GRAZIE ALLE FOTO DALLA ISS

L’inquinamento luminoso visto dallo spazio

Un team di scienziati dell’Università Complutense di Madrid in Spagna, del Cégep de Sherbrooke in Canada, e un gruppo di volontari hanno dato il via a un progetto chiamato Cities at Night per monitorare il fenomeno dell’inquinamento luminoso, sfruttando le tantissime immagini scattate negli anni dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. I primi risultati presentati all'Assemblea Generale della IAU a Honolulu, Hawaii

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 Milano ripresa dalla ISS nel 2012 dall'astronauta André Kuipers dalla ISS. Si nota una colorazione alquanto variegata dell'illuminazione stradale, indice di diversi tipi di lampade utilizzate. Crediti: NASA/ESA


Milano ripresa dalla ISS nel 2012 dall’astronauta André Kuipers dalla ISS. Si nota una colorazione alquanto variegata dell’illuminazione stradale, indice di diversi tipi di lampade utilizzate. Crediti: NASA/ESA

L’inquinamento luminoso che ormai affligge praticamente tutte le aree urbanizzate del pianeta è un tema di attualità e ovviamente è particolarmente sentito tra gli astronomi, sempre alla ricerca di cieli dove le uniche sorgenti di luce siano stelle e pianeti. Un team di ricercatori dell’Università Complutense di Madrid in Spagna, del  Cégep de Sherbrooke in Canada, e un gruppo di volontari hanno dato il via a un progetto chiamato Cities at Night proprio per monitorare il fenomeno dell’inquinamento luminoso, sfruttando un punto di vista privilegiato: quello dallo spazio. L’idea infatti è produrre una mappa globale a colori della Terra in notturna, sfruttando le tantissime immagini scattate negli anni dagli astronauti a bordo della Stazione spaziale Internazionale. A partire dal luglio del 2014 sono state acquisite, catalogate e georeferenziate, ossia identificate con i loro esatti valori di latitudine e longitudine, oltre 130.000 foto di località terrestri. Praticamente l’intero archivio ad alta risoluzione della ISS. Per rendere poi omogenea la mappa risultate, ciascuno scatto è stato calibrato utilizzando come riferimento le stelle sullo sfondo della Stazione Spaziale Internazionale.

«Studiare l’inquinamento luminoso dallo spazio ha molti vantaggi» ha detto a Media INAF Alejandro Sanchez de Miguel, dell’Università Complutense di Madrid e del Cégep de Sherbrooke, che ha presentato oggi i primi risultati di questo lavoro all’Assemblea Generale della IAU in corso a Honolulu, Hawaii. «Innanzi tutto si possono osservare grandi aree del pianeta, ma anche seguire l’evoluzione nel tempo delle sorgenti di inquinamento. In più, grazie alle immagini della ISS, è possibile perfino ricavare il tipo di spettro della luce che genera l’inquinamento».

Le informazioni raccolte dal progetto, implementate con i dati del Suomi National Polar-orbiting Partnership Satellite hanno permesso agli scienziati di scoprire che le città delle nazioni europee con il più alto debito pubblico sono proprio quelle che detengono il record del più alto consumo di energia per l’illuminazione stradale pro-capite. Una cifra stimata, solo per l’Unione Europea, in ben 6,3 miliardi di euro l’anno.

«Questo riguarda solo l’inquinamento luminoso diretto – prosegue Sanchez de Miguel – ma ora noi siamo in grado di studiare anche la distribuzione della luce diffusa dall’atmosfera e ricostruire accurate mappe della brillantezza del cielo proprio grazie al contributo delle osservazioni da satellite, cosa che prima era possibile solo grazie a modelli teorici».

L'astronauta italiana Samantha Cristoforetti è l'autrice di questa immagine di Milano, scattata appena qualche mese fa dalla ISS. Il centro della città mostra ora una colorazione decisamente azzurrina, prodotta dalle luci LED che hanno rimpiazzato le lampade tradizionali. Crediti: NASA/ESA

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti è l’autrice di questa immagine di Milano, scattata appena qualche mese fa dalla ISS. Il centro della città mostra ora una colorazione decisamente azzurrina, prodotta dalle luci LED che hanno rimpiazzato le lampade tradizionali.
Crediti: NASA/ESA

Nella sua presentazione, il ricercatore ha messo a confronto anche due immagini di Milano prese dalla ISS nel 2012 e nel 2015, evidenziando come sia cambiata in soli tre anni la vista della città dallo spazio. «La variazione è dovuta all’avvento dell’illuminazione con i LED, che sta soppiantando le luci tradizionali – spiega Sanchez. L’immagine più recente mostra infatti un maggior contenuto di luce blu, distribuito uniformemente su tutta la città. In precedenza, l’illuminazione era data da una miscela di colori, indizio dell’uso di vari tipi di lampade».

Insomma, cambia il colore delle luci, forse si riducono un po’ i consumi, ma quello che davvero serve per ridurre seriamente l’inquinamento luminoso è, banalmente, un uso più intelligente e responsabile dell’illuminazione artificiale.