IL ROVER NON RISPONDE DAL GIUGNO 2018

Si avvicina lo shutdown per Oppy

Il Jpl della Nasa non ha perso le speranze, ma queste sono le ultime settimane utili per cercare di riattivare il robot semovente Opportunity, arrivato su Marte 15 anni fa e da cui non si ricevono più segnali da oltre sette mesi

L’antenna da 34 metri di Goldstone, una delle principali del Deep Space Network, si trova nel deserto del Mojave in California (Usa). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Non si danno per vinti gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena, in California (Usa), che, proprio a ridosso del 15° anniversario dello sbarco su Marte del rover Opportunity, comunicano di avere iniziato una nuova procedura per cercare di risvegliare il robottino.

Invece di istruzioni “sweep and beep”, a cui il rover dovrebbe rispondere con un beep di ritorno, il nuovo set di comandi che i tecnici Nasa hanno iniziato a inviare attraverso le antenne del Deep Space Network prevede istruzioni per utilizzare i sistemi di comunicazione radio di backup e per resettare il clock interno del computer di bordo.

L’ultima comunicazione di Opportunity con la Terra risale infatti al 10 giugno 2018, nel periodo in cui anche attorno al rover imperversava una potente tempesta di sabbia durata diverse settimane. La polvere ha con ogni probabilità ricoperto i pannelli solari, impedendo la ricarica delle batterie, unica sorgente di energia a bordo.

«Negli ultimi sette mesi abbiamo tentato di contattare Opportunity più di 600 volte, ma non abbiamo mai avuto risposta», ha detto John Callas, project manager di Opportunity al Jpl. «Anche se le probabilità di ristabilire il contatto stanno diminuendo di giorno in giorno, abbiamo intenzione di continuare a perseguire ogni soluzione logica finché sarà possibile».

Il fattore tempo è essenziale per il team di Opportunity. Mentre sta terminando la stagione dei forti venti che possono ripulire i pannelli solari dalla polvere (come già successo in passato in diverse occasioni), su Marte sta arrivando l’inverno australe, che porta con sé temperature estremamente basse, suscettibili di causare danni irreparabile ai componenti elettronici e alle batterie del rover se questo non è alimentato.

Un autoritratto del Mars Exploration Rover Opportunity scattato a fine marzo 2014 (dx) mostra che gran parte della polvere depositata su pannelli solari del rover nel gennaio 2014 (sx) è stata rimossa dal vento. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.

Nel caso in cui il rover risponda a una delle sequenze inviate da terra, gli ingegneri potranno tentare un recupero della sonda; altrimenti dal quartier generale della Nasa arriverà, prima o dopo, la decisione di dichiarare terminata la missione, comunque andata oltre ogni più rosea aspettativa.

Una decisione temporaneamente sospesa anche a causa del parziale shutdown delle attività del governo federale Usa, che fino a venerdì scorso ha coinvolto anche la Nasa, assieme ad altre agenzie governative.