L’ULTIMO SALUTO DI BEPICOLOMBO AL NOSTRO PIANETA

Una fionda di nome Terra

Venerdì 10 aprile la sonda Esa/Jaxa BepiColombo sfreccerà ad appena 12700 km dal nostro pianeta. Una manovra gravitazionale pianificata in ogni dettaglio per instradare la navicella verso la sua orbita di destinazione, attorno a Mercurio. Per l’occasione, il team italiano Bep-It ha predisposto un tool pensato per chi volesse provare a osservare e fotografare la sonda durante la fase di massimo avvicinamento. Ce ne parla Carmelo Magnafico dell’Inaf Iaps di Roma

     01/04/2020
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10.04.2020, ore 06:25

Le tappe principali del viggio di BepiColombo verso Mercurio (cliccare per ingrandire). Crediti: Esa

L’appuntamento è all’alba. Alle 6:25 del 10 aprile, il venerdì di Pasqua. A quell’ora la sonda BepiColombo delle agenzie spaziali europea (Esa) e giapponese (Jaxa) – con destinazione finale i dintorni di Mercurio – si troverà ad appena 12700 km dalla Terra. Un soffio. Meno della metà dell’altitudine dei satelliti di navigazione Galileo, e circa un terzo di quelli in orbita geostazionaria. Pensate che solo il giorno prima, il 9 aprile, si troverà a oltre 500mila km, e il giorno successivo a oltre 300mila.

Una manovra complicatissima che utilizza il nostro pianeta come fionda gravitazionale per deviare la traiettoria di BepiColombo verso il centro del Sistema solare. Una manovra resa ancor più complessa del solito dalla situazione che si è venuta a creare – anche all’Esa – per l’epidemia di coronavirus, con il team costretto a lavorare riducendo al minimo le interazioni faccia a faccia, ma garantendo al tempo stesso che tutte le fasi del processo siano adeguatamente coperte.

La Terra e la Luna viste da BepiColombo il 5 marzo scorso. Crediti: Esa/BepiColombo/Mtm

«Man mano che l’evento si avvicina, questo sorvolo si carica di un carattere emotivo – oltre che scientifico – molto particolare. Proprio il nostro pianeta, in questo periodo tanto difficile, sarà la spinta per BepiColombo a raggiungere prima Venere e poi Mercurio. A tal riguardo un ringraziamento speciale va alle sedi Esa di Esoc ed Esac, che nonostante il lockdown in Germania e Spagna hanno garantito sicurezza e operatività scientifica alla missione, e stanno tuttora lavorando per far sì che gli scienziati europei e giapponesi ricevano i dati nel più breve tempo possibile», dice a Media Inaf Carmelo Magnafico, ricercatore all’Inaf Iaps di Roma e scienziato del team dello strumento Isa di BepiColombo. «I flyby sono tra le manovre interplanetarie più affascinanti. Si tratta per la sonda di “cadere” nel campo di gravità di un pianeta per sfruttarne l’energia gravitazionale e farla diventare energia cinetica: a seconda della traiettoria, la sonda può sia accelerare che frenare rispetto al Sole. Per fare questo, è importante essere precisi. Molto precisi: ogni errore può costare caro in termini di traiettoria».

«Questo primo flyby di BepiColombo è un evento che aspettiamo con particolare ansia. Sarà infatti l’occasione per testare per la prima volta alcuni strumenti a bordo in condizioni quasi nominali: Isa e Serena, e in parte anche il Ka-transponder di More, saranno operativi», continua Magnafico. «Ma per la comunità di BepiColombo un flyby è anche un tributo. Infatti fu proprio Giuseppe (Bepi) Colombo, il matematico e “meccanico celeste” padovano a intuire quanto con i flyby si potesse risparmiare carburante. Il brillante scienziato convinse la Nasa a sfruttare il passaggio radente del Mariner 10 proprio con Mercurio, per modificare l’orbita della sonda e sorvolare altre tre volte il pianeta. Dopo Giuseppe Colombo gli swing-by – o fionda gravitazionale, o flyby – sono diventati prassi nella progettazione dei viaggi interplanetari, tanto che essi vengono compiuti anche con lo stesso pianeta Terra come primo passo verso pianeti più lontani. BepiColombo, infatti, con questa manovra risparmierà ben 450 kg di propellente».

Il “flyby calculator” sviluppato dal gruppo italiano Bep-It (cliccare per aprirlo)

Ma c’è di più: questa del 10 aprile sarà l’ultima opportunità che avremo di vedere BepiColombo dalla Terra. «La sonda, durante il flyby, sarà particolarmente brillante: visibile, se non ad occhio nudo, con un semplice binocolo», spiega Magnafico. «Sarà dunque un’alba molto speciale, quella del 10 aprile, che noi di BepiColombo aspetteremo vigili, con un occhio in cielo e uno sullo schermo in attesa dei primi dati».

Visto dall’Italia, in realtà, il flyby avverrà a un’elevazione molto bassa, ma per chi sta più a sud qualche possibilità c’è. Proprio per aiutare chi volesse tentare di osservare – e magari fotografare – dal proprio balcone il passaggio della sonda, il gruppo italiano di outreach della missione Bep-it ha sviluppato e messo in rete un tool che indica – per ogni punto della Terra – elevazione, azimut e soprattutto magnitudine apparente della sonda. Lo trovate alla pagina bepicolombo.iaps.inaf.it/#flybyinfo.

Per saperne di più:

Guarda il “piano di volo” di BepiColombo verso Mercurio: