CON UNA MASSA 10 VOLTE QUELLA DI GIOVE

Baby pianeta a 330 anni luce dal Sistema solare

Utilizzando i dati ottenuti dalla missione Gaia dell'Agenzia spaziale europea, un team di ricercatori del Rochester Institute of Technology ha scoperto un giovane esopianeta gigante a 330 anni luce dal Sistema solare: il più giovane esopianeta conosciuto vicino alla Terra. I dettagli su Research Notes of the American Astronomical Society

     12/02/2020
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Rappresentazione artistica di 2MASS 1155-7919 b, il giovane esopianeta gigante scoperto dai ricercatori del Rit. Il pianeta è 10 volte più massiccio di Giove e orbita attorno alla sua stella ospite, 2MASS 1155-7919, a una distanza che è quasi 600 volte quella della Terra attorno dal Sole. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/R. Hurt (Ssc-Caltech)

2MASS 1155-7919 b, si chiama così il baby esopianeta gigante che gli scienziati del Rochester Institute of Technology (Rit) hanno scoperto nella costellazione del Camaleonte, a 330 anni luce dal nostro Sistema solare, una distanza che ne fa il più vicino giovane esopianeta gigante finora conosciuto.

La scoperta, pubblicata su Research Notes of the American Astronomical Society (Rnaas), è stata effettuata da un team di ricercatori guidato da Annie Dickson Vandervelde grazie ai dati ottenuti dalla missione Gaia dell’Agenzia spaziale europea e raccolti nel più dettagliato e più grande catalogo esistente prodotto sino ad oggi dalla missione: la data release 2 (Dr2).

Il baby pianeta gigante orbita attorno a 2MASS J1155-7919 – una stella di circa 5 milioni di anni, quasi mille volte più giovane del nostro Sole – a una distanza 600 volte quella della Terra dal Sole. Come questo giovane mondo alieno gigante possa essere finito così lontano dalla sua giovane stella progenitrice è un mistero che gli scienziati sperano di risolvere in futuro attraverso l’imaging di follow-up e la spettroscopia.

«L’oggetto fioco e freddo che abbiamo trovato è molto giovane e solo 10 volte la massa di Giove, il che significa che probabilmente stiamo guardando un pianeta neonato, forse ancora in corso di formazione», ha affermato Annie Dickson-Vandervelde, dottoranda al Rochester Institute of Technology e prima autrice della nota di ricerca che ne riporta la scoperta. «Anche se molti altri pianeti siano stati scoperti attraverso la missione Kepler e altre missioni simili», continua la giovane ricercatrice, «quasi tutti sono “vecchi” pianeti. Questo è anche solo il quarto o quinto esempio di un pianeta gigante così lontano dalla sua stella madre. I fisici teorici stanno tentando di spiegare come si sono formati o finiti lì».

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