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E SE ACCADESSE, SARESTE PRONTI PER UN CONTATTO?

Caro terrestre ti scrivo

Aiutateci a decodificare il segnale alieno ricevuto da Srt, il Sardinia Radio Telescope. L’appello è per ora solo un gioco, un concorso ideato da Angelo Zinzi, ricercatore dello Space Science Data Center dell'Asi. Ma chissà mai che in un futuro non troppo remoto...

29.09.2017

Il Sardinia radio telescope. Crediti: Sergio Poppi / Flickr

Il Sardinia Radio Telescope (Srt), il radiotelescopio più grande d’Italia e uno fra i più grandi e avanzati d’Europa, è uno strumento versatile, capace di grandi potenzialità nello studio delle onde radio prodotte naturalmente da corpi celesti di varia natura. Ed è anche un’antenna in grado di ricevere i deboli segnali trasmessi da sonde interplanetaria lanciate dalla Nasa, dall’Esa o dall’Asi per studiare il Sistema solare. Al contempo, a Srt tecnici e astronomi si stanno attrezzando per indagare se in mezzo a quegli stessi segnali – una tecnica che prende il nome di “osservazioni piggy-back” – non vi siano eventuali indicazioni di segnali di origine “artificiale” non creati da esseri umani: detto altrimenti, segnali alieni.

Ma se mai accadrà, saremo in grado di decifrarli? Forse è il caso d’arrivare al grande incontro già allenati, devono aver pensato i ricercatori. Ecco così che, proprio in queste ore, viene inaugurato l’Ssdc Search for Alien Messages Project: un progetto grazie al quale potrete mettervi alla prova e interpretare un plausibile messaggio alieno captato da Srt. Ideato da Angelo Zinzi, ricercatore dello Space Science Data Center (Ssdc) dell’Agenzia spaziale italiana e dell’Inaf di Roma, l’esperimento di fantasia è anche un concorso: in palio ci sono un kit di gadget ufficiali dell’Asi e di Srt.

Era il 1960 quando Frank Drake, astronomo della Cornell University, inviava il primo segnale radio verso le stelle Tau Ceti ed Epsilon Eridani allo scopo di informare eventuali civiltà aliene della nostra esistenza. Da allora sono stati sviluppati numerosi progetti volti alla ricerca di un contatto con forme di vita extraterrestre, tra cui il cosiddetto messaggio di Arecibo (vedi immaginbe qui a fianco), inviato in direzione dell’ammasso globulare M13 nel 1974. Prendendo spunto proprio da questo segnale, Zinzi ha provato a immaginare che aspetto avrebbe un ipotetico messaggio inviato da un alieno che prova a mettersi in contatto con noi.

Il messaggio di Arecibo, concepito per fornire a un extraterrestre tutte le informazioni fondamentali per conoscere la nostra civiltà, è composto in codice binario e consiste in una tabella da 23 per 73 elementi. Al suo interno si possono trovare i numeri da 1 a 10, i numeri atomici di alcuni elementi chimici, la rappresentazione grafica della doppia elica del Dna, di un essere umano, e del sistema solare. Insomma, tutto ciò che occorre a un abitante di un altro mondo per riuscire a identificarci e sapere come funziona la vita sul nostro pianeta.

E se un segnale simile venisse captato oggi dal nostro Sardinia Radio Telescope? Quello che potrebbe accadere è descritto in questa pagina web, da cui potete scaricare il “messaggio alieno” in formato testo e in codice binario. Al suo interno ci sono le istruzioni per capire da dove ci stanno contattando e che tipo di vita fanno i nostri vicini di casa. L’esperimento fa parte delle attività presenti in queste ore presso la sede di Roma dell’Agenzia spaziale italiana, e per le prime venti persone che riusciranno a interpretare correttamente il messaggio ci sono in palio gadget ufficiali dell’Asi e di Srt. *k^£_:3( çà””4! [ndt: Buona fortuna!]

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Redazione Media Inaf: