È sparita una stella. Svanita nel nulla. È successo nella galassia di Andromeda, dunque non troppo lontano da noi. Là dove fino a una decina d’anni fa splendeva una supergigante ora non resta che un bozzolo di polvere. Al suo interno, secondo gli autori di un articolo pubblicato ieri su Science, si cela un buco nero. Un buco nero prodotto – ed è qui la notizia – senza passare da una supernova: si è formato direttamente dal collasso della stella.

Rappresentazione artistica di una stella che, collassando, ha dato origine a un buco nero. Il buco nero, invisibile, si trova al centro, circondato da un guscio di polvere che si allontana e da gas che viene attratto verso il buco nero stesso. Crediti: Keith Miller, Caltech/Ipac – SeLab
«Direi che è stata la scoperta più sorprendente della mia vita», dice l’astronomo alla guida del team che ha firmato l’articolo, Kishalay De, della Columbia University e del Flatiron Institute. «È stata una fra le stelle più luminose della galassia di Andromeda, e all’improvviso è sparita. Immaginate se Betelgeuse di colpo sparisse. Impazzirebbero tutti. È quel che è accaduto con questa stella nella galassia di Andromeda».
Per quanto molto raro, non è la prima volta che un simile fenomeno viene osservato: era già successo una decina d’anni fa nella galassia Ngc 6946. Ma in quel caso avveniva a 22 milioni di anni luce di distanza, mentre questa volta la trasformazione ha avuto luogo ad “appena” due milioni e mezzo di anni luce dalla Terra. Consentendo dunque agli astronomi di seguirla in dettaglio. Vediamo com’è andata.
Nel 2014, il telescopio spaziale NeoWise della Nasa ha registrato un progressivo aumento dell’emissione infrarossa proveniente da una stella massiccia nella galassia di Andromeda, M31-2014-DS1. La stella, una supergigante rossa di massa iniziale pari a 13 volte quella del Sole, ha continuato a brillare con intensità sempre maggiore per circa tre anni, per poi affievolirsi rapidamente nel 2016. Successive osservazioni, compiute nel 2022 e nel 2023 anche con Hubble, mostrano che è praticamente scomparsa dalla luce visibile e dal vicino infrarosso, dove è diventata diecimila volte meno luminosa. Ora è possibile scorgerne solo alcune tracce nelle frequenze del medio infrarosso, dove comunque presenta una luminosità pari a un decimo di quella precedente.
Un’evoluzione, come ricorda De, registrata da NeoWise ma passata inosservata. «Le prove della scomparsa della stella erano contenute nei dati degli archivi pubblici e nessuno se ne è accorto per anni, finché non le abbiamo individuate noi», ricorda De.
Ma come è potuto accadere che non ci sia stata alcuna supernova, come invece ci si attenderebbe da stelle di massa analoga? «Il fatto che non sia avvenuto suggerisce che stelle con la stessa massa possano esplodere o meno, forse a causa dell’interazione caotica tra gravità, pressione del gas e potenti onde d’urto all’interno della stella morente», ipotizza De.
«È scioccante sapere che una stella massiccia è praticamente scomparsa (e morta) senza alcuna esplosione e nessuno se ne sia accorto per oltre cinque anni», conclude De. «Ciò ha un impatto importante su quanto sappiamo della morte di stelle massicce nell’universo: significa che questi eventi potrebbero verificarsi con discrezione, e passare così facilmente inosservati».
Per saperne di più:
- Leggi su Science l’articolo “Disappearance of a massive star in the Andromeda Galaxy due to formation of a black hole”, di Kishalay De, Morgan MacLeod, Jacob E. Jencson, Elizabeth Lovegrove, Andrea Antoni, Erin Kara, Mansi M. Kasliwal, Ryan M. Lau, Abraham Loeb, Megan Masterson, Aaron M. Meisner, Christos Panagiotou, Eliot Quataert e Robert Simcoe
Guarda su Vimeo l’animazione di Keith Miller (Caltech/Ipac – SeLab):






