer), installato al Vlt, capace di scomporre la luce nei suoi diversi colori e ricostruire, punto per punto, la composizione chimica del mezzo interstellare.

Muse è uno spettrografo 3D in grado di fornire uno spettro per ogni pixel dell’immagine: una vera miniera di informazioni che combina imaging e spettroscopia. La sua capacità di unire ampio campo di vista e alta risoluzione spaziale ha permesso di mappare una vasta porzione della galassia mantenendo un dettaglio straordinario, fino a circa cinque parsec, un regime finora inesplorato oltre la Via Lattea. A questo si aggiunge la possibilità di studiare il moto del gas, elemento chiave per comprendere il legame tra stelle e ambiente circostante. Il risultato è una vera e propria mappa tridimensionale dei “cantieri stellari”, in cui emergono strutture complesse e sorprendenti. 

«Con queste osservazioni siamo riusciti a entrare nel “cuore” delle regioni dove nascono le stelle nella galassia M33. Ne emerge un paesaggio sorprendentemente vario: le regioni H II non sono tutte uguali, ma mostrano strutture nebulari molto diverse tra loro», sottolinea Feltre. «Questa complessità ci dice che il legame tra stelle giovani e gas circostante è molto più articolato di quanto immaginassimo, e rappresenta un tassello fondamentale per la storia evolutiva di una galassia».

I colori dell’immagine non sono quelli reali, ma tracciano la presenza di diversi elementi: il blu indica l’ossigeno, il verde l’idrogeno e il rosso lo zolfo. Grazie a Muse, il gruppo di ricerca ha potuto mappare anche molti altri elementi e il loro movimento, ottenendo una visione senza precedenti della struttura e della dinamica del mezzo interstellare. «Questa interazione cosmica produce un paesaggio spettacolare e dinamico», conclude Feltre, «rivelando che i luoghi di nascita delle stelle sono molto più belli e complessi di quanto avessimo mai immaginato».

Per saperne di più:

  • Leggi su Astronomy & Astrophysics l’articolo “M3D: Mosaicking M33 with MUSE datacubes” di A. Feltre, F. Belfiore, G. Cresci, E. Corbelli, N. Tomičić, F. Mannucci, A. Marconi, E. Bertola, C. Bracci, E. Cataldi, M. Ceci, M. Curti, Q. D’Amato, M. Ginolfi, E. Koch, I. Lamperti, L. Magrini, C. Marconcini, A. Plat, M. Scialpi, G. Tozzi, L. Ulivi, G. Venturi, M. V. Zanchettin, A. Chakraborty e A. Amiri.
  • Leggi la news Eso “The Triangulum galaxy up close