LA SONDA ALLUNERÀ AD APRILE

Israele in volo verso la Luna

È partita la mattina del 22 febbraio con un razzo Space X la navicella spaziale Beresheet, prima missione lunare israeliana. È la più leggera ed economica mai progettata per atterrare sul nostro satellite, ed è quasi interamente finanziata da privati

Da Twitter @TeamSpaceIL

C’era anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu, questa notte, al centro di controllo presso la sede delle Israel Aerospace Industries, nella città di Yehud, fra le centinaia di persone che hanno sacrificato il sonno per potere assistere al lancio – avvenuto con successo – della prima missione israeliana verso la Luna: una navicella spaziale da 160 chili (600 con il carburante), alta un metro e mezzo e larga due, denominata Beresheet.

Dopo un viaggio di sette settimane, abbandonando progressivamente l’orbita terrestre per essere catturata dalla gravità del nostro satellite naturale, la sonda dovrebbe posarsi sul suolo lunare l’11 aprile prossimo nella piana lavica del Mare Serenitatis, vicino al sito d’atterraggio della missione Apollo 17. Se avrà successo, Israele diventerà il quarto stato a compiere un allunaggio controllato, dopo Russia, Usa e Cina.

Beresheet (o Bereshit) è la traslitterazione dell’ebraico “in principio” dal Libro della Genesi e, in effetti, la missione israeliana conta un grande numero di novità. Innanzitutto è la prima missione al di fuori dell’orbita terrestre (quasi) esclusivamente privata.

L’idea nacque da tre giovani ingegneri israeliani che nel 2011 fondarono l’organizzazione non profit SpaceIL per partecipare al Google Lunar X Prize, i cui 30 milioni di dollari in palio non hanno visto vincitore.

Il progetto è poi continuato autonomamente, raddoppiando in dimensioni, grazie alle donazioni di ricchi uomini d’affari e alla partnership con le Israel Aerospace Industries, che hanno materialmente costruito la navicella. Dei 100 milioni di dollari di costo complessivo, solamente 2 milioni sono stati devoluti dal governo israeliano, secondo quanto riporta un esauriente articolo del quotidiano The Times of Israel.

Il percorso da 6.5 milioni di chilometri che la sonda percorrerà prima di allunare. Crediti: SpaceIL

Il lancio è stato effettuato dalla base di Cape Canaveral in Florida, con un vettore Falcon 9 della SpaceX. Il razzo, riutilizzato per terza volta, trasportava anche un satellite indonesiano per le telecomunicazioni e un veicolo spaziale sperimentale dell’aviazione militare statunitense.

Una volta atterrata, Beresheet concluderà la sua missione sul suolo selenitico nel giro di pochi giorni, al massimo tre dicono dalla missione.

Nel tempo concesso prima che la forte radiazione solare “frigga” i componenti, in particolare quelli per le comunicazioni, la sonda effettuerà delle misurazioni del campo magnetico con uno strumento sviluppato dal Weizmann Institute of Science in collaborazione con la statunitense Università della California. Pur nel breve lasso di tempo, secondo i ricercatori i dati raccolti potrebbero fornire informazioni cruciali sul nucleo ferroso della Luna.

I tre fondatori della SpaceIL inseriscono una “capsula del tempo” nel lander lunare Beresheet, in preparazione al lancio. Crediti: SpaceIL

Beresheet trasporta anche una porzione miniaturizzata di cultura umana, sotto forma di un disco contenente 30 milioni di pagine di informazioni, così come una capsula del tempo con simboli culturali israeliani e una Bibbia.

Con il compimento di questa coraggiosa missione a bassissimo costo, l’organizzazione SpaceIL vedrà raggiunto il proprio scopo statutario.

Tuttavia, l’entusiasmo e l’esperienza maturata nel suo sviluppo potranno portare le aziende israeliane ad avere un ruolo nella nicchia del mercato spaziale per gli allunaggi robotici economici, con i quali sia agenzie governative che privati potrebbero inviare strumentazione di vario tipo sul nostro satellite.

Correzione del 25.02.2019: il sito di atterraggio previsto è nel Mare Serenitatis e non nel Mare Tranquillitatis come erroneamente indicato in una precedente versione