NON COMPAIONO IN NESSUN CATALOGO

Viste le galassie “buie”

Un team di astronomi guidato da Raffaella Anna Marino e Sebastiano Cantalupo del Politecnico di Zurigo ha recentemente scoperto, grazie a quasar impiegati come ”fari cosmici”, dieci galassie primitive e povere di stelle

     24/05/2018

Crediti: Eso, Digitized Sky Survey 2 e S. Cantalupo, Ucsc

Osservate le galassie “buie”, formate quando l’universo era ancora molto giovane e le stelle erano ancora rare. Il risultato, importante per capire come il gas interstellare ha fatto “accendere” le prime stelle, è pubblicato sull’Astrophysical Journal e si deve agli astrofisici italiani Raffaella Anna Marino e Sebastiano Cantalupo, che lavorano nel Politecnico di Zurigo.

Dopo avere osservato 200 oggetti cosmici, i ricercatori sono riusciti a vedere ben dieci galassie primitive e povere di stelle, illuminate dalla luce emessa da alcuni quasar, ossia da nuclei galattici attivi molto luminosi distanti miliardi di anni luce dalla Terra. Trovarle è stato possibile grazie allo strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer), del Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso.

«Abbiamo trovato galassie che non apparivano nei cataloghi conosciuti e, per farlo, abbiamo utilizzato i quasar come fari», ha detto all’Ansa Raffaella Anna Marino. Gli astrofisici italiani le hanno chiamate oscure «perché sono appena visibili». Non hanno, infatti, quasi per nulla stelle, emettono poca luce e questo le rende difficili da studiare.

«Per osservarle abbiamo utilizzato una nuova tecnica basata sullo strumento Muse del telescopio Vlt. Le abbiamo osservate – ha aggiunto Marino – proprio quando al loro interno stavano nascendo le prime stelle”. I ricercatori italiani adesso guardano avanti. «Il nostro prossimo passo – ha concluso – è vedere con altri telescopi se queste galassie emettono anche altri tipi di radiazioni, oltre alla luce visibile che abbiamo osservato».

Per saperne di più:

  • Leggi su The Astrophysical Journal l’articolo “Dark Galaxy Candidates at Redshift ~3.5 Detected with MUSE“, di Raffaella Anna Marino, Sebastiano Cantalupo, Simon J. Lilly, Sofia G. Gallego, Lorrie A. Straka, Elena Borisova, Roland Bacon, Jarle Brinchmann, C. Marcella Carollo, Joseph Caruana, Simon Conseil, Thierry Contini, Catrina Diener, Hayley Finley, Hanae Inami, Floriane Leclercq, Sowgat Muzahid, Johan Richard, Joop Schaye, Martin Wendt, Lutz Wisotzki