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Gliese 486 b, una super-Terra nel vicinato cosmico

Utilizzando i dati di transito e di velocità radiale ottenuti rispettivamente dal satellite Tess e dall’osservatorio Calar Alto, in Spagna, un team di ricercatori guidati dal Max Planck Institute for Astronomy ha scoperto Gliese 486 b, un pianeta extrasolare ideale per studi sull'atmosfera e l’abitabilità planetaria

     04/03/2021

Illustrazione artistica che mostra, a sinistra, Gliese 486, la nana rossa attorno alla quale Trifon Trifonov et al., utilizzando il metodo dei transiti e delle velocità radiali, hanno scoperto l’esopianeta Gliese 486b, un mondo ideale per studi delle atmosfere e dell’abitabilità planetaria. Crediti: RenderArea

Un esopianeta vicino, adatto per studi sull’atmosfera e sull’abitabilità planetaria: è la scoperta riportata oggi sulle pagine della rivista Science. Il mondo in questione, il 4353mo scoperto fino ad oggi, si chiama Gliese 486 b ed è una super-Terra distante circa 26.4 anni luce da noi, un valore che ne fa il terzo esopianeta in transito più vicino conosciuto, nonché il più vicino in assoluto in orbita attorno a una stella di massa nota: Gliese 486 (conosciuta anche con i nomi  Wolf 437 o Toi-1827), una nana rossa di 0.3 masse solari situata in direzione della costellazione della Vergine. A scovarlo, grazie alle osservazioni condotte da satellite e da terra, è stato un team di astronomi guidati dal ricercatore del Max Planck Institute for Astronomy Trifon Trifonov.

La maggior parte degli esopianeti vengono scoperti, spiegano i ricercatori, o con il metodo dei transiti – con cui si ricercano cali di luminosità di una stella quando un pianeta passa di fronte ad essa – o con il metodo delle velocità radiali – che sfrutta l’effetto Doppler per rivelare gli impercettibili spostamenti della stella dovuti all’attrazione gravitazionale di un pianeta. Sebbene ciascun metodo sia stato utilizzato per scoprire numerosi mondi extra-solari, presi da soli forniscono informazioni limitate sulle proprietà fisiche di un pianeta. Tuttavia, continuano i ricercatori, nei rari casi in cui un esopianeta può essere rilevato utilizzando entrambe le tecniche è possibile determinarne molte più caratteristiche.

Gliese 486 b, o se preferite Toi-1827.01, è uno di questi rari casi. Grazie ai dati fotometrici ottenuti con il metodo dei transiti dal satellite Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) e a quelli spettroscopici ottenuti con il metodo delle velocità radiali dallo strumento Carmenes dell’osservatorio Calar Alto, in Spagna. Oltre a scoprirne l’esistenza, è stato possibile far luce su diverse proprietà del pianeta, quali il suo periodo orbitale, il raggio, la massa e la densità.

Secondo quanto riportato dal team, Gliese 486 b ha una massa che è quasi il triplo di quella della Terra – 2.82 volte maggiore, per essere precisi – e un raggio leggermente più grande, di 1.3 volte: dunque il pianeta ha una densità attorno ai 7 grammi per centimetro cubo, quasi uguale a quella della Terra – il che suggerisce una composizione analoga, di silicati e ferro. La sua temperatura di circa 420 gradi Celsius – solo leggermente inferiore a quella di Venere, il pianeta con la più elevata temperatura del Sistema solare – è dovuta al fatto che orbita vicino alla sua stella madre. Talmente vicino –  0.017 unità astronomiche – da compiere un giro completo in 1.48 giorni.

«Gliese 486 b non è caldo abbastanza per essere un mondo di lava, ma la sua temperatura di circa 700 kelvin lo rende adatto per studi di spettroscopia di emissione e di curve di fase volti alla ricerca di una atmosfera», osserva Trifonov. Considerata la sua relativa vicinanza alla Terra e la sua luminosità, studi futuri su questo pianeta potrebbero inoltre fornire preziose informazioni sull’abitabilità planetaria.

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