IL FLYBY DI CASSINI

L’ultimo saluto a Encelado

Ecco le prime immagini dell’ultimo flyby ravvicinato effettuato su Encelado, uno dei 62 satelliti naturale confermati attorno a Saturno. La sonda ha sorvolato la luna ad una distanza di 4.999 km sabato 19 dicembre. La missione terminerà nel 2017

La sonda Cassini della NASA durante l'ultimo passaggio ravvicinato con Encelado: nella foto (scattata con la narrow-angle camera) una zona poco illuminata della luna ghiacciata, con il pianeta Saturno sullo sfondo. La foto è stata scattata da una distanza di circa 24.000 chilometri (146 metri per pixel). Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La sonda Cassini della NASA durante l’ultimo passaggio ravvicinato con Encelado: nella foto (scattata con la narrow-angle camera) una zona poco illuminata della luna ghiacciata, con il pianeta Saturno sullo sfondo. La foto è stata scattata da una distanza di circa 24.000 chilometri (146 metri per pixel). Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

E così termina anche questa avventura. Sabato 19 dicembre alle 18:30 (ora italiana) la sonda NASA/ESA/ASI Cassini ha effettuato l’ultimo volo ravvicinato attorno alla luna ghiacciata di Saturno Encelado. Lo scorso ottobre Cassini ha volato altre due volte attorno al sesto satellite naturale di Saturno (in ordine di grandezza) per studiarne i potenti getti di ghiaccio: l’incontro del 30 ottobre ha portato la sonda a 48 chilometri di distanza. Entro la fine di quest’anno, Cassini partirà dal piano equatoriale di Saturno (da dove le lune sono più visibili) per iniziare un anno di preparazione tecnica al gran finale: gettarsi – letteralmente – tra gli anelli del sesto pianeta del Sistema solare per gli studi finali.

I solchi quasi paralleli e i crinali della zona Samarkand Sulci su Encelado. Crediti: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute

I solchi quasi paralleli e i crinali della zona Samarkand Sulci su Encelado.
Crediti: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute

«Questo flyby finale di Encelado suscita sentimenti sia di trionfo che di tristezza», ha dichiarato Earl Maize, project manager della missione Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA. L’ultimo volo ha portato la sonda (partita dalla Terra nel 1997) a 4.999 chilometri da Encelado, che osserverà per altri due anni (fino a settembre 2017 – quando la missione dovrebbe terminare) ma da almeno 4 volte la distanza dell’ultimo volo (circa 20 mila chilometri). Pensate che quello di sabato scorso è stato il 22° incontro ravvicinato tra la sonda e la luna scoperta nel 1789 da William Herschel.

Cassini osserva due diversi tipi di terreno nel polo nord di Encelado. Una regione più antica coperta di crateri che sono stati modificati da processi geologici (a destra), mentre a sinistra si vede una zona relativamente senza crateri ma rugosa, presumibilmente più giovane. Crediti: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute

Cassini osserva due diversi tipi di terreno nel polo nord di Encelado. Una regione più antica coperta di crateri che sono stati modificati da processi geologici (a destra), mentre a sinistra si vede una zona relativamente senza crateri ma rugosa, presumibilmente più giovane. Crediti: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute

Cassini ha potuto misurare la quantità di calore proveniente dall’interno della luna e, come in questi anni, ha osservato le diverse caratteristiche geologiche che hanno reso popolare questa luna: le striature della sua superficie ghiacciata. Già dopo il 2005, Cassini ha fatto una serie di scoperte sul materiale che sgorga dalle fratture calde vicino al polo sud di Encelado, che è uno dei luoghi migliori del nostro Sistema solare che potrebbe ospitare la vita. Nel 2014, infatti, gli scienziati hanno annunciato le prove dell’esistenza di un oceano nel sottosuolo, ipotesi confermata poi nel 2015.

Gli scienziati guidati da Linda Spilker, project scientist della missione presso il JPL a Pasadena, hanno così detto addio a Encelado. «Cassini ha fatto tante scoperte mozzafiato su Encelado, ma dobbiamo ancora rispondere alla domanda fondamentale: “C’è vita in questo piccolo oceano?”», ha detto la ricercatrice.

Per saperne di più:

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  • Altre informazioni sull’ultimo flyby attorno a Encelado a questo LINK