VERSO LA DEFINIZIONE DI MODALITÀ DI LAVORO CONDIVISE

Starlink e radioastronomi, c’è coordinamento

Quali sono i piani per mitigare l’impatto della rete di satelliti Starlink sulle osservazioni radioastronomiche da Terra? Media Inaf lo ha chiesto direttamente a SpaceX. Nell’articolo, la risposta rassicurante dell’azienda aerospaziale e una comunicazione dell’Nrao sullo stato delle collaborazioni in essere

La comunità radioastronomia USA sta lavorando con l’industria delle comunicazioni per preservare le osservazioni dell’Universo  radio da Terra. Crediti: Nrao/Aui/Nsf; J. Hellerman

Nell’ultima settimana, il nostro articolo su Starlink – la costellazione di 12mila satelliti che Elon Musk sta mettendo in orbita per garantire la copertura internet a banda larga su scala planetaria – non è stato l’unico a presentare perplessità da parte della comunità astronomica sulla rete di satelliti per uso commerciale che potenzialmente potrebbe disturbare le osservazioni scientifiche da Terra.

È di sabato scorso, per esempio, un articolo del New York Times nel quale sono presentate le preoccupazioni per le osservazioni ottiche e radio da Terra. E due giorni dopo, lunedì 3 giugno, uno statement dell’International Astronomical Union (Iau): «L’Unione astronomica internazionale è preoccupata per queste costellazioni satellitari. L’organizzazione, in generale, abbraccia il principio di un cielo oscuro e radio-silenzioso, essenziale non solo per far progredire la nostra comprensione dell’universo di cui facciamo parte, ma anche come risorsa per tutta l’umanità e per la protezione della fauna notturna. Ancora non conosciamo l’impatto che avranno migliaia di questi satelliti visibili sparsi nel cielo notturno, e nonostante le loro buone intenzioni queste costellazioni satellitari potrebbero rappresentare una minaccia per entrambe».

A seguito delle apprensioni dei nostri radioastronomi pubblicate la scorsa settimana, Media Inaf ha contattato direttamente SpaceX per sapere quali siano le frequenze della banda Ku che Starlink intende lasciare libere per applicazioni radioastronomiche e, più in generale, quali siano i piani previsti per mitigare l’impatto della rete di satelliti sulle osservazioni astronomiche da Terra.

Sebbene non ci sia ancora stata fornita un’indicazione precisa sulle frequenze che – come dichiarato in un tweet dello stesso Elon Musk – verranno evitate, la risposta di SpaceX conferma però che molto si sta facendo, in sinergia con il National Radio Astronomy Observatory (Nrao), il Green Bank Observatory (Gbo) e la National Science Foundation, affinché la rete di satelliti non costituisca un problema per le osservazioni astronomiche da Terra. «SpaceX si sta già coordinando con la comunità europea di radioastronomia», rassicura infatti Eva Behrend, senior manager dell’azienda aerospaziale statunitense, nella risposta inviata a Media Inaf, «e sono già attive discussioni con le parti interessate negli Stati Uniti per identificare in modo proattivo le modalità con le quali lavorare insieme per proteggere le attività radioastronomiche critiche. Sono incluse Nrao, Gbo e National Science Foundation».

Rassicurante anche la comunicazione rilasciata la scorsa settimana da Tony Beasley, direttore dell’Nrao. «Recenti articoli sulla pianificazione di costellazioni di satelliti per comunicazioni, inclusa la proposta Starlink di SpaceX, hanno evidenziato i potenziali impatti che questi sistemi potrebbero avere sulla radioastronomia. Per decenni il National Radio Astronomy Observatory degli Stati Uniti e il Green Bank Observatory, in collaborazione con la National Science Foundation, hanno lavorato per garantire che le innovazioni nel campo delle comunicazioni possano progredire garantendo la nostra capacità di esplorare l’universo dalla Terra e condurre ricerche fondamentali attraverso la radioastronomia. Venendo a tempi più recenti, Nrao e Gbo stanno lavorando direttamente con SpaceX per analizzare congiuntamente e ridurre al minimo qualsiasi impatto potenziale derivante dal sistema Starlink da loro proposto».

«Queste discussioni sono risultate fruttuose e stanno fornendo valide linee guida che potrebbero essere prese in considerazione anche da altri sistemi simili», continua Beasley. «A oggi, SpaceX ha dimostrato rispetto e attenzione per le nostre preoccupazioni, e dato il suo sostegno all’astronomia. Questo include un protocollo concordato per monitorare l’impatto e affrontare i problemi sia delle strutture di ricerca all’avanguardia dell’Nrao, sia presenti che future. Continuiamo a monitorare, analizzare e discutere i parametri in evoluzione del sistema di SpaceX. Tra le molte proposte in esame ci sono zone di esclusione e altre di attenuazione, attorno alle attuali strutture radioastronomiche della National Science Foundation e ai siti previsti per le future antenne del Next Generation Very Large Array. Stiamo inoltre collaborando con i nostri partner internazionali, incluso lo Square Kilometer Array, per presentare le loro preoccupazioni».