UNA TEMPESTA MAREALE PERFETTA

Il mondo incandescente di Hd 104067

Tess, il cacciatore di pianeti della Nasa, ha scoperto un pianeta roccioso in un sistema planetario a 66 anni luce dal Sole, caratterizzato da una temperatura di circa 2.600 gradi kelvin. Il pianeta, più simile al satellite Io – il corpo vulcanicamente più attivo del Sistema solare – che alla Terra, è incandescente, con una superficie di lava fusa. Responsabili sono le forze mareali. I dettagli su The Astronomical Journal

     13/05/2024

Illustrazione di un esopianeta vulcanico. Crediti: Nasa, Esa, Csa, Dani Player

L’astrofisico Stephen Kane della UC Riverside ha dovuto ricontrollare più volte i suoi calcoli perché non riusciva a capacitarsi di come il pianeta che stava studiando potesse essere così estremo. Simile a Io, il corpo vulcanicamente più attivo del Sistema solare, anche questo pianeta sembra essere ricoperto da così tanti vulcani attivi che, visto da lontano, parrebbe incandescente. L’articolo che descrive l’inusuale scoperta è stato pubblicato su The Astronomical Journal.

Lanciato nel 2018, il Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess) della Nasa, cerca esopianeti che orbitano attorno alle stelle più luminose del cielo. Kane stava studiando un sistema stellare chiamato Hd 104067, distante circa 66 anni luce dal Sole, già noto per ospitare un pianeta gigante. In quel sistema, Tess aveva appena trovato le evidenze di un nuovo pianeta roccioso e, nel raccogliere dati su quel pianeta, ne ha inaspettatamente trovato un altro, portando a tre il numero totale di pianeti conosciuti nel sistema.

Il nuovo pianeta scoperto da Tess è un pianeta roccioso come la Terra, ma più grande del 30%. Tuttavia, a differenza della Terra, ha più punti in comune con Io, la luna rocciosa più interna di Giove del Sistema solare. La temperatura superficiale del nuovo pianeta, Toi-6713.01, è di 2.600 gradi Kelvin, più calda di quella di alcune stelle. «Alle lunghezze d’onda ottiche si potrebbe vedere un pianeta incandescente e rovente, con una superficie di lava fusa», spiega Kane.

Responsabile dell’attività vulcanica su Io e su questo pianeta sono le forze gravitazionali. Anche se Io è molto vicino a Giove, le altre lune lo costringono a un’orbita eccentrica intorno al pianeta, che a sua volta esercita una fortissima attrazione gravitazionale. «Se non ci fossero le altre lune, Io avrebbe un’orbita circolare intorno al pianeta e la sua superficie sarebbe tranquilla. Invece, la gravità di Giove lo spreme a tal punto che erutta continuamente vulcani», riferisce Kane.

Allo stesso modo, nel sistema di Hd 104067 ci sono due pianeti più lontani dalla stella rispetto a questo nuovo pianeta. Questi pianeti esterni costringono il pianeta roccioso interno a un’orbita eccentrica intorno alla stella, che lo schiaccia mentre orbita e ruota. È un effetto, questo, chiamato tidal energy o energia mareale.

In futuro, Kane e i suoi colleghi vorrebbero misurare la massa del pianeta incandescente e conoscerne la densità, per valutare quanto materiale è disponibile per essere espulso dai vulcani. Kane sostiene che gli effetti delle maree sui pianeti non sono stati storicamente oggetto di grande attenzione nella ricerca sugli esopianeti e che forse con questa scoperta le cose cambieranno.

«Quanto trovato ci insegna molto sugli estremi della quantità di energia che può essere immessa in un pianeta terrestre e sulle sue conseguenze», conclude Kane. «Sappiamo che le stelle contribuiscono al calore di un pianeta, ma la maggior parte dell’energia è dovuta alle maree e questo non può essere ignorato».

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