Tre ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) hanno ricevuto ieri alcuni dei riconoscimenti più prestigiosi conferiti dall’agenzia spaziale Usa nell’ambito dei Nasa Honor Awards 2024: Christina Plainaki e Federico Tosi dell’Inaf Iaps di Roma sono stati insigniti della Nasa Exceptional Scientific Achievement Medal (Esam), mentre Roberto Sordini , sempre dell’Inaf Iaps di Roma, ha ricevuto la Nasa Exceptional Public Achievement Medal (Epam).

Nella foto Federico Tosi dell’Inaf di Roma, al centro, riceve il premio da Jonathan Lunine, direttore scientifico del Jpl e da Rosaly Lopes, scienziata del Direttorato di scienze planetarie del Jpl
La Esam è un premio di altissimo profilo scientifico, assegnato sia al personale Nasa che ai ricercatori esterni per contribuiti “insolitamente significativi” che producono avanzamenti sostanziali nella comprensione di un determinato campo scientifico alla base delle missioni Nasa. La Epam, invece, riconosce risultati specifici di personale non governativo che migliorano in modo rilevante le missioni Nasa, con un impatto più ampio che può spaziare dalla scienza alla tecnologia, fino all’efficienza operativa.
A Christina Plainaki è stata conferita la Esam per l’eccezionale contributo scientifico nella modellizzazione degli ambienti di Europa e Ganimede, a supporto delle missioni spaziali attuali e future nel sistema gioviano. «Desidero ringraziare l’Inaf, dove ho iniziato la mia carriera e dove attualmente proseguo i miei studi scientifici, e l’Asi, dove ho lavorato per diversi anni a supporto delle missioni spaziali e continuando sempre le mie attività di ricerca», commenta Plainaki. «In entrambi questi enti ho avuto la massima libertà e supporto per portare avanti le mie ricerche sugli ambienti delle lune di Giove, confrontandomi con colleghi di eccezionale spessore e competenza».
Anche Federico Tosi ha ricevuto la medaglia Esam per l’eccezionale contributo scientifico nell’ottenere le proprietà fisiche e chimiche di satelliti naturali e di piccoli corpi attraverso dati di remote sensing multi-spettrale. «È un riconoscimento che valorizza un percorso di ricerca dedicato a trasformare dati multisensore in informazioni solide su composizione e proprietà dei corpi del Sistema solare», sottolinea Tosi. «Desidero ringraziare in modo particolare tutto il team della missione Juno: la qualità degli strumenti, delle operazioni e del lavoro di analisi condiviso ha reso possibile raggiungere questi risultati. Lo considero un risultato di squadra e uno stimolo a proseguire, con la stessa cura, nell’esplorazione dei mondi gioviani e oltre».
Roberto Sordini è stato insignito della Epam per il suo eccezionale lavoro nell’affrontare le anomalie dello specchio di Jiram, nell’ottimizzare le osservazioni di Io e nello sviluppare strategie efficaci di recupero per il successo continuo della missione. «Questa medaglia mi riempie di orgoglio e rappresenta per me un riconoscimento che va ben oltre il piano personale. È la valorizzazione del lavoro di squadra del team Jiram, che con competenza, dedizione e determinazione ha operato in tutti questi anni», commenta Sordini. «Grazie a questo impegno collettivo sotto la guida prima di Alberto Adriani e poi di Alessandro Mura, lo strumento ha potuto operare sempre al meglio, superando anche le difficoltà legate ad alcune anomalie e raggiungendo risultati scientifici di grande rilievo, ben oltre quelli per cui era stato originariamente realizzato».
In passato, anche altri ricercatori dell’Inaf di Roma – tra cui Angioletta Coradini, Maria Cristina De Sanctis e Alessandro Mura – avevano ricevuto la Esam. Il riconoscimento simultaneo di tre ricercatori dello stesso ente conferma l’eccellenza scientifica e tecnica dell’Inaf e il suo ruolo di primo piano nelle collaborazioni internazionali e nella ricerca spaziale.







