SIGLATA IL 18 GENNAIO SCORSO UNA DICHIARAZIONE D’INTENTI CON LA NASA

C’è anche l’Asi nella missione per i ghiacci marziani

L’Agenzia spaziale italiana è partner della missione robotica “Mars Ice Mapper” della Nasa per la mappatura del ghiaccio marziano, insieme all’agenzia giapponese Jaxa e a quella canadese Csa. Obiettivo: aiutare a individuare depositi di ghiaccio accessibili in vista di futuri siti di atterraggio sul Pianeta rosso. La sonda potrebbe essere pronta al lancio già dal 2026

     05/02/2021
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In questa rappresentazione artistica si mostrano quattro orbiter come parte del concept della missione International Mars Ice Mapper (I-Mim). In basso a sinistra, un orbiter passa sopra la superficie marziana, rilevando acqua ghiacciata nel sottosuolo attraverso uno strumento radar e una grande antenna riflettente. Attorno al pianeta, in orbita più elevata, altri tre satelliti per le telecomunicazioni, uno dei quali ritrasmette i dati verso la Terra. Crediti: Nasa

Anche l’Italia prenderà parte alla futura missione spaziale per la mappatura delle riserve di acqua e ghiaccio su Marte. È stata siglata a questo riguardo il 18 gennaio 2021 una dichiarazione d’intenti tra la Nasa e l’Agenzia spaziale italiana (Asi): insieme all’Agenzia spaziale canadese (Csa) e all’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa) si impegnano a consolidare il concept di missione robotica di mappatura del ghiaccio marziano nota come Mars Ice Mapper. Le quattro agenzie spaziali, di comune accordo, si occuperanno di sviluppare un piano di missione per valutare e definire i rispettivi ruoli e responsabilità e le opportunità di partnership con altre agenzie o privati.

Mars Ice Mapper mapperà dall’orbita i depositi sub-superficiali di ghiaccio di alcune regioni marziane, rilevandone la posizione, la profondità, l’estensione e l’abbondanza, a medie latitudini, fino a dieci metri di profondità. La scelta di mappare queste regioni risiede nel fatto che esse potrebbero essere scelte per le future missioni esplorative, incluse quelle con equipaggio.

La sonda fungerà anche da ripetitore orbitale per le comunicazioni delle future missioni marziane. L’orbiter che trasporta il radar potrebbe aiutare a identificare le proprietà delle polveri, del materiale roccioso sciolto – noto come regolite – e degli strati rocciosi che potrebbero influire sull’atterraggio e sull’accesso al ghiaccio. Inoltre, i dati acquisiti da Mars Ice Mapper sarebbero messi a disposizione della comunità scientifica internazionale, sia per la scienza planetaria che per le future missioni umane su Marte.

«La firma dello Statement of Intent per la missione Mars Ice Mapper», dice Raffaele Mugnuolo, capo ufficio Missioni robotiche di esplorazione dell’Asi, «è il primo passo per l’avvio di una collaborazione innovativa: per la prima volta la realizzazione di una missione di questo genere si basa sull’iniziativa comune di quattro partner come Nasa, Csa, Jaxa e Asi. La partecipazione alla missione Mars Ice Mapper è un segnale di continuità importante per l’Italia, ed è una opportunità unica per consolidare il nostro ruolo già acquisito in missioni di esplorazione di Marte come ExoMars e Mars Sample Return».

Mars Ice Mapper, se confermata, sarà la prima missione di questo decennio dedicata ad una ricognizione marziana per rispondere al quesito “what we need to know before we go” (cosa dobbiamo sapere prima di andare) – fondamentale per le future missioni – e potrebbe essere pronta al lancio già dal 2026.

«Oltre a sostenere i piani per le future missioni umane su Marte, conoscere meglio il ghiaccio sotterraneo offrirà significative opportunità per la scoperte scientifiche», aggiunge Eric Ianson, vicedirettore della Divisione per scienze planetarie della Nasa e direttore del programma di esplorazione su Marte. «La mappatura del ghiaccio d’acqua vicino alla superficie rivelerebbe una parte ancora nascosta dell’idrosfera marziana e degli strati al di sopra di essa, e questo può essere d’aiuto per ricostruire la storia del cambiamento ambientale su Marte e portarci a poter dare una risposta a domande fondamentali sull’eventuale presenza di vita microbica nel passato di Marte, se non addirittura nel presente».

Il ghiaccio è anche una risorsa naturale fondamentale che potrebbe fornire idrogeno e ossigeno per il carburante e per il supporto vitale. Il trasporto di acqua dalla Terra allo spazio profondo è estremamente costoso, quindi, una risorsa locale nello spazio è essenziale per un’esplorazione sostenibile.