UN OGGETTO CHE POTREBBE SFIDARE LE LEGGI DELL’UNIVERSO

Nana bruna o galassia lontana: Capotauro, cosa sei?

Identificato grazie al telescopio spaziale James Webb, Capotauro è una sorgente che oscilla tra il record di galassia più lontana mai osservata e quello di nana bruna tra le più fredde e distanti mai scoperte. Uno studio guidato da Giovanni Gandolfi dell’Inaf di Roma, pubblicato oggi su Astronomy & Astrophysics, cerca di scoprire qualcosa di più su questo enigmatico oggetto

     20/02/2026

Nelle profondità dello spazio perlustrate dal telescopio spaziale James Webb è apparso un puntino rosso che sta togliendo il sonno agli astronomi. Il suo nome completo è Ceers U-100588, ma gli scienziati lo hanno ribattezzato Capotauro, dal nome antico del monte Corno alle Scale, nell’Appennino tosco-emiliano. Identificato nella survey Ceers (che sta per Cosmic Evolution Early Release Science), Capotauro si presenta come un enigma senza precedenti: potrebbe essere la galassia più lontana mai vista oppure un oggetto molto più vicino ma altrettanto straordinario.

Zoom Capotauro. Crediti: Giuseppe Capriotti, Giovanni Gandolfi, Ceers collaboration, Nasa, Esa, Csa

Secondo le analisi pubblicate oggi su Astronomy & Astrophysics, condotte da un team internazionale guidato da Giovanni Gandolfi, ricercatore dell’Inaf di Roma, l’ipotesi più affascinante è che Capotauro sia la galassia più lontana mai vista finora, situata a un redshift di z~32. Se questa ipotesi fosse confermata, vorrebbe dire che stiamo osservando questo oggetto come appariva ad appena 90 milioni di anni dopo il Big Bang. Si tratterebbe di un record assoluto, capace di rivoluzionare le attuali teorie sulla formazione delle prime stelle e galassie, poiché Capotauro appare straordinariamente brillante per un’epoca così remota.

Tuttavia, la scienza impone cautela, ed è fondamentale non escludere nessuna ipotesi che si accordi con i dati. Le osservazioni fino a ora raccolte mostrano un brusco calo di luce tra le lunghezze d’onda di 3.5 e 4.5 micron. Questo segnale, pur essendo compatibile con l’ipotesi di  una galassia distante, ammette anche un’interpretazione alternativa, altrettanto sorprendente: Capotauro potrebbe non essere una galassia lontana, ma un oggetto substellare all’interno della nostra Via Lattea. Nello specifico, potrebbe trattarsi di una nana bruna estremamente fredda o addirittura di un esopianeta errante, con una temperatura inferiore ai 300 kelvin. Se così fosse, si tratterebbe di uno dei primi oggetti di questo tipo – già di per sé rari – individuato a una distanza così elevata – fino a 6500 anni luce.

Giovanni Gandolfi, ricercatore all’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Roma, ritratto presso il Corno alle Scale (ovvero il Capotauro)

«Questa sorgente sta facendo discutere. Studi successivi al nostro», dice a Media Inaf Gandolfi, primo autore dell’articolo pubblicato su A&A, «suggeriscono che, se Capotauro si trovasse davvero a redshift molto elevato, la sua luminosità osservata potrebbe essere spiegata da un fenomeno potente e mai osservato prima: una supernova a instabilità di coppia. Si tratta di esplosioni estremamente energetiche, associate alla morte della prima generazione di stelle dell’universo e visibili anche a distanze cosmologiche – il telescopio spaziale James Webb potrebbe riuscire a rilevarle. In più, abbiamo identificato oggetti simili a Capotauro in altre immagini del James Webb. Questo suggerisce che Capotauro possa essere il primo esempio di una popolazione che, sebbene rara, è più ampia di quanto pensato. Comprenderne la natura è cruciale: solo distinguendo tra “impostori” locali e galassie o transienti realmente primordiali potremo usare Webb per rivelare le prime strutture del cosmo».

Al momento la natura di Capotauro rimane dunque incerta. I dati raccolti dal team d’astronomi non sono bastati a sciogliere il dubbio. Saranno necessarie nuove e più profonde osservazioni del telescopio spaziale James Webb per capire se stiamo davvero lanciando lo sguardo poco dopo l’inizio del tempo oppure se abbiamo immortalato un raro e solitario viaggiatore galattico.

Per saperne di più:

Guarda il video di Giovanni Gandolfi su MediaInaf Tv: