SEGNI DI UN IMPATTO NELLA FASCIA PRINCIPALE

493 Griseldis: colpito ma non affondato

È stata avvistata dal Subaru Telescope alle Hawaii per pochi giorni consecutivi, poi è scomparsa: la coda di 493 Griseldis non è però dovuta all’azione del vento solare. È la traccia evidente di un impatto avvenuto sulla superficie dell’asteroide situato nella fascia principale fra Marte e Giove

L’asteroide 493 Griseldis della fascia principale nell’obiettivo del telescopio Subaru a Mauna Kea. Crediti: D. Tholen, S. Sheppard, C. Trujillo.

L’asteroide 493 Griseldis della fascia principale nell’obiettivo del telescopio Subaru a Mauna Kea. Crediti: D. Tholen, S. Sheppard, C. Trujillo.

Qualcosa ha colpito 493 Griseldis, un asteroide della fascia principale. L’analisi dei dati raccolti dal Subaru Telescope a Mauna Kea, isole Hawaii, parlano chiaro: il 17 marzo 2015 l’asteroide ha assunto una forma allungata, una coda temporanea, un fenomeno transitorio e non collegabile con un fenomeno di vento solare dal momento che l’estensione non si è allineata in direzione opposta al Sole.

Deve essersi verificato un evento da impatto, hanno spiegato i ricercatori nel corso del meeting annuale della Division for Planetary Sciences of the American Astronomical Society, che si svolge in questi giorni poco lontano da Washington, DC.

A differenza della coda delle comete, che scorre in direzione opposta al Sole sotto le forti spinte del vento solare, l’asteroide 493 Griseldis ha sviluppato una coda anomala ed effimera. Il fenomeno si è infatti esaurito in breve tempo, fatto che suffraga l’ipotesi di una collisione fra l’asteroide della fascia principale (che si trova tra l’orbita di Marte e Giove) e un corpo estraneo.

Il telescopio Magellano ha registrato lo stesso fenomeno quattro notti più tardi, rilevando ancora le tracce di un’estensione della coda, sebbene più debole. Nessuna traccia invece nelle osservazioni eseguite il 24 marzo dal telescopio dell’Università delle Hawaii o dallo stesso telescopio Magellano tra il 18 aprile e il 21 maggio. Naturalmente anche il confronto con gli archivi ha dato esito negativo. L’evento registrato su 493 Griseldis è dunque unico nel suo genere.

«Le osservazioni sono coerenti con l’ipotesi di un evento da impatto sull’asteroide», concludono i ricercatori che si sono occupati dello studio: David Tholen dell’Istituto di Astronomia presso l’Università delle Hawaii a Manoa, Scott Sheppard della Carnegie Institution, e Chad Trujillo del Gemini Observatory.