ANCORA POCHE LE ASTRONAUTE

Donne e spazio, una strada in salita

Dalla totale cancellazione delle candidate al programma Mercury fino ai giorni nostri, la presenza femminile negli equipaggi spaziali sta lentamente crescendo. Ma nei futuri viaggi spaziali la parità di genere sarà una necessità, non una scelta. Con il consenso dell'autrice, Patrizia Caraveo, vi riproponiamo quest'articolo apparso ieri sul Sole 24 Ore

Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Crediti: ESA

Ci sono voluti decenni per convincere le agenzie spaziali che le donne sono perfettamente adatte alla carriera dell’astronauta. All’inizio la cosa era considerata una stravaganza e la Nasa ha ostinatamente chiuso le porte alle donne aviatrici che si erano fatte avanti, dopo avere superato gli stessi test psicofisici dei candidati maschi. Le signore erano 13 e il tutto avveniva all’inizio del progetto Mercury: la loro storia e ben raccontata nel libro Mercury 13.

È una vicenda di ordinario maschilismo che si è dipanata in una società intrisa di pregiudizi dove gli astronauti erano eroi, ma non potevano essere donne. E’ una storia triste, ma le protagoniste sono signore indomite che ora ricordano la loro battaglia in  un bel documentario  prodotto da Netflix (cercate sul web Mercury 13 e Netflix per vedere  il trailer) e si dice che Amazon farà una miniserie sullo stesso argomento.  Finalmente un po’ di visibilità mediatica per una storia da non dimenticare anche perché, se è vero che adesso le donne astronauta non sono più un’eccezione, rimangono una minoranza in un mondo ancora prevalentemente maschile.

Miglioreranno le quote rosa nello spazio ? Certamente nel selezionare gli equipaggi per il ritorno alla Luna o per l’esplorazione di Marte il problema del genere verrà considerato e si cercherà una soluzione equilibrata. La situazione cambierà radicalmente quando si comincerà a progettare viaggi spaziali di centinaia (o magari migliaia) di anni. In questo caso, sarà necessario costruire una comunità autosufficiente in grado di auto sostenersi e riprodursi per portare a buon fine le missioni di esplorazione interstellare senza rischiare di estinguersi strada facendo.

Un recente studio ha cercato di determinare le dimensioni minime di un equipaggio per assicurare la sopravvivenza su un arco di tempo di 6.300 anni. La durata del viaggio interstellare non è scelta a caso. Si tratterebbe del tempo necessario per raggiungere il pianeta terrestre in orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina, a solo 4,2 anni luce da noi. Secondo gli autori dello studio, il numero minimo di astronauti necessari per riuscire a portare a termine questo viaggio multigenerazionale è 98 persone equamente divisi tra 49 maschi e 49 femmine.  Le donne astronauta non sono una scelta, sono una necessità.