NELLA TOP TEN C’È ANCHE DART

È Jwst il “Breakthrough” 2022 secondo Science

L’impresa scientifica più rivoluzionaria dell’anno, secondo la tradizionale selezione della rivista “Science”, è quella compiuta dal James Webb Space Telescope. Fra gli altri "breakthrough" selezionati c’è anche il successo della missione di difesa planetaria Dart. Con i commenti di Adriano Fontana ed Elisabetta Dotto dell’Istituto nazionale di astrofisica

     15/12/2022
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La copertina dell’ultimo numero di Science

Il “Breakthrough” del 2022 secondo Science è il successo del lancio, del dispiegamento e dell’avvio della campagna scientifica di Jwst, il James Webb Space Telescope. Una scelta certo non sorprendente per un’impresa tutt’altro che scontata, che ha tenuto gli astronomi di tutto il mondo con il fiato sospeso per mesi, dal giorno del lancio fino alla ricezione delle prime, straordinarie, immagini scientifiche. Tutto poteva andare storto: erano ben 344 i passaggi – temutissimi – ritenuti dai tecnici della missione single-point failures, a partire dalla sequenza di apertura dello scudo termico. E invece Jwst è lì dove doveva arrivare, a un milione e mezzo di km da noi, perfettamente funzionante, a inviarci senza sosta immagini e dati che già hanno portato a dozzine di pubblicazioni.

Nel suo editoriale, l’editor-in-chief di Science, H. Holden Thorp, pur non mancando di ricordare le perplessità sull’opportunità di dedicare il telescopio a James Webb, amministratore della Nasa in un’epoca in cui l’agenzia poteva licenziare i dipendenti in base all’orientamento sessuale, non esita a richiamare un mostro sacro qual è il discorso “We choose to go to the Moon” di John F. Kennedy per rendere il senso di un’impresa – questa di Jwst – intrapresa, proprio come il programma Apollo, anche perché rappresentava una sfida difficile – hard, not easy.

«Per gli astronomi, il James Webb Space Telescope è un sogno divenuto realtà. Un’attesa forse amplificata dal ritardo accumulato mentre veniva perfezionato e provato prima del lancio», ricorda Adriano Fontana, responsabile della divisione nazionale abilitante dell’astronomia ottica ed infrarossa dell’Inaf. «La sua capacità di osservare nell’infrarosso con una nitidezza e una sensibilità centinaia di volte superiore a qualunque telescopio precedente ne fanno uno strumento senza precedenti. Alcuni campi di ricerca – per esempio la ricerca delle prime galassie o di come si formano le stelle e i pianeti – saranno letteralmente rivoluzionati dalle sue straordinarie capacità, e tutta la ricerca in astrofisica ne beneficerà in un modo che è difficile prevedere oggi. Già nei primi mesi di funzionamento ha ottenuto risultati sbalorditivi, che sono solo i primi passi di un lungo viaggio con cui ci addentreremo nei misteri dell’universo».

Fra le altre “imprese che spaccano” – così potremmo tradurre breakthrough – della top ten di Science per l’anno che sta terminando ci sono poi la scoperta di un batterio di dimensioni record, lo sviluppo di una varietà di riso perenne, passi avanti sulla comprensione del meccanismo attraverso il quale la peste nera ha alterato i geni degli europei, il Dna vecchio due milioni di anni rinvenuto nel permafrost della Groenlandia, l’avanzamento verso lo sviluppo di un virus respiratorio sinciziale, la legge Usa sul clima, i rapidi progressi nell’intelligenza artificiale creativa, l’identificazione di un virus che potrebbe causare la sclerosi multipla e, infine, un’impresa della quale abbiamo più volte scritto sulle pagine di Media Inaf, ovvero la riuscita della missione satellitare Dart della Nasa.

«Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto», dice a questo proposito Elisabetta Dotto dell’Inaf, coordinatrice scientifica di LiciaCube, il cubesat che ha viaggiato al seguito di Dart con l’incarico di realizzare un reportage dell’impatto di quest’ultimo con Dimorphos, l’asteroide che Dart è riuscito a deviare. «Dart è stata la prima missione di difesa planetaria ed è stata un grande successo. Il nanosatellite LiciaCube dell’Asi, viaggiando a una velocità di circa 22mila km/h, ha acquisito e trasmesso a terra più di 400 immagini degli effetti prodotti dall’impatto di Dart su Dimorphos. Si tratta di un progetto estremamente ambizioso, una vera sfida, la prima missione tutta italiana nello spazio profondo, ed è pienamente riuscita. L’analisi delle spettacolari immagini dei due corpi e della piuma di detriti prodotta dall’impatto è tuttora in corso da parte del team italiano di LiciaCube, per studiare le proprietà del materiale superficiale degli asteroidi».

Questa edizione dei “Breakthrough” porta una novità: un premio in denaro – il “Bhaumik Breakthrough of the Year” – destinato a tre fra gli scienziati che hanno dato il proprio contributo ai “Breakthrough” di quest’anno. Una giuria d’una decina di persone, indicate dallo stesso Thorp, selezionerà i vincitori nel corso delle prossime settimane, e l’annuncio è atteso per marzo.

Per saperne di più:

  • Leggi su Science l’editoriale di H. Holden Thorp “Hard, not easy