PASSAGGI RAVVICINATI LUNEDÌ E MARTEDÌ

Un’orbita per due comete

Sono previste ben due comete nei nostri cieli, tra oggi 21 e domani 22 marzo. Passeranno entrambe a distanza di sicurezza, sebbene una delle due arriverà così vicina a noi da non essere uguagliata almeno per i prossimi 150 anni. Per osservarle in cielo occorreranno strumenti professionali

La Cometa 252P/LINEAR è stata vista nei giorni scorsi, accanto alla Grande Nube di Magellano. Sta rapidamente diventando più brillante, con una colorazione verdastra. Crediti: Dylan O’Donnel.

La Cometa 252P/LINEAR è stata vista nei giorni scorsi, accanto alla Grande Nube di Magellano. Sta rapidamente diventando più brillante, con una colorazione verdastra. Crediti: Dylan O’Donnel.

In arrivo in questi giorni ci sono non una, ma ben due comete. Una delle due, nella giornata di domani, “sfiorerà” la Terra, passando ad appena 3.5 milioni di km da noi e classificandosi terza per distanza nella storia dei passaggi ravvicinati. Entrambi gli oggetti manterranno quindi una distanza di sicurezza dal nostro pianeta, e potrebbero avere in comune qualcosa in più di alcuni parametri orbitali: in passato potrebbero essere state una cometa sola.

La prima cometa si chiama P/2016 BA14, ed è stata scoperta il 22 gennaio 2016 grazie al telescopio PanSTARRS, gestito dall’Università delle Hawaii. Inizialmente si è pensato che l’oggetto scoperto fosse un asteroide, ma le osservazioni successive, realizzate da un team composto da ricercatori dell’Università del Maryland e del Lowell Observatory, hanno mostrato la presenza di una debole coda, rivelando che si trattava di una cometa.

L’orbita di questa cometa appena scoperta, però, aveva in serbo una sorpresa. Gli scienziati hanno notato che la traiettoria di P/2016 BA14 era sorprendentemente simile a quella della cometa 252P/LINEAR, che era stata avvistata per la prima volta il 7 aprile del 2000, nel contesto della campagna osservativa denominata Lincoln Near Earth Asteroid Research (LINEAR) del Massachusetts Institute of Technology.

La coincidenza ha fatto pensare che le due comete potessero costituire un sistema doppio, ovvero che fossero due comete “gemelle”. P/2016 BA14 è grande circa la metà di 252P/LINEAR e potrebbe essersi staccata in un’epoca lontana, a partire da una cometa unica e più massiccia.

Fermoimmagine di una simulazione che mostra le posizioni relative nello spazio della Terra e delle comete P/2016 BA14 e 252P/LINEAR nel giorno 15 marzo 2016. Crediti: Ron Baalke (JPL)

Fermoimmagine di una simulazione che mostra le posizioni relative nello spazio della Terra e delle comete P/2016 BA14 e 252P/LINEAR nel giorno 15 marzo 2016. Crediti: Ron Baalke (JPL)

«La cometa P/2016 BA14 potrebbe essere un frammento che si è staccato in passato da 252P/LINEAR. L’ipotesi è stata avanzata a partire dalle due orbite, che sono estremamente simili», dice Paul Chodas, direttore del Center of NEO Studies (CNEOS, dove NEO sta per Near Earth Object, vale a dire oggetto con un’orbita che può intersecare quella terrestre) presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. «Sappiamo da tempo che le comete sono oggetti relativamente fragili. Nel 1993, ad esempio, la cometa Shoemaker-Levy 9 si è frammentata finendo per immergersi nell’atmosfera di Giove. Forse durante un passaggio nel sistema solare interno o un sorvolo ravvicinato di Giove, il pezzo che noi oggi conosciamo come BA14 potrebbe essersi separato da 252P».

Le osservazioni recenti di 252P/LINEAR ottenute dal telescopio spaziale Hubble e quelle di P/2016 BA14 realizzate dall’Infrared Telescope Facility della NASA potranno aiutarci ad approfondire la loro eventuale natura doppia.

252P/LINEAR ha un diametro pari a 230 metri, e sta passando proprio oggi, 21 marzo 2016, alla sua distanza minima dalla Terra: circa 5.2 milioni di km. Nella giornata di domani, la seguirà P/2016 BA14, che passerà a circa 3.5 milioni di km dal nostro pianeta. Si tratterà di uno dei passaggi più ravvicinati in assoluto, preceduto solo dalla cometa Lexell, che nel 1770 passò a 2.2 milioni di km da noi, e la cometa IRAS-Araki-Alcock, che nel 1983 sfiorò la Terra arrivando ad appena 1.5 milioni di km di distanza dalla sua superficie.

Il momento del massimo avvicinamento della cometa 252P/LINEAR è fissato per oggi alle 13:14 ora italiana. Quello della cometa P/2016 BA14, invece, avverrà domani, 22 marzo, alle 15:30 ora italiana. Tutti coloro che sperano di vedere queste comete, dovranno dotarsi di telescopi piuttosto potenti, poiché la loro dimensione relativamente piccola le rende molto deboli.

I passaggi ravvicinati di queste due comete sono i più estremi che potremo osservare per un bel po’ di tempo. «Il 22 marzo la cometa P/2016 BA14 passerà talmente vicino a noi che non vedremo eventi simili almeno per i prossimi 150 anni», spiega Chodas. «P/2016 BA14 non rappresenta una minaccia per la Terra, ma anzi è un’ottima opportunità per migliorare la nostra conoscenza scientifica delle comete».

Il sito del CNEOS contiene una lista completa degli avvicinamenti recenti e futuri, così come molti altri dati sulle orbite dei NEO noti. In questo modo gli scienziati, gli appassionati e il pubblico generico possono tenere traccia delle informazioni raccolte su tutti gli oggetti potenzialmente pericolosi che conosciamo.

L’animazione mostra le posizioni relative nello spazio della Terra e delle comete P/2016 BA14 e 252P/LINEAR a partire dal 1 marzo fino ad arrivare al 1 aprile 2016. Crediti: Ron Baalke (JPL)

L’animazione mostra le posizioni relative nello spazio della Terra e delle comete P/2016 BA14 e 252P/LINEAR a partire dal 1 marzo fino ad arrivare al 1 aprile 2016. Crediti: Ron Baalke (JPL)