CITIZEN SCIENCE CONTRO L’INQUINAMENTO LUMINOSO

#Scienzasulbalcone

Sui balconi d’Italia arriva un flash-mob per contribuire a un esperimento di scienza partecipata e sensibilizzare i cittadini dello Stivale al fenomeno dell'inquinamento luminoso. Appuntamento sul balcone da lunedì 23 a mercoledì 25 marzo, alle 21. Luca Perri: «Ora però dovete partecipare!»

     21/03/2020

Dal 23.03.2020 al 25.03.2020

Crediti: Consiglio Nazionale delle Ricerche.

In questi giorni strani che il mondo sta vivendo, gli italiani si sono dati più volte appuntamento alla finestra o sui balconi per realizzare insieme semplici azioni che li facessero sentire parte di una comunità. Isolati ma prossimi. 

E in tanti nei giorni scorsi hanno provato a illuminare il cielo notturno con la torcia del proprio smartphone, in attesa di essere paparazzati da un satellite di passaggio. Forse ignari del fatto che il baluginio di un piccolo led non può essere visto dalla tecnologia in orbita attorno al nostro Pianeta. Così Luca Perri, astrofisico e divulgatore scientifico che da anni conduce una guerra gentile contro le bufale in rete, con Alessandro Farini, ricercatore dell’Istituto nazionale di ottica del Cnr, e Luca Balletti, matematico e divulgatore scientifico, hanno pensato a un flash-mob più rigoroso e scientifico.

«Abbiamo pensato di chiedere agli italiani di uscire nuovamente sul balcone, ma questa volta per fare un esperimento di citizen science, la scienza fatta con e grazie ai cittadini», spiega Perri a Media Inaf. «L’esperimento si chiama Scienza sul Balcone, e consiste nello scaricare una semplice app gratuita e misurare la luminosità del cielo della vostra zona sfruttando il sensore di luminosità del vostro smartphone. Siccome smontando la bufala della foto degli schermi dei cellulari visti dal satellite sono stato accusato di tradimento della Patria e di aver attentato al senso di unità nazionale, ho deciso di fare ammenda e rimediare», prosegue ironico. «Ora però dovete partecipare!».

Balconi di tutta Italia uniti nel nome della scienza, dunque. Nelle sere di lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 marzo alle 21, tutti i cittadini volonterosi possono darsi appuntamento sul balcone o alla finestra per misurare la luminosità del cielo notturno sopra la propria abitazione. Che siate utenti Androd o iOS, sul sito dell’iniziativa trovate tutte le istruzioni per partecipare a questo insolito esperimento di scienza partecipata.

È necessario installare sul proprio smartphone un’applicazione gratuita, spegnere le luci, affacciarsi sul balcone e avviare l’applicazione orientando lo schermo verso l’alto. Penna e taccuino  alla mano, prendete nota della misura rilevata e riportatela sul sito del progetto. Il modo migliore per partecipare è effettuare la misurazione tutte e tre le sere e trascrivere le misurazioni nell’apposito form entro giovedì 26 marzo. Grazie alle rilevazioni raccolte in ogni angolo della penisola isole comprese, sarà possibile ricostruire una mappa dell’inquinamento luminoso in Italia e contribuire così a produrre una pubblicazione scientifica sull’argomento.

Negli ultimi decenni si è registrato un costante incremento della luce presente nell’ambiente notturno dovuto all’eccessiva illuminazione artificiale delle città: una vera e propria forma di inquinamento, come spesso ricorda la comunità degli astronomi, che non solo compromette la nostra visione dell’universo ma rappresenta anche un problema ambientale, economico, di sicurezza e di salute pubblica.

In linea con il paradigma della citizen science, il progetto #scienzasulbalcone rivolge alla popolazione un invito a partecipare in modo concreto a un progetto di ricerca e rendere possibile una vasta raccolta di dati altrimenti irrealizzabile. E approfittare di questo momento in cui si è in casa per fare qualcosa di utile e significativo per la comunità scientifica e la collettività partecipando a un progetto scientifico di alto impatto sociale, è senz’altro un’ottima idea. 

Il problema dell’inquinamento luminoso in Italia è reale: secondo lo studio condotto nel 2019 da CieloBuio Coordinamento per la protezione del cielo notturno con l’Osservatorio Conti Pubblici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore il ricorso all’illuminazione pubblica in Italia è eccessivo: ordinando le province europee per quantità di illuminazione pubblica sprecata pro capite dalla più virtuosa alla meno virtuosa, solo tre province italiane rientrano nella prima parte della classifica mentre ben 58 province italiane su 110 possono anche dire addio al cielo stellato.

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