SPECIALE ECLISSI STORICHE

L’eclissi dell’Antico Testamento, o del Faraone

Un evento riportato nella Bibbia, che menziona sia la Luna che il Sole, potrebbe essere interpretato come la descrizione di un'eclissi solare, avvenuta il 30 ottobre 1207 a.C.: tolta quella di Ugarit, la cui attendibilità rimane controversa, sarebbe questa la più antica eclissi solare databile registrata. Utilizzando il testo biblico e la Stele di Merneptah, è stato possibile perfezionare le date in cui ha regnato Ramses il Grande

     03/04/2024

Mappa dell’antica Canaan che mostra il percorso seguito dagli israeliti, a partire da Gilgal, secondo Giosuè 10:9–10. Crediti: A&G, Humphreys and Waddington

C’è un libro molto antico, conosciuto dai più, che sembra riporti la testimonianza di un’eclissi di Sole. È la Bibbia ebraica, parte dell’Antico Testamento. Esiste infatti un possibile riferimento a un’eclissi solare in un passaggio del Libro di Giosuè, un testo composto da ventiquattro capitoli in cui è narrata la storia della conquista della terra di Canaan (Palestina) da parte delle dodici tribù guidate da Giosuè, successore di Mosè.

Il periodo descritto è tradizionalmente riferito al 1200-1150 a.C. ed il passo in questione (Giosuè 10:12–13) riporta:

12 Allora, quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele: «Sole, fèrmati [in lingua ebraica, dôm] in Gàbaon e tu, Luna, sulla valle di Aialon». 13 Si fermò il Sole e la Luna rimase immobile [in ebraico, ‘amad] finché il popolo non si vendicò dei nemici. Non è forse scritto nel libro del Giusto: «Stette fermo il Sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero».

Anche in questo caso, come nel precedente (eclissi di Ugarit), la domanda che viene spontaneo porsi è cosa significhino effettivamente quelle parole, e se si riferiscano davvero a un’eclissi. Allo scopo, ci viene in aiuto uno studio pubblicato nel 2017 su Astronomy & Geophysics della Royal Astronomical Society di Colin Humphreys e Graeme Waddington, di cui avevamo già scritto nel 2017.

Se le parole della Bibbia descrivono un’osservazione reale, si tratta di un evento astronomico importante (Non c’è stato un giorno simile, né prima né dopo, Giosuè 10:14). La parola ebraica dôm significa essere silenzioso, muto o immobile. Il termine ‘amad significa fermarsi o stare in piedi. Le traduzioni inglesi moderne di questo passo hanno tutte seguito la Bibbia di re Giacomo, tradotta nel 1611, e hanno assunto che il testo ebraico significhi che il Sole e la Luna smisero di muoversi. Tuttavia, un significato alternativo plausibile è che il Sole e la Luna smisero di fare ciò che fanno normalmente, ossia smisero di brillare. In altre parole, il testo si potrebbe riferire a un’eclissi solare, quando effettivamente il Sole pare smettere di brillare. Poiché un’eclissi solare può verificarsi solo quando la Luna si trova direttamente tra la Terra e il Sole, la Luna stessa non è visibile e quindi non riflette la luce solare: come il Sole, anch’essa ha “smesso di brillare”.

Il percorso dell’eclissi solare anulare del 30 ottobre 1207 a.C., che passò direttamente sulla terra di Canaan nel pomeriggio. L’ombra lascia la superficie terrestre al tramonto sull’odierno Iraq. La mappa è centrata su Azekah, che è contrassegnata da un cerchio. Crediti: A&G, Humphreys and Waddington

Humphreys e Waddington non sono stati i primi a suggerire che il testo biblico possa riferirsi a un’eclissi. Il primo sembra essere stato il linguista Robert Wilson nel 1918.

Wilson sosteneva che nei testi cuneiformi babilonesi esistono parole con la stessa radice dell’ebraico dôm che vengono utilizzate nelle tavolette astronomiche babilonesi in relazione alle eclissi, con il significato di “essere buio”.

Tuttavia, all’epoca – 100 anni fa – non si ritenne possibile approfondire l’argomento a causa della laboriosità dei calcoli richiesti.

Se l’interpretazione dell’eclissi solare in questo passo di Giosuè è corretta, allora il testo la descrive come se fosse stata vista dagli israeliti a Gibeon, in Canaan.

Una prova indipendente che gli israeliti si trovavano in Canaan proviene dalla Stele di Merneptah, un grande blocco di granito oggi conservato al Museo Egizio del Cairo. Il faraone egiziano Merneptah (o Merenptah) era figlio del noto Ramses il Grande (Ramses II). L’iscrizione sulla stele riporta che fu scolpita nel quinto anno del regno di Merneptah e menziona una campagna in Canaan in cui sconfisse il popolo di Israele. Quindi gli israeliti dovevano essere già in Canaan nel quinto anno di Merneptah.

Gli storici precedenti utilizzarono questi due testi – libro di Giosuè e Stele di Merneptah – per cercare di datare la possibile eclissi, ma senza successo perché si limitarono a considerare le eclissi totali, in cui il disco del Sole appare completamente coperto dalla Luna, mentre questa passa tra la Terra e il Sole. Ciò che non considerarono fu un’eclissi anulare, in cui la Luna passa direttamente davanti al Sole ma è troppo lontana per coprire completamente il disco, dando luogo al caratteristico “anello di fuoco”. Nel mondo antico infatti, la stessa parola veniva usata sia per le eclissi totali che per quelle anulari.

La stele conservata al Museo egizio del Cairo. Crediti: Wikimedia Commons

Humphreys e Waddington, nel lavoro del 2017, hanno presentato un nuovo codice per le eclissi da loro sviluppato che tiene conto delle variazioni della rotazione terrestre nel tempo. Dai loro calcoli, hanno determinato che l’unica eclissi anulare visibile da Canaan tra il 1500 e il 1050 a.C. si verificò il 30 ottobre 1207 a.C., nel pomeriggio. Se così fosse, escludendo quella di Ugarit su cui molti hanno delle perplessità, non solo si tratterebbe della più antica eclissi solare mai registrata, ma permetterebbe anche di datare i regni di Ramses il Grande e di suo figlio Merneptah.

Secondo il libro di Giosuè dell’Antico Testamento, dopo una marcia di una notte intera da Ghilgal, gli Israeliti attaccarono gli Amorrei a Gabaon, li inseguirono fino ad Azekah e poi a Makkedah. Gibeon si trovava a circa 10 chilometri a nord-ovest di Gerusalemme, Azekah a circa 30 chilometri a sud-ovest di Gibeon e Makkedah a circa 20 chilometri a sud di Azekah. Poiché l’eclissi si è verificata nel pomeriggio, è stata probabilmente osservata dalle vicinanze di Azekah, da dove l’eclissi parziale sarebbe iniziata alle 15:27, con l’anularità che si è verificata tra le 16:48 e le 16:53. Il Sole sarebbe stato ancora parzialmente eclissato al tramonto, avvenuto alle 17:38. Durante l’anularità, l’86 per cento dell’area del disco solare era coperto dalla Luna.

Una caratteristica interessante del testo di Giosuè è la constatazione che non solo il Sole si è fermato (ha smesso di brillare), ma che anche la Luna si è fermata (ha smesso di brillare). Poiché la Luna si trova in congiunzione al momento di un’eclissi solare, è stata effettivamente assente dal cielo per un paio di giorni (era nella fase di Luna nuova). Siccome gli israeliti utilizzavano un calendario lunare, è ragionevole supporre che fossero ben consapevoli di questo periodo di Luna nuova e che quindi avrebbero potuto programmare il loro attacco notturno a sorpresa a Gabaon, in modo da sfruttare la mancanza di illuminazione notturna naturale.

Insomma, l’eclissi dell’Antico Testamento – o eclissi del Faraone – potrebbe davvero essere una delle prime a essere state testimoniate dalla parola scritta.

In generale, le eclissi solari sono spesso utilizzate come punti fermi per datare gli eventi del mondo antico. Utilizzando questi calcoli, il regno di Merneptah iniziò nel 1210 o 1209 a.C.. Poiché dai testi egiziani si sa per quanto tempo regnarono lui e suo padre, ciò significa che Ramses il Grande regnò dal 1276 al 1210 a.C., con una precisione di un anno, in più o in meno.

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