POTREMO STUDIARNE L’ATMOSFERA IN CONTROLUCE

Giovedì notte Tritone occulta una stella

All'una e 51 della notte fra il 5 e il 6 ottobre telescopi puntati sulla più grande fra le lune di Nettuno: grazie al transito davanti a una stella, avremo un’opportunità imperdibile per analizzarne l’atmosfera. I dati della missione Esa Gaia consentono di pianificare con precisione l’osservazione del fenomeno, possibile anche con telescopi amatoriali

     04/10/2017

La zona da cui sarà possibile osservare il fenomeno (cliccare per ingrandire). Crediti: Google, INEGI, ORION-ME; annotazioni: ERC Lucky Star project

Nella notte fra giovedì 5 e venerdì 6 ottobre la stella UCAC4 410-143659 (un astro relativamente brillante situato nella Costellazione dell’Acquario, di magnitudine visuale pari a circa 12.6) verrà occultata dal satellite principale di Nettuno, Tritone. L’occultazione – osservabile da tutta l’Italia – non sarà visibile a occhio nudo, ma sarà alla portata anche dei telescopi amatoriali. L’appuntamento è previsto per le 23:51:24 UT, corrispondenti alle 01:51:24 ora italiana, e la durata dell’evento (in Italia intorno ai due minuti) dipenderà dal luogo di osservazione. L’occultazione stellare sarà osservabile da Terra su una lunga fascia che va dagli Stati Uniti all’Europa (qui i contorni sulla mappa interattiva).

Durante l’occultazione, la luce della stella passerà attraverso l’atmosfera di Tritone dando origine a un processo di rifrazione. Da questo oscuramento sarà possibile derivare informazioni sulla densità, sulla pressione e sul profilo di temperatura dell’atmosfera del satellite.

Per ottenere dei buoni risultati è necessaria una grande precisione sia temporale sia spaziale, dovendo essere ben allineati sulla linea di vista tra le stella e Tritone e il più vicino possibile ala linea centrale nella fascia di osservabilità del fenomeno (vedi figura qui sopra), sulla cui determinazione l’incertezza era in passato superiore ai mille chilometri. Grazie alla possibilità di avere a disposizione i dati sui moti propri delle stelle e sulle loro distanze del telescopio spaziale Gaia, sarà possibile predisporre le osservazioni astronomiche con un’altissima precisione.

«Riconoscendo l’importanza di questo evento per lo studio dei corpi minori del Sistema solare», dice a Media Inaf Antonella Vallenari, astronoma all’Inaf di Padova e nel Consorzio Esa/Gaia, «il consorzio Gaia ha deciso di rilasciare in anticipo rispetto alla pubblicazione dei dati Gaia (DR2, prevista per aprile 2018) una versione preliminare dei risultati astrometrici di circa 120 stelle nella regione intorno alla stella occultata da Tritone, per permetterne l’osservazione della sua atmosfera».

Tritone visto dalla sonda Voyager 2. Crediti: NASA/JPL

Con i suoi circa 2700 chilometri di diametro, in termini di dimensioni Tritone è di poco più piccolo della Luna, ed è quasi identico a Plutone. Come quest’ultimo possiede una tenue atmosfera di azoto. In occasione dell’occultazione, l’interesse degli astronomi è rivolto proprio alla possibilità di osservare l’atmosfera di Tritone e le sue trasformazioni, già oggetto di studio negli ultimi decenni.

La prima osservazione diretta dell’atmosfera di Tritone venne fatta nel 1989 dalla sonda Nasa Voyager 2 (vedi immagine qui a fianco). In quell’occasione si scoprì che era estremamente tenue e si estendeva per circa 800 chilometri sopra la superficie del satellite, con una temperatura che si aggirava intorno ai 38 gradi Kelvin (-235 °C). Otto anni dopo, nel 1987, un’occultazione permise agli astronomi di effettuare nuovamente alcune misure con lo Hubble Space Telescope, e inaspettatamente si scoprì che la temperatura dell’atmosfera di Tritone era aumentata del 5 per cento: valore che indicava un riscaldamento considerevole, non si sa se dovuto a cicli stagionali o a una variazione del volume dell’atmosfera stessa. Certamente, un’analoga variazione di temperatura nell’atmosfera terrestre avrebbe comportato enormi cambiamenti climatici sul nostro Pianeta.

L’occultazione di giovedì 5 ottobre rappresenta un’occasione ottimale per poter capire qualcosa in più sul misterioso stato dell’atmosfera del satellite nettuniano. Le osservazioni del fenomeno saranno coordinate da Bruno Sicardy (Université Pierre et Marie Curie and Observatoire de Paris), coordinatore scientifico del progetto Erc Lucky Star sullo studio degli oggetti trans-nettuniani.

L’occultazione di una stella da parte di Tritone. Crediti: ESA/ATG medialab

Numerose osservazioni sono già state pianificate in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Spagna Regno Unito, Svizzera e ovviamente anche in Italia, sia a livello professionale che amatoriale. Gli occhi attenti degli astronomi – e i loro Ccd – saranno puntati fra gli altri dall’Osservatorio astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta, da cui seguirà l’evento lo stesso Bruno Sicardy, e dagli osservatori astronomici Inaf di Catania e di Asiago.

«Sebbene di un certo effetto, non sarà la sparizione o l’attenuazione della luce della stella in sé a essere interessante», spiega a Media Inaf Giuseppe Altavilla, tecnologo allo Space Science Data Center dell’Asi e all’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Roma, «ma le informazioni che tempi e modalità dell’occultazione potranno dare circa l’accuratezza delle effemeridi e circa l’atmosfera di Tritone, che si frapporrà tra noi e la stella subito prima e subito dopo l’effettiva occultazione. Il ruolo di Gaia in questo fenomeno è dato dall’accuratezza delle sue misure, che permette di dare parametri molto precisi all’evento».

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