COMPIRÀ STUDI BASATI SULLA POLARIMETRIA NEI RAGGI X

Lanciato all’alba il telescopio spaziale Ixpe

Nasa e Asi ancora insieme nello spazio con la tecnologia made in Italy di Infn e Inaf. L’Imaging X-ray Polarimetry Explorer, con a bordo tre importanti strumenti realizzati in Italia, è decollato puntualmente alle 7:00 dal Kennedy Space Center, in Florida, a bordo di un vettore Falcon 9 di SpaceX

     09/12/2021
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L’istante del decollo. Crediti: Nasa/Joel Kowsky

Tanta scienza italiana a bordo del satellite Ixpe (Imaging X-ray Polarimetry Explorer), nato dalla collaborazione esclusiva tra la Nasa e l’Agenzia spaziale italiana (Asi), decollato puntualmente questa mattina alle 7.00 ora italiana dal Kennedy Space Center, in Florida. Per il lancio è stato utilizzato un vettore Falcon 9 della società privata SpaceX. Al lancio hanno assistito in presenza il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia e l’amministratore della Nasa, Bill Nelson.

Ixpe è la prima missione interamente dedicata allo studio dell’universo attraverso la polarizzazione dei raggi X e per farlo utilizzerà una tecnologia tutta “made in Italy”. A bordo di Ixpe sono installati 3 telescopi con rivelatori finanziati dall’Asi e sviluppati da un team di scienziati dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Il “cuore” dei telescopi a bordo di Ixpe è rappresentato dai tre gas pixel detector: rivelatori di nuova generazione che sfruttano una tecnologia sviluppata nel corso degli ultimi 15 anni e che si avvale delle competenze maturate dall’Infn nel campo della fisica delle particelle e dall’Inaf nello studio dell’universo nelle alte energie. Grazie alla sua tecnologia innovativa, Ixpe potrà misurare non solo l’immagine e l’energia delle sorgenti celesti ma potrà anche ricavare, per la prima volta, indicazioni dirette sulle caratteristiche dei campi elettromagnetici ad esse associati.

«La Nasa e l’Asi, gli Stati Uniti e l’Italia hanno una lunga tradizione di cooperazione bilaterale su missioni spaziali di successo e la missione Ixpe rappresenta un altro esempio virtuoso», ricorda il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, «della capacità italiana di lavorare con partner internazionali per la crescita delle attività spaziali a livello globale. Siamo particolarmente orgogliosi, inoltre, di essere riusciti a consegnare puntualmente l’innovativa strumentazione scientifica di Ixpe, nonostante la sfida della pandemia: una vera dimostrazione di eccellenza del team italiano della missione. Adesso la parola passa alla scienza, a nuove scoperte rese possibili dall’impegno spaziale del nostro Paese».

«Ixpe osserverà l’universo sotto una luce nuova, nel vero senso della parola, e ciò che gli consentirà di farlo è il suo innovativo ‘cuore’ tecnologico tutto italiano, frutto di un lungo e importante lavoro di ricerca e sviluppo condotto completamente in house nei nostri laboratori delle sezioni Infn di Pisa e Torino», sottolinea Antonio Zoccoli, presidente dell’Infn. «Dobbiamo essere orgogliosi dell’avvio di questa missione, ancor più nella difficile contingenza in cui abbiamo operato per portare a termine il lavoro entro i tempi di programma: desidero, quindi, rivolgere anche un riconoscente ringraziamento a tutti coloro che lo hanno permesso».

L’Imaging X-ray Polarimetry Explorer (Ixpe). Crediti: Nasa

«La missione Ixpe in collaborazione con la Nasa rappresenta un fondamentale traguardo che valorizza la grande tradizione dell’astrofisica italiana nello studio dell’universo con i raggi X e gamma come già successo con le missioni spaziali BeppoSax, Agile e la partecipazione a Fermi», dice Marco Tavani, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica. «La comunità astrofisica delle alte energie aspettava da decenni uno strumento di polarimetria-X. Ora l’Italia realizza il cuore della missione Ixpe e sarà entusiasmante vederne i primi risultati: un momento a lungo atteso che siamo certi non deluderà le aspettative».

Il satellite è stato posto su un’orbita equatoriale circolare a circa 600 km di quota con una inclinazione di soli 0,2 gradi. Durante i primi due anni di missione, Ixpe aprirà una nuova finestra astrofisica effettuando per la prima volta misure altamente sensibili di polarizzazione da sorgenti celesti che emettono in raggi X. I principali target della missione saranno nuclei galattici attivi, microquasars, pulsar e pulsar wind nebulae, magnetar, binarie nei raggi X, resti di supernova e centro galattico. Ixpe fornirà misure contemporanee di polarizzazione, variabilità, spettrali e immagini, permettendo così di studiare la geometria e i processi fisici di emissione di radiazione e accelerazione di particelle, in ambienti con campi magnetici e gravitazionali estremi.

Per saperne di più, guarda su MediaInaf Tv la playlist dedicata a Ixpe, con approfondimenti e interviste ai protagonisti italiani della missione: