PROGETTO “MADE IN ESA” PER VEDERE COSA C’È SOTTO LA LUNA

Speleologia lunare con RoboCrane e Daedalus

Nei prossimi dieci anni potrebbe partire una missione spaziale europea per l’esplorazione del sottosuolo della Luna. Dopo la selezione di numerose proposte, l'Agenzia spaziale europea è impegnata nella progettazione di una missione destinata a scoprire cosa si nasconde nelle grotte del nostro satellite naturale tramite una gru robotica e un modulo esplorativo robotico

     30/03/2022
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Rappresentazione artistica d’una missione per l’esplorazione delle grotte lunari. Crediti: Esa/Vigea

Oltre a essere un’importante testimonianza geologica, le grotte presenti sulla Luna potrebbero anche fornire un rifugio sicuro per i futuri esploratori umani? Cosa si scoprirebbe con una missione di esplorazione speleologica lunare?

Per rispondere a queste domande, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha dato il via ormai due anni fa – tra il 2019 e il 2020, con l’apertura della piattaforma Open Space Innovation Platform (Osip) dedicata valutare idee innovative da trasformare in missioni spaziali reali – a una raccolta di proposte. Proposte fra le quali – attraverso la sfida Discovery SysNova – sono poi state scelte le cinque migliori, ognuna delle quali affronta una fase diversa di una potenziale missione di mappatura ed esplorazione delle grotte lunari. Il nostro satellite infatti è costellato di pozzi che secondo gli scienziati potrebbero condurre in enormi tunnel sotterranei in cui nessuna missione spaziale si è mai avventurata.

Più recentemente, sono stati selezionati dall’Esa i due progetti vincitori – RoboCrane e Daedalus – diventati parte di un piano di missione spaziale completo in cui una gru robotica (RoboCrane) verrà utilizzata per calare un esploratore di caverne (Daedalus) all’interno di una fossa lunare per esplorare il sottosuolo del nostro satellite naturale.

Infografica delle tre fasi chiave di una missione per esplorare e mappare le grotte lunari, con la gru robotica RoboCrane in blu e l’esploratore di caverne Daedalus in arancione (cliccare per ingrandire). Crediti: Francesco Sauro

«Esplorare l’interno di una grotta lunare potrebbe rivelare informazioni inaspettate», dice Francesco Sauro, speleologo esperto di canali lavici planetari e direttore del corso di addestramento per astronauti in ambienti estremi Caves e Pangaea (Astronaut Exploration Training in Extreme & Planetary Analogue Environments) dell’Esa.

«La campagna Osip e la sfida SysNova hanno aperto la strada a questa nuova missione», aggiunge Loredana Bessone, responsabile del progetto Caves e Pangaea e responsabile tecnica degli studi preliminari. «Questa iniziativa ha permesso all’industria e al mondo accademico di confrontarsi con un progetto ambizioso e di studiare opportunità e potenziali scenari di questa missione».

La missione potrebbe essere lanciata su un Ariane 6 non prima del 2033, utilizzerebbe il Large Logistic Lander europeo per raggiungere la superficie lunare nei pressi della regione Marius Hills e durerebbe quindici giorni, l’equivalente di un giorno sulla Luna.

Gli esperti che hanno preso parte al progetto hanno anche studiato l’ambiente lunare, creato modelli del sottosuolo e dei vari elementi della missione, generato roadmap per lo sviluppo delle tecnologie necessarie per rendere la missione possibile e valutato le principali sfide che si dovranno affrontare. «Una missione come questa richiederebbe tecnologie innovative, cosa che spinge il settore spaziale a sviluppare nuove soluzioni rispetto alle precedenti missioni lunari», spiega Sauro. «E un tale progresso tecnologico sarebbe un grande passo avanti per l’esplorazione lunare e marziana».

I progressi compiuti finora mettono l’Esa in prima linea per quanto riguarda l’esplorazione del sottosuolo lunare ma c’è ancora molto da fare nel prossimo decennio per rendere possibile una tale impresa. I team di RoboCrane e Daedalus intanto continuano a lavorare sulle loro idee. Guidati dall’Università di Oviedo, i ricercatori di RoboCrane hanno pubblicato nel 2022 un articolo che descrive il sistema per fornire l’alimentazione e la comunicazione tra la superficie lunare e le grotte lunari ai robot esplorativi.

Intanto è operativo un team di diciassette specialisti provenienti da università e istituti di ricerca europei e canadesi che supportano l’Agenzia spaziale europea nello sviluppo di una strategia di esplorazione speleologica lunare. L’appuntamento è per il 2023, quando scienziati e ingegneri si riuniranno per pianificare e realizzare la missione di esplorazione lunare da compiere entro il prossimo decennio.

Per saperne di più:

Guarda il video sul canale YouTube dell’Esa: