LA SITUAZIONE ALL'OSSERVATORIO INAF DI TERAMO

Nonostante tutto

Fra maltempo, blackout e scosse sismiche, è stata una settimana molto difficile, quella appena trascorsa, per i dipendenti dell’Osservatorio astronomico di Teramo. Ma le attività sono proseguite con l’intensità di sempre. Ne parla su Media INAF il direttore della sede, Roberto Buonanno

Il cancello di ingresso dell’Osservatorio e, in basso, la strada interna di accesso ai locali della struttura

Alcune cose erano previste. Alcune no.

Si sapeva, per esempio, che ci sarebbero state nevicate intense e si sapeva che le temperature sarebbero scese. Di conseguenza in Osservatorio era stato allungato l’orario di riscaldamento e, per i servizi di rete, si poteva contare su un gruppo elettrogeno con annessa continuità.

Quello che non si sapeva è che, già a partire da lunedi 16, molti dipendenti, alcuni con bambini piccoli, si sarebbe trovati nella impossibilità di uscire di casa per l’accumulo di neve e senza energia elettrica.

Quello che non si sapeva è che i distacchi di energia elettrica si sarebbero diffusi a gran parte delle abitazioni e che, a partire da mercoledì 18, anche l’Osservatorio si sarebbe trovato in questa situazione.

Non si sapeva che ci sarebbero stati problemi per il reperimento di gasolio per rifornire i gruppi elettrogeni.

Non si sapeva che anche i cellulari avrebbero cessato di funzionare. Non si sapeva che molti dipendenti dell’Osservatorio, ancora oggi, sono senza riscaldamento da 6 giorni, senza luce, con il rischio di interruzione dell’acqua corrente e senza possibilità di comunicare.

Non si sapeva inoltre che mercoledì si sarebbero verificati ulteriori eventi sismici le conseguenze delle quali ancora non sono state valutate (ma questo è l’unico evento senza responsabilità umane).

Questa descrizione non completa il quadro degli avvenimenti. Siamo qui per svolgere la nostra attività di ricerca che, come sappiamo, è una sequenza di scadenze e, se non le rispetti, vieni messo da parte. Mi fa piacere poter affermare che gli impegni sono stati mantenuti e le scadenze rispettate. Nonostante tutto. Il personale tecnico si è impegnato al massimo nel garantire l’agibilità e la minima funzionalità indispensabile anche nella emergenza.

Abbiamo presentato la domanda per le borse di dottorato dell’INAF e abbiamo inviato il contributo al volume “Gran Sasso e Scienza”. Il gruppo SKA, ha partecipato (spostandosi sulla costa dove l’energia elettrica non mancava) a due videoconferenze, tra cui una di debriefing successiva ad un workshop architetturale tenutosi a SKA Office la scorsa settimana e sono stati chiusi, con il signing ufficiale, i documenti di interfaccia relativi alla design baseline di SKA TM. Anche le attività del progetto ERIS sono proseguite, con la continuazione del detailed design della calibration unit e abbiamo provveduto all’aggiornamento di tutta la documentazione che descrive i vari sistemi e sottosistemi di competenza dell’INAF di Teramo (ottici, meccanici, elettronici e software), richiesta da ESO per la final design review di ERIS, prevista per maggio 2017.

Abbiamo preparato un progetto ERC consolidator grant e abbiamo visto accettato un paper su ApJ riguardante l’importanza dei processi URCA nella fase pre-esplosiva delle supernove di tipo Ia, con primo autore un ricercatore di Teramo. Non si sono fermate, né lo potevano, le attività di presentazione di un talk questa settimana nell’ambito del workshop “The Aarhus Red Giant Modelling Workshop” con la presentazione di nuovi risultati nell’analisi di modelli stellari.

Anche il TAC-INAF dei telescopi TNG e REM è riuscito a portare a termine il processo di valutazione dei proposal per il semestre entrante AOT35 dei telescopi TNG e REM.

I nostri ricercatori hanno ultimato una proposta da presentare la prossima settimana al kickoff meeting del working group “Exotic Physics” per il satellite NuSTAR.

Anche le attività del nucleo teramano di GAIA sono proseguite con la verifica su cataloghi reali della pipeline di crowding di paternità teramana. Nonostante tutto.