Una serata di scienza e musica ha fatto ieri da cornice, all’Osservatorio astronomico di Capodimonte, alla cerimonia di consegna dell’Ernesto Capocci Scientific Award, giunto alla sua terza edizione e dedicato ai giovani studiosi del Sistema solare.
Il riconoscimento è stato conferito a Luca Tonietti, ricercatore post-doc in astrobiologia all’Università di Napoli “Parthenope”, per l’articolo “Thermodynamic Assessment of Prebiotic Molecule Formation Pathways on Comets”.

La consegna del premio “Ernesto Capocci” al vincitore, Luca Tonietti, al centro. Crediti: Modestino Iafanti
La giuria internazionale, composta da Andrea Longobardo (Inaf Iaps di Roma), Paola Di Donato (Università di Napoli “Parthenope”) e Vladimir Zakharov (Observatoire de Paris), ha evidenziato «il contributo personale dell’autore, che ha prodotto un articolo eccezionale con risultati di ampio interesse e di notevole rilevanza per l’intera comunità scientifica impegnata negli studi sul Sistema solare, fondendo con successo termodinamica, biochimica e scienze planetarie».
Una menzione speciale è stata inoltre attribuita dalla giuria a Francesco Biagiotti, dottorando all’Università di Roma Tor Vergata e all‘Inaf Iaps, per l’articolo “Evidence of pure ammonia clouds in Jupiter’s Northern Temperate domain from Juno/JIRAM infrared spectral data”.
«Ricevere questo premio è un onore che mi emoziona profondamente e rappresenta per me un momento speciale», dice Luca Tonietti. «Desidero ringraziare la giuria per aver creduto nel valore di questo lavoro, il comitato scientifico e gli eredi del professor Capocci per il sostegno ai giovani ricercatori. Premi come questo sono ossigeno ed energia, capaci di rafforzare la voglia di imparare, scoprire e credere nella ricerca». Il premiato ha rivolto poi «un grazie particolare al team del Laboratorio di fisica cosmica e astrobiologia dell’Università Parthenope: senza di loro il mio percorso di dottorato e post-doc non avrebbe avuto la stessa direzione, forza e significato». Tonietti ha infine voluto dedicare «questo riconoscimento a chi ha camminato con me in questi anni e a tutte le idee che continueremo a portare avanti con entusiasmo e curiosità».
Originario di Omegna, sul Lago d’Orta, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte, Tonietti si è formato all’Università di Milano-Bicocca, dove ha conseguito la laurea triennale in biofisica, e successivamente a Napoli, presso l’Università “Parthenope”, dove ha ottenuto il dottorato europeo in astrobiologia, con menzione speciale per la carriera accademica e la distinzione Doctor Europaeus. Attualmente è ricercatore post-doc nello stesso ateneo, impegnato nella caratterizzazione geobiologica delle polveri cosmiche e interstellari con il progetto Duster. I suoi interessi scientifici spaziano dall’astrobiologia sperimentale al ruolo delle comete nella diffusione di composti organici sulle superfici planetarie. Ha partecipato a numerose campagne di campionamento geologico, biologico e astrobiologico in miniere, sistemi idrotermali e aree vulcaniche. Collabora inoltre con iniziative e gruppi internazionali come il Planet-Hab Collaboration, lo European Astrobiology Institute e i team scientifici della missione Esa Comet Interceptor e del progetto Cosmic Dust II. Parallelamente coltiva la passione per arte, musica e fotografia, con diversi riconoscimenti, tra cui la pubblicazione di uno scatto su National Geographic Italia.
Alla cerimonia hanno preso parte anche gli eredi Capocci, che sostengono l’istituzione del premio dedicato all’astronomo napoletano che nell’Ottocento rivolse gran parte delle sue energie allo studio e alla divulgazione del Sistema solare. «Siamo sempre particolarmente lieti di assegnare questo premio dedicato alla memoria di uno dei primi direttori della specola napoletana, Ernesto Capocci, figura di primo piano nell’astronomia dell’Ottocento e al quale è intitolato il nostro auditorium», commenta il direttore dell’Osservatorio, Pietro Schipani. «A distanza di due secoli, l’eredità dello studio del Sistema solare a Capodimonte è tenuta viva dalla partecipazione dei nostri ricercatori alle missioni di esplorazione del Sistema solare dell’Agenzia spaziale europea. È un premio per giovani che ricorda le nostre radici guardando al futuro».
La serata si è conclusa con il concerto di Natale dell’Ensemble Laetitia, formato da giovani musicisti napoletani e guidato da Luigi Marolda, che ha proposto un programma di grande suggestione: dalle celebri pagine di Jenkins, Sibelius, Dvořák e Caccini, fino a una suite di brani natalizi. Inoltre è stata inaugurata la mostra Bellebbuono: improvvisamente il meteo a Napoli, realizzata in collaborazione con la casa d’arte Hubert Bowinkel: un itinerario iconografico che accompagnerà i visitatori, fino al prossimo febbraio, tra incisioni, documenti e strumenti scientifici dedicati alle aurore boreali, alle eruzioni del Vesuvio e ai terremoti impressi nella memoria collettiva, fino alle prime osservazioni meteorologiche sistematiche.






