137 RAGAZZI DA TUTTA L’ITALIA

Concorso Cassini: ecco i vincitori

Per far parte del team scientifico della missione Cassini basta un elaborato di 500 parole, e un’età compresa tra i 10 e i 18 anni. Questi i requisiti per partecipare a Cassini Scientist for a Day. I commenti di Marco Castellani ed Elena Epifani dell’INAF-OAR, membri della giuria

Il logo del concorso Cassini Scientist for a Day

Il logo del concorso Cassini Scientist for a Day

Cassini Scientist for a Day è un concorso internazionale, organizzato dalla NASA e coordinato in Europa dall’ESA, che coinvolge ragazzi di età comprese tra scuole medie e superiori. Quest’anno sono 137 i ragazzi italiani che si sono cimentati nell’impresa, diventando dei veri e propri scienziati per un giorno.

Come ogni anno il team scientifico di Cassini, la missione in orbita attorno a Saturno ormai da quasi dodici anni, ha selezionato tre immagini da realizzare con la sonda e i suoi strumenti. Il compito dei ragazzi era sceglierne una e motivare con un elaborato di massimo 500 parole la loro preferenza. Si poteva partecipare individualmente o in gruppi formati al massimo da quattro studenti.

Per aiutare i ragazzi nell’arduo compito della scelta abbiamo organizzato lo scorso 3 febbraio un appuntamento live, durante il quale avete potuto sottoporre le vostre domande a tre esperti: Jonathan Lunine della Cornell University, Luca Maltagliati dell’Osservatorio di Parigi e Adrian Fartade, fondatore della comunità online Link2Universe.

La partecipazione quest’anno è stata decisamente massiccia: 66 elaborati, di cui quasi metà provenienti dalla fascia d’età più giovane, quella delle scuole medie, e l’altra metà equamente ripartita tra biennio e triennio delle superiori, per un totale di 137 ragazzi coinvolti. Le regioni di provenienza spaziano dalla Lombardia alla Puglia, dalla Toscana alla Sicilia, coprendo quasi tutto lo stivale.

«Vedere così tanta partecipazione mi ha stupito positivamente», commenta a Media INAF Elena Epifani, ricercatrice dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma e giurata del concorso. «Non mi aspettavo che ci fossero così tanti insegnanti interessati e aperti al mondo reale, desiderosi di spingere i propri alunni ad ampliare gli orizzonti oltre il perimetro della propria aula e dei programmi predefiniti, e a stimolare la loro curiosità. In media i compiti dei ragazzi più giovani erano più fantasiosi, segno che forse col passare dell’età si tende ad adeguarsi a un messaggio che associa l’età adulta alla seriosità. Penso che questo tipo di concorsi aiuti a stimolare il lato creativo dei ragazzi, quindi sono molto felice di aver dato il mio contributo».

Ed eccoli qui i vincitori di questa quattordicesima edizione del concorso Cassini Scientist for a Day, pubblicati anche sul sito dell’Agenzia Spaziale Europea e sul sito ufficiale dell’edizione italiana del concorso:

Per il target numero 1, una composizione di Teti, Encelado e Mimas, insieme agli anelli di Saturno:
prima fascia d’età: Mattia Di Falco, Omar Khoujib, Taila Martini e Benedetta Panzani di Prato
seconda fascia d’età: Mattia Barbarossa di Napoli
terza fascia d’età: Emma Pignacca di Fidenza

Per il target numero 2, un’immagine di Giove visto dalla prospettiva di Saturno:
prima fascia d’età: Matteo Prazzoli e Tommaso Avanti di Monza
seconda fascia d’età: Silvia Barilli e Teresa Folli di Fidenza
terza fascia d’età: Francesco Barabbani di Fidenza

Per il target numero 3, un “filmato” di Teti che passa dietro a Rea ottenuto con 27 immagini:
prima fascia d’età: Alessia Cosentino, Elena Di Candido, Claudia Mastromauro e Valentina Schinzani di Trani
seconda fascia d’età: Nicolle Alvarez e Andrea Filip di Roma
terza fascia d’età: Nicoletta Corradino di Rho, in provincia di Milano

Complimenti ai vincitori dunque, e anche agli altri partecipanti, che hanno garantito un livello decisamente alto per la competizione. Complimenti che provengono da tutta la giuria e dal comitato organizzatore e che si estendono anche agli insegnanti e ai genitori, per aver saputo stimolare la curiosità dei ragazzi.

«Una cosa ho capito ormai: entrare nella giuria di un concorso che coinvolge ragazzi della scuola dell’obbligo è sempre un’avventura», racconta ai microfoni di Media INAF Marco Castellani, ricercatore presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma. «L’avevo già percepito con la mia partecipazione a diverse edizioni del Premio Castellani, e l’ho potuto constatare anche in questo concorso dedicato a Cassini. La sensazione è quella di poter entrare in contatto con le menti in formazione, scoprendo come vedono la vita e l’Universo.

«Ci sono stati, certo, anche dei temi un po’ scolastici, mossi dalla preoccupazione di mostrarsi competente e informato. Ed è giusto che sia così. Ma altri sono stati dei veri e propri tuffi al cuore, perché non c’è niente di più emozionante che vedere un ragazzo che osa, che ti prende per mano e ti porta in un mondo fantastico, dove le informazioni scientifiche sono incastonate in un contesto immaginario e mirabolante. Così, mentre ti prepari a leggere di Giove o Saturno, sei catapultato di botto dentro il diario di viaggio di un ipotetico giovane astronauta, e condividi con lui aspirazioni e senso di meraviglia. In questo senso sono molto grato di aver potuto partecipare a questo concorso, perché mi ha permesso di conoscere tanti delicati e sorprendenti universi di pensieri e fantasia».

Fonte: Media INAF | Scritto da Elisa Nichelli