IL COMPLESSO INDUSTRIALE NON SI FARÀ

Paranal, stop al progetto temuto dagli astronomi

Aes Andes ha annunciato che si ritirerà dal megaprogetto Inna, che si sarebbe dovuto realizzare nei pressi dell'Osservatorio Paranal. «A causa dell'ubicazione prevista», ricorda il direttore generale dell’Eso Xavier Barcons, «il progetto rappresenterebbe una grave minaccia ai cieli più bui e sereni della Terra e alle prestazioni delle strutture astronomiche più avanzate al mondo»

     03/02/2026

Aes Andes, una sussidiaria della società statunitense Aes Corporation, ha annunciato venerdì 23 gennaio la decisione di interrompere Inna, un progetto per l’idrogeno e l’ammoniaca verdi, per concentrarsi invece sul proprio portfolio di energie rinnovabili. Lo European Southern Observatory (Eso) accoglie con favore questo annuncio e si aspetta che il progetto venga presto ritirato dal Servizio di valutazione ambientale (Sea) del Cile, il che confermerebbe formalmente la cessazione di Inna.

Un’analisi tecnica dettagliata condotta lo scorso anno dall’Eso ha rivelato che Inna avrebbe causato danni gravi e irreversibili ai cieli bui del Paranal e alla capacità delle strutture ivi costruite di funzionare come previsto. Gli impatti più significativi, che colpirebbero strutture come il Very Large Telescope (Vlt), il Vlt Interferometer (VltI), l’Extremely Large Telescope (Elt) e il Ctao-sud, sarebbero causati dall’inquinamento luminoso, dalle microvibrazioni, dalla polvere e dall’aumento della turbolenza atmosferica nell’area.

Il Cerro Paranal, alto 2600 metri, si staglia contro un cielo scuro, sovrastato dal maestoso arco della nostra galassia, la Via Lattea, a dimostrazione delle eccellenti condizioni di osservazione del Paranal, che vanta circa 300 notti limpide all’anno.Queste condizioni di osservazione sono state un fattore determinante nella decisione di costruire qui il Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso, che si distingue in questa immagine in cima alla montagna. Il Vlt è lo strumento ottico più avanzato al mondo e uno strumento prezioso che aiuta gli astronomi a studiare l’universo e a progredire nella nostra comprensione.In questo senso, è lo strumento da terra più produttivo, che ha portato alla pubblicazione di una media di più di un articolo scientifico sottoposto a revisione paritaria al giorno. Crediti: A. Ghizzi Panizza/Eso

«Quando la cancellazione sarà confermata, saremo sollevati dal sapere che il complesso industriale Inna non verrà costruito vicino al Paranal», ha dichiarato il direttore generale dell’Eso Xavier Barcons. «A causa dell’ubicazione prevista, il progetto rappresenterebbe una grave minaccia ai cieli più bui e sereni della Terra e alle prestazioni delle strutture astronomiche più avanzate al mondo».

«Come abbiamo già detto», aggiunge Barcons, «l’Eso e i suoi stati membri sostengono pienamente la decarbonizzazione energetica e le iniziative che garantiscono un futuro più prospero e sostenibile. I progetti di energia verde – e altri progetti industriali che guidano lo sviluppo nazionale e regionale – sono pienamente compatibili con gli osservatori astronomici, se le diverse strutture sono situate a distanze sufficienti l’una dall’altra».

Il caso dell’Inna e l’ubicazione proposta evidenziano l’urgente necessità di stabilire chiare misure di protezione nelle aree circostanti gli osservatori astronomici. Tali misure sono essenziali per consentire agli osservatori astronomici di continuare a funzionare, in particolare in una regione largamente riconosciuta come la migliore al mondo per gli strumenti dedicati all’astronomia ottica, grazie ai cieli eccezionalmente bui del Cile settentrionale.

«Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con le autorità locali, regionali e nazionali per proteggere i cieli bui del Cile settentrionale, un patrimonio naturale insostituibile, essenziale per far progredire la nostra comprensione dell’universo e per consentire un’astronomia di livello mondiale a beneficio del Cile e della comunità scientifica globale», commenta Itziar de Gregorio-Monsalvo, rappresentante dell’Eso in Cile.

«È stato incredibilmente confortante vedere così tante persone in Cile e in tutto il mondo preoccuparsi profondamente e impegnarsi attivamente per la protezione dei cieli bui e silenziosi nel contesto del progetto Inna», conclude Barcons. «Siamo sinceramente grati per questo impegno e questa solidarietà. Ci dà fiducia che, lavorando insieme, possiamo continuare a proteggere i cieli bui e silenziosi in Cile e altrove, per la ricerca astronomica e per l’umanità».

Da quando il progetto è stato presentato alla Sea nel dicembre 2024, membri della comunità astronomica cilena, degli Stati membri dell’Eso e di altri paesi, dirigenti politici e autorità a livello internazionale, nazionale, regionale e locale, nonché innumerevoli cittadini, hanno fatto sentire la propria voce a sostegno di questo obiettivo comune.

L’Eso continuerà a intensificare i propri sforzi per garantire che i cieli incontaminati del Paranal rimangano la migliore finestra al mondo per osservare l’universo, ed è inoltre impegnato nella più ampia lotta contro l’inquinamento luminoso e le interferenze satellitari, contribuendo a preservare il patrimonio naturale di cieli bui e silenziosi, in tutto il mondo, per le generazioni future.

Fonte: press release Eso