DALLE REAZIONI NUCLEARI AI SITI ASTROFISICI IN CUI AVVENGONO

Un calendario celebra le grandi astrofisiche nucleari

Dodici mesi, dodici scienziate che hanno fatto la storia dell'astrofisica nucleare, dai primi studi sulla radioattività alle reazioni di fusione all'interno delle stelle. Sono le protagoniste del calendario 2021 creato dalla collaborazione Chetec Cost Action per onorare queste donne di scienza, alcune note e altre forse un po' meno, e ispirare le nuove generazioni. Da scaricare e stampare

     16/12/2020
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Copertina del calendario 2021 che celebra le donne di scienza fondatrici dell’astrofisica nucleare. Crediti: Cost Action Chetec

Quali sono i processi fisici che fanno brillare le stelle? Come vengono prodotti i diversi elementi della tavola periodica nel corso della storia dell’universo? Le risposte a queste domande, oggi alla base dell’astrofisica contemporanea, sono state articolate in realtà solo nel corso dell’ultimo secolo, grazie al lavoro collettivo di ricerca per svelare i misteri della nucleosintesi stellare, con contributi significativi da parte di donne scienziate di molti paesi del mondo.

Ed è proprio a dodici fondatrici dell’astrofisica nucleare che è dedicato un nuovo calendario per il 2021. Promosso dal progetto Chemical Elements as Tracers of the Evolution of the Cosmos (Chetec), una collaborazione internazionale finanziata dal programma Cost Actions, il calendario presenta ogni mese una scienziata la cui ricerca ha permesso la nascita e lo sviluppo di questo campo di studi variegato, creato dalla “fusione” tra la fisica nucleare teorica e sperimentale, l’astronomia osservativa, la modellistica astrofisica e la teoria cosmologica.

L’idea nasce un paio di anni fa, quando Maria Lugaro, ricercatrice al Konkoly Observatory dell’Accademia ungherese delle scienze e coordinatrice del progetto, invita le colleghe della collaborazione Chetec a scrivere le storie delle scienziate che avevano contribuito maggiormente all’astrofisica nucleare, originariamente per farne un poster da presentare a un convegno del settore.

«Ma quando in meno di un giorno la lista con i nomi delle grandi scienziate da voler inserire nel contributo aveva superato la decina, farne un calendario che ispirasse le nuove generazioni di donne e uomini interessati all’astrofisica ci è apparsa subito la cosa giusta», racconta Marcella Di Criscienzo, ricercatrice all’Inaf di Roma, che ha contribuito alla ricerca e stesura dei contenuti del calendario.

La collaborazione di decine di ricercatori e ricercatrici coinvolti nel progetto Chetec ha reso possibile non solo la realizzazione del calendario ma anche la traduzione in ben 24 lingue. «In questo modo potranno fruirne persone di molti paesi diversi», spiega Lugaro. La versione in italiano è disponibile qui.

L’iniziativa ripercorre la vita e la carriera di personaggi che hanno segnato la storia recente dell’astrofisica, con informazioni sulle loro scoperte ma anche sulla loro formazione ed eventuali difficoltà o discriminazioni subite. Si parte dall’immancabile Marie Skłodowska Curie, pioniera degli studi sulla radioattività e unica donna finora ad aver ricevuto due premi Nobel, per poi approfondire le vicende di scienziate come Lise Meitner e Maria Goeppert Meyer, tra le fondatrici della fisica nucleare, e astronome come Cecilia Payne Gaposchkin e Margaret Burbidge, che hanno fatto luce sulle abbondanze e meccanismi di formazione degli elementi all’interno delle stelle. Proseguendo nella lettura, si possono scoprire le storie di altre sette ricercatrici i cui nomi – Ştefania Mărăcineanu, Toshiko Yuasa, Georgeanne (Jan) Caughlan, Edith Alice Müller, Erika Böhm-Vitense, Dilhan Eryurt, Beatrice Tinsley – sono forse meno noti ai più ma che hanno lasciato contributi ugualmente notevoli per lo studio sia delle reazioni nucleari che dei luoghi nel cosmo in cui queste reazioni avvengono.

Le fotografie di Marie Skłodowska Curie che compaiono nel mese di gennaio del calendario, a inizio (in alto) e metà carriera (in basso)

«È stato interessante seguire la costruzione del calendario passo passo», dice Flavia Dell’Agli, anche lei ricercatrice all’Inaf di Roma, che si è occupata della traduzione della versione italiana insieme alla collega Maria Letizia Sergi dell’Università di Catania e Infn-Lns. «Venire a conoscenza di alcuni dettagli intimi, citazioni o episodi legati alla vita di queste donne eccezionali mi ha particolarmente emozionata, le ha rese in qualche modo più “umane” e “vicine” ma allo stesso tempo un meraviglioso esempio. Mi auguro possa suscitare lo stesso in chi avrà l’occasione di leggerlo. Alcune sono personalità meno note al grande pubblico ma non per questo meno interessanti. Penso e spero possa essere uno stimolo per le generazioni di ragazzi che si avvicinano alla scelta del loro percorso universitario».

Mese per mese, i testi sono accompagnati da immagini di archivio che ritraggono le scienziate sia all’inizio che a metà della loro carriera, mentre nelle pagine introduttive si trovano una serie di fotografie “in azione” – in laboratorio o in osservatorio. Le foto di inizio carriera sono state oggetto di cura particolare poiché, si legge nell’introduzione, vedere come appariva un premio Nobel a vent’anni “è importante quando si cerca di attirare giovani studiosi ventenni”.

«Nel momento della suddivisione dei compiti io dissi subito che avrei voluto contribuire al mese dedicato a Marie Skłodowska Curie (gennaio) perché ho una passione smisurata per lei fin da quando sono piccola», prosegue Di Criscienzo. «Fu mia mamma la prima persona a far nascere in me la curiosità per questa donna fantastica. Mia madre infatti è nata e cresciuta in Polonia e ricordo che la nominava spesso per far notare alla gente che incontrava qui in Italia che lei (poco amante dello sport e convinta atea) non era solo conterranea di Zbigniew Boniek (il calciatore) e di Karol Josef Wojtyła (il papa), ma anche di una grande donna di scienza di cui poco si parlava, secondo lei, in ambienti non scientifici: Panier (la signora) Skłodowska. Mi raccomando la ł [lettera che in polacco viene pronunciata in modo simile alla /u/ italiana o alla /w/ inglese, ndr] – mia mamma ci tiene molto».

Dalle ambizioni giovanili – diventare ingegnere nucleare – agli studi in astrofisica, quello che è certo è che la Signora Skłodowska è stata per Di Criscienzo un modello di ruolo femminile positivo e determinante. «Del resto questo è lo scopo di questo calendario», ci spiega, «incoraggiare ed educare le nuove generazioni di donne e di uomini omaggiando dodici grandi scienziate che si sono fatte strada, in molti casi a fatica, nell’astrofisica nucleare».

Spostandoci da un mese all’altro, Dell’Agli aggiunge: «Venendo dal mondo dell’evoluzione stellare, il mio mese preferito è maggio, quello dedicato ad Erika Böhm-Vitense».

E così, mentre volge al termine il difficile 2020 e ci prepariamo ad affrontare il nuovo anno, chi vorrà potrà farlo in buona compagnia, avvicinandosi a questi grandi personaggi di un passato non troppo lontano, sul cui lavoro si fonda tanta parte della ricerca astrofisica di oggi e di domani. Quale sarà il vostro mese preferito?

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