LA VISITA DEL PREMIER

A Paranal si parla italiano

Serata speciale per l’Osservatorio Europeo ESO sul Cerro Paranal. Visita del Presidente del Consiglio italiano ai telescopi più grandi (e più belli) del mondo, appollaiati a quasi 3000 nel deserto del nord del Cile. Un posto magico, che sembra Marte, dove piove molto meno che nel Sahara e dove si vedono sorgere le stelle a una a una dalle creste delle montagne. Per questo l’Europa ha utilizzato il massimo della sua tecnologia meccanica, ottica, elettronica etc. per fare lì il suo Osservatorio del cielo Sud

Visione artistica del telescopio E-ELT. Crediti: ESO/L. Calçada

Visione artistica del telescopio E-ELT. Crediti: ESO/L. Calçada

Serata speciale per l’Osservatorio Europeo ESO sul Cerro Paranal. Visita del Presidente del Consiglio italiano ai telescopi più grandi (e più belli) del mondo, appollaiati a quasi 3000 nel deserto del nord del Cile. Un posto magico, che sembra Marte, dove piove molto meno che nel Sahara e dove si vedono sorgere le stelle a una a una dalle creste delle montagne. Per questo l’Europa ha utilizzato il massimo della sua tecnologia meccanica, ottica, elettronica etc. per fare lì il suo Osservatorio del cielo Sud.

La visita di Renzi è stata infilata nel contesto della sua più ampia presenza in Cile per incontri con la “Presidenta” Bachelet e con le numerose industrie italiane che lavorano in Cile in campi diversi, a cominciare dall’Enel, con le sue centrali energetiche modernissime. La mia impressione è che la visita ai telescopi, con il loro fascino culturale e tecnologico, abbia molto colpito Renzi.

Tim de Zeeuw, Direttore Generale dell’Osservatorio, Roberto Tamai, italiano più alto in grado nello staff ESO e capo della costruzione dei telescopi ed io gli stavamo un po’ addosso, forse troppo, a Renzi, preoccupati che capisse tutto e subito. Tentativo impossibile e crudele, ma dalla quale è difficile trattenersi, tanto che spesso ho visto diventare vitrei gli occhi di altre persone, pur importanti. Renzi invece era in gran forma, interessatissimo e capace di lasciarsi penetrare dalla atmosfera di cultura e di tecnologia, al di sopra dei dettagli. Ovvio, ma vero, l’interesse per il grande contributo dell’industria e della ricerca italiane all’Osservatorio, che c’è ed è in tutti i campi e va anche al di sopra del contributo che l’Italia versa ogni anno all’ESO.

Dopo i telescopi, il break romantico della osservazione del tramonto del sole nel Pacifico, spettacolo che toglie sempre il fiato. Naturalmente c’è chi giura (credo mentendo spudoratamente) che in onore di Renzi si sia visto mitico il raggio verde…chissà. Il Presidente trovava invece senz’altro sospetto il colore giallorosso dell’orizzonte.

A cena, per stare in tema, Renzi indossava un maglione viola, che a me sembrava quasi lilla, più chiaro della maglia della Fiorentina…ma chi sono io per dare un’opinione. Invece niente calcio a tavola: di fronte a lui c’erano i precari italiani di Paranal, e la discussione è stata vivace. I precari fan la ricerca per pochi denari, fanno il futuro che loro non hanno…e lo sanno, e cercano certezze. Ciascuno diceva la sua, un po’ come al bar tutti sanno fare gli allenatori della nazionale. Renzi ascoltava attento ma anche stimolante, quasi provocatorio. Io ho smesso quasi subito di cercare di tradurre cosa succedeva al DG (olandese) e rispondevo solo quando Renzi mi lanciava occhiate interrogative.

Credo che i precari presenti siano stati molto soddisfatti. Intanto, hanno saputo dalla viva voce del Primo Ministro che il “turnover” per il personale della ricerca non è peggiorato (niente 25% !), anzi migliorerà presto. E vai…E poi certo un po’ di spunti di riflessione sono nati e sono stati recepiti, proprio in occasione della preparazione della nuova legge di stabilità. E’ quella che potrebbe dare un po’ di ossigeno alla ricerca astronomica italiana, ingiustamente massacrata dal MIUR, anche attraverso le sue patologiche inefficienze e lungaggini (ancora nessuna traccia dei finanziamenti “premiali”, ossigeno per i precari, e siamo alla fine dell’anno…).