GLI ESPERIMENTI DUSTER E GRASS ORMAI PRONTI A PRENDERE IL VOLO

Scienza in mongolfiera, l’Italia riparte dal Polo Nord

Reportage dalla base di lancio per palloni stratosferici svedese Esrange, circa 200 km a nord del circolo polare artico, dove Giulia Mantovani sta seguendo i suoi colleghi – ricercatrici e ricercatori dell’Inaf Iaps di Roma – impegnati negli ultimi preparativi prima del lancio degli esperimenti Grass e Duster, pronti a decollare nei prossimi giorni

     08/09/2021
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Il piazzale vicino al capannone dove vengono lanciati i palloni. In basso a destra, l’ospite curiosa (e affamata) incontrata da Giulia all’arrivo. Crediti: Giulia Mantovani/Inaf Iaps Roma

Mi trovo ad Esrange, nel nord della Svezia, alla base di lancio “Esrange Space Center” della Swedish Space Corporation. Da qui, fra pochi giorni, verranno lanciati diversi strumenti scientifici, tra cui due realizzati dall’Inaf con il supporto dell’Asi: Duster (Dust in the Upper Stratosphere Tracking Experiment and Retrieval) e Grass (Gamma-Ray Astronomical Small Sensor), entrambi sviluppati dai ricercatori dell’Inaf Iaps di Roma. Gli esperimenti voleranno nella stratosfera grazie a un pallone stratosferico che porterà in quota una struttura – chiamata gondola – dove sono posizionati gli strumenti. Questo lancio fa parte della campagna di Hemera, progetto europeo finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020.

L’Esrange Space Center si trova a circa 40 km dal paese più vicino, Kiruna, circa 200 km a nord del circolo polare artico. È un posto molto isolato, lontano da qualunque centro abitato e da aeroporti, scelto proprio per non avere interferenze di nessun tipo durante i lanci dei palloni ed evitare problemi durante il recupero degli esperimenti. L’ingresso è riservato esclusivamente agli operatori della base e a chi partecipa alle campagne di lancio previa autorizzazione. All’interno vi è un hotel, una mensa che offre cibo tipico svedese e diversi capannoni dove vengono assemblati gli strumenti sulle rispettive gondole. È qui che i ricercatori passano le giornate, lavorando ai propri strumenti e sfruttando al massimo il tempo a disposizione per preparare nei minimi dettagli il lancio. Il tutto è immerso nella natura silenziosa dei boschi svedesi dove, se si è fortunati, è possibile incontrare una volpe a caccia di cibo… com’è successo a me appena arrivata ieri in hotel!

Il team dell’esperimento Grass. Da sinistra: Alessandra Parmentier, Pietro Ubertini, Lorenzo Natalucci, Angela Bazzano e Nello Vertolli. Crediti: Giulia Mantovani/Inaf Iaps Roma

Solitamente, i diversi team si ritrovano circa una settimana prima della data presunta di lancio per svolgere i test sui propri strumenti. «In questi giorni stiamo analizzando la risposta di Grass per caratterizzare al meglio lo strumento e prepararci alle osservazioni che faremo durante il lancio», dice Lorenzo Natalucci, ricercatore allo Iaps e principal investigator dello strumento Grass. Insieme a lui, partecipano alla campagna Angela Bazzano, Alessandra Parmentier, Nello Vertolli e Pietro Ubertini, sempre dello Iaps.

«Grass è un piccolo modulo di rivelazione di 20×15 cm che consiste in un cristallo scintillatore di ultima generazione accoppiato a un sensore che permette di ricostruire sia l’energia che la posizione di interazione dei raggi gamma», spiega Natalucci. «Durante il volo effettueremo misure del fondo cosmico e atmosferico a livello della stratosfera terrestre, con lo scopo di monitorare questi parametri vicino al polo nord e, in futuro, di sviluppare ulteriormente lo strumento migliorandone la tecnologia. Infatti, questo tipo di rivelatori, in configurazione a più moduli, può essere usato per rivelare e posizionare eventi transienti del cielo, come gamma-ray bursts e controparti di onde gravitazionali e neutrini».

Il team dell’esperimento Duster. Da sinistra: Anna Musolino, Alessandra Rotundi e Vincenzo della Corte. Crediti: Giulia Mantovani/Inaf Iaps Roma

Duster è il secondo strumento italiano che volerà insieme a Grass. «Siamo quasi pronti per assemblare Duster sulla gondola», dice Vincenzo della Corte, ricercatore allo Iaps e principal investigator di Duster. «Una volta in volo, Duster raccoglierà e porterà a terra le particelle solide presenti nell’aerosol in alta stratosfera, che verranno successivamente analizzate nei nostri laboratori. Queste particelle provengono sia dalla Terra, come per esempio dalle eruzioni vulcaniche, ma anche da sorgenti extraterrestri, come per esempio le meteoriti. Il nostro esperimento consente di analizzare la chimica e la mineralogia di queste polveri e permette di studiare le origini del Sistema solare».

Siamo quindi tutti in attesa di capire quando le condizioni meteorologiche saranno favorevoli al lancio del grande pallone stratosferico, previsto, per ora, tra giovedì e venerdì mattina all’alba. Stay tuned!

Guarda su MediaInaf Tv il servizio video realizzato dopo il volo da Giulia Mantovani: