REGISTRATO IL CANTO DEL PLASMA

Concerto per elettroni tra le fasce di van Allen

Altro che silenzioso: fra cori, sibili e onde fischio, ad ascoltare i “suoni” registrati dalle sonde Van Allen della Nasa sembra di stare dentro a una voliera. Ecco dunque, convertite in mp3, le ”sonorità” che attraversano lo spazio da qui su fino ai confini della magnetosfera

Alcune regioni con diversi tipi di plasma attorno alla Terra. Crediti: Nasa’s Goddard Space Flight Center/Mary Pat Hrybyk-Keith

Onde di plasma “tradotte” in frequenze udibili dall’orecchio umano. È quanto hanno prodotto gli scienziati delle sonde gemelle Van Allen della Nasa: una serie di file mp3 per ascoltare la sinfonia del plasma. Una sinfonia cacofonica come poche, a onor del vero, ma nella quale è possibile distinguere diversi “strumenti”, differenti per timbro e frequenza a seconda del processo fisico e della regione di provenienza all’origine del segnale.

Lo stratagemma non è nuovo, ma esercita sempre un notevole fascino: ci consente l’esperienza sinestetica di “sentire” lo spazio vuoto al di là dell’atmosfera. Spazio che in realtà vuoto non è, brulicante com’è di particelle cariche più o meno energetiche. Ed è proprio dalle onde che si sollevano, al fluttuare dei campi magnetici, in questo plasma di ioni e d’elettroni che gli scienziati della Nasa sono partiti per registrare il concerto della magnetosfera.

Sentiamone dunque qualcuno. C’è il coro di onde radio (si chiama proprio così: coro), dal sound che sembra quello d’una voliera aliena, registrato in atmosfera: un fenomeno elettromagnetico causato da onde a frequenze molto basse.

Poi ci sono le cosiddette whistler waves (onde “fischio”), onde di plasma come quelle innescate dai fulmini, dalla caratteristica modulazione con frequenza calante che ricorda i raggi mortali d’un videogioco sparatutto.

Al di là della plasmasfera, dove il plasma è tenue e relativamente caldo, le whistler waves hanno invece una modulazione in parte opposta, con la frequenza che aumenta come in un chirp. Sono onde di tipo “coro” e si producono, spiegano gli scienziati della Nasa, quando gli elettroni vengono spinti verso il lato notturno della Terra – processo che in alcuni casi può essere dovuto a fenomeni di riconnessione magnetica. Quando questi elettroni a basso contenuto energetico raggiungono il plasma, interagiscono con le particelle in esso presenti dando origine, appunto, a una modulazione dalla tonalità ascendente.

Infine le whistler waves, attraversando la plasmasfera, possono produrre suoni simili alle scariche statiche delle vecchie radio chiamati sibili plasmasferici (plasmaspheric hiss waves).

Guarda (e ascolta) il servizio video su MediaInaf Tv: